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NEWS ASSOCIAZIONE 2026
www.associazionefamiliarivittimeheysel.it   Associazione fra i Familiari delle Vittime dell'Heysel
  N E W S 9.04.2026  
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Presentata la quinta edizione del progetto

di educazione civico sportiva "Io ti rispetto"

Bucchi, Carboni, Bartolomei, Benci, Scassa e Sorbi i testimonial. L'iniziativa è promossa dall'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel con il patrocinio della Provincia di Arezzo e del Coni. Coinvolti gli istituti superiori del territorio.

Presentata presso la "Sala dei Grandi" della Provincia di Arezzo la quinta edizione del progetto "Io ti rispetto". L'iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Arezzo e dal Comitato regionale Toscano del Coni, è promossa dall'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel con il sostegno della delegazione provinciale FIGC di Arezzo, dell'Olmoponte-Santa Filmina e il Panathlon club di Arezzo e Valdarno Superiore. "Io ti rispetto" è un progetto di educazione civico/sportiva che si propone di comunicare i valori dello sport integrando e completando così il percorso didattico. Con il diretto coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche vengono valorizzati la prevenzione ed il contrasto al bullismo, l'adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fair play, l'acquisizione di comportamenti basati sul rispetto delle persone e delle regole, il contrasto al tifo violento al doping ed al disagio giovanile, l'inclusione e l'integrazione attraverso lo sport ed infine la sicurezza nella pratica sportiva. Sono previsti incontri in presenza con gli studenti nei quali saranno coinvolti testimonial dello sport locali e nazionali che possano, attraverso il racconto delle proprie esperienze, trasmettere ai ragazzi i valori positivi dello sport. La quinta edizione vede la conferma dei sei istituti superiori che avevano preso parte al progetto già negli anni scorsi: l'Itis di Arezzo l'Isis Valdarno di San Giovanni Valdarno, il liceo "Benedetto Varchi" di Montevarchi, l'istituto "Fossombroni-Buonarroti" di Arezzo e l'Isis "Angelo Vegni" delle Capezzine. Diversi i volti nuovi come testimoniai di questa quinta edizione a cominciare dall'allenatore dell'Arezzo Cristian Bucchi, Amedeo Carboni, ex calciatore di serie A, Liga e nazionale, Martina Bartolomei, olimpionica a Parigi 2024 nel tiro a volo, Sara Benci, giornalista e conduttrice di Sky Sport, Luca Scassa, ex pilota nel mondiale MotoGp e Superbike. Confermato Attilio Sorbi docente presso la Federazione Italiana Gioco Calcio. Gli incontri si svolgeranno il 16, 20 e 28 aprile, 1'11 e il 14 maggio. L'idea dei promotori è quella di partire dalla memoria della strage dell'Heysel riguardante da vicino la comunità aretina, che ha infatti avuto due vittime tra le trentanove, per far riflettere le giovani generazioni su come l'annientamento dei veri valori dello sport, a cominciare dal rispetto dell'altro, può portare a conseguenze drammatiche.

"Partendo dal racconto di una tragedia come quella che accade a Bruxelles il 29 maggio del 1985, si arriva a quello del percorso virtuoso di un campione, avviando così una presa di coscienza ed una consapevolezza nei ragazzi su ciò che significa fare sport in maniera sana e corretta - spiega il presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel Andrea Lorentini - L'impegno dell'associazione è da sempre quello di fare memoria senza tralasciare la parte educativa rivolta alle giovani generazioni". Un concetto condiviso anche dal delegato provinciale del Coni Alberto Melis - Il Coni patrocina il progetto condividendone pienamente finalità e modalità. L'iniziativa intende far sì che i giovani sportivi possano acquisire, oltre alle competenze tecniche derivanti dalla pratica, le conoscenze valoriali che contribuiscono a diventare anche persone migliori attraverso le quali si può impostare un percorso di crescita culturale per l'apprendimento dei valori dello sport. E per far questo non si può che dare inizio ad un percorso formativo che parte dalle giovani generazioni. La scuola è quindi l'altro soggetto fondante e fondamentale del progetto e dalla quale abbiamo ottenuto una risposta entusiastica perché già impegnata istituzionalmente in tale percorso educativo". La Provincia di Arezzo, anche quest'anno, conferma la sua adesione e il proprio Patrocinio al progetto "Io ti Rispetto", "L'evento drammatico avvenuto allo stadio Heysel di Bruxelles nel 1985, durante la finale di Coppa dei Campioni di calcio, tra Juventus e Liverpool, in cui persero la vita 39 persone, di cui 32 italiani - afferma il presidente della Provincia Alessandro Polcri - sarà, senz'altro, l'occasione per tutti noi per ricordare lo stimato dottor Roberto Lorentini e la giovane diciassettenne, Giuseppina Conti, i due aretini rimasti tra le vittime, ma anche e in particolar modo lo spunto per una importante riflessione che sappia coinvolgere le giovani generazioni sui valori del rispetto, della condivisione, del fairplay, del contrasto alla violenza nella pratica sportiva, nel tifo e nella vita quotidiana. Ritengo, come più volte ho avuto modo di dire, che lo sport, con il suo bagaglio di regole e di valori educativi, sia un veicolo fondamentale per imparare ed acquisire stili di vita sani, insieme a modelli positivi a cui ispirarsi nella gestione delle relazioni interpersonali, dei "conflitti", nella capacità di valorizzare e coinvolgere il prossimo e di arginare, così, eventuali fenomeni di bullismo". Fonte: Provincia.arezzo.it © 9 aprile 2026 Video: Amaranto Channel © Fotografie: Arezzonotizie.it © GETTY IMAGES © (Not for commercial use)  Banner: Associazione Familiari Vittime Heysel © Logo Associazione: Gianni Valle © Studio Charivari Grafica Design

