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COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE
28.05.2026
Heysel, il 29 maggio diventa
Giornata nazionale della memoria
L’Associazione fra i familiari
delle vittime: "Un passaggio storico. La memoria delle
39 vittime diventa patrimonio civile dell’intero Paese".
Il 29 maggio non sarà più soltanto
una data custodita dal dolore dei familiari, dalla
memoria dei sopravvissuti e dalla coscienza di chi non
ha mai voluto dimenticare. Da oggi diventa
ufficialmente Giornata nazionale in memoria delle
vittime dell’Heysel. Dopo l’approvazione della Camera,
anche il Senato ha dato il via libera definitivo alla
legge promossa dall’onorevole Fabrizio Comba, primo
firmatario della norma. Un atto istituzionale che
riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una
ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio
né all’appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria
civile dell’Italia. "Si tratta di un passaggio storico e
di grande valore istituzionale e civile per il nostro
Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente
dell’Associazione fra i familiari delle vittime
dell’Heysel. "A nome dell’Associazione desidero
esprimere un ringraziamento sentito all’onorevole Comba
e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto
questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle
istituzioni di farsi carico di questa iniziativa che
come familiari abbiamo più volte sollecitato e
accompagnato".
Il 29 maggio 1985, allo stadio
Heysel di Bruxelles, persero la vita 39 persone, di
cui 32 italiane. Erano partite per assistere a una
finale di Coppa dei Campioni e non tornarono più a casa.
Per troppo tempo quella tragedia è rimasta sospesa tra
rimozione, strumentalizzazione e memoria privata. Una
ferita spesso ricordata solo dentro il perimetro del
tifo, quando invece appartiene alla storia collettiva
del Paese. "L’istituzione della Giornata nazionale
riconosce finalmente, in maniera ufficiale, la memoria
delle 39 vittime come una memoria collettiva e condivisa
dall’intera nazione", prosegue Lorentini. "È un atto
dovuto verso chi ha perso la vita, verso le loro
famiglie e verso una comunità che per 41 anni ha chiesto
rispetto, verità, dignità. La memoria dell’Heysel deve
andare oltre le maglie, oltre le bandiere, oltre ogni
appartenenza sportiva. È memoria civile. Ed è proprio
per questo che non può più essere vilipesa, banalizzata
o usata come insulto".
Per l’Associazione, la legge
rappresenta un punto di arrivo ma anche un nuovo inizio.
La Giornata nazionale dovrà diventare occasione concreta
di educazione, riflessione e responsabilità pubblica.
"Il nostro impegno civico si rafforza ancora di più",
conclude Lorentini. "Questa legge non ha soltanto un
significato commemorativo. Deve diventare uno strumento
di educazione civico-sportiva, capace di promuovere
nelle istituzioni, nelle scuole, nelle università e
nelle associazioni sportive momenti di approfondimento e
progetti dedicati a uno sport sano, a un tifo corretto,
a una cultura del rispetto. Ricordare l’Heysel significa
impedire che il dolore venga dimenticato. Ma significa
anche lavorare perché nessuno stadio, nessuna curva,
nessuna competizione sportiva possano più diventare
luoghi di odio, violenza e disumanità". Con questa
legge, il 29 maggio entra nel calendario civile della
Repubblica. E con esso entrano, finalmente, i nomi, le
storie e le vite delle vittime dell’Heysel nella memoria
condivisa dell’Italia.
Fonte: Associazione Familiari Vittime Heysel ©
28 maggio 2026 (Testo
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