 
 

Subbiano e Capolona celebrano lo sport: torna

il Galà con premi, ospiti e valori di comunità

Sarà una serata all’insegna dello sport, dei valori e della comunità quella in programma mercoledì 1 aprile al Centro Eventi, dove i Comuni di Subbiano e Capolona daranno vita alla seconda edizione del "Galà dello Sport". Un appuntamento fortemente voluto dalle due amministrazioni comunali - guidate dai sindaci Ilaria Mattesini e Mario Francesconi - che, dopo il successo della prima edizione, torna a mettere al centro società sportive, atleti e figure che, a vario titolo, contribuiscono alla crescita sportiva e sociale del territorio. La serata, con inizio alle ore 20.30, sarà caratterizzata dalla consegna di numerosi riconoscimenti: venti destinati a società e federazioni sportive e ventinove ad atleti, tecnici e protagonisti del mondo sportivo locale. Premi che non si limiteranno ai risultati agonistici, ma che valorizzeranno anche l’impegno educativo, lo spirito di squadra e il ruolo sociale dello sport.

OSPITI E RICONOSCIMENTI SPECIALI - Tra i premiati figurano nomi di rilievo del panorama sportivo, come Emanuele Tacchini, allenatore della Fortis Arezzo, Francesco Graziani con l’Olmoponte Calcio Champagne, Franco Chioccoli, Emanuele Giaccherini e Marco Scatragli. Un riconoscimento speciale sarà inoltre assegnato a Paola Cesaroni, madre di Federico Luzzi, per il suo impegno umano e sociale nel ricordo del figlio, così come a Francesco Caremani e Andrea Lorentini per il loro lavoro di educazione alla cultura sportiva e alla memoria della tragedia dell’Heysel. Spazio anche agli anniversari importanti: i 40 anni della Società Ginnastica Casentinese e i 35 anni dell’Associazione Trekking Subbiano Capolona. Non mancherà un momento dedicato alla solidarietà, con il riconoscimento al Marino Mercato Subbiano Calcio per il progetto "Fondo Dote Famiglia", che ha permesso a molti giovani di accedere alle attività sportive.

I VALORI DELLO SPORT OLTRE IL RISULTATO - "Per Subbiano questo Galà rappresenta un’occasione straordinaria per valorizzare le associazioni sportive - sottolinea il sindaco Ilaria Mattesini - che ogni giorno trasmettono ai ragazzi il rispetto delle regole, il sacrificio, la costanza e la determinazione. Abbiamo voluto premiare non solo i risultati, ma tutte le componenti che rendono vivo il mondo dello sport". Sulla stessa linea l’assessore allo sport Silvia Battista, che evidenzia il valore inclusivo dello sport: "È un linguaggio universale capace di abbattere barriere e creare opportunità. Questa serata vuole celebrare i valori autentici dello sport e ispirare le nuove generazioni".

SPORT, COMUNITÀ E TERRITORIO - "Lo sport non ha confini - afferma il sindaco di Capolona Mario Francesconi - e unisce le comunità, da una parte e dall’altra dell’Arno. È uno strumento fondamentale di crescita, che insegna il rispetto, l’impegno e la capacità di non arrendersi". Per l’assessore Gianluca Norcini, il Galà rappresenta anche un momento di rete: "Vogliamo promuovere la multidisciplinarietà e rafforzare le sinergie tra le realtà sportive, affinché lo sport sia sempre più un motore di salute e coesione sociale".

SOLIDARIETÀ E COLLABORAZIONE - Nel corso della serata, ogni società sportiva riceverà l’Uovo di Pasqua AIL, simbolo di attenzione verso la salute, il sociale e la solidarietà, anche nel ricordo di Federico Luzzi. L’iniziativa gode del patrocinio del CONI provinciale. "Il Galà è un’occasione importante per valorizzare il lavoro quotidiano delle associazioni sportive dilettantistiche - sottolinea il delegato Alberto Melis - che rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i giovani". Presente anche il Centro Sportivo Italiano, con il presidente Lorenzo Bernardini, a conferma dell’importanza educativa dello sport.

UNA RETE CHE FA SQUADRA - Alla realizzazione dell’evento contribuiscono anche la Pro Loco di Subbiano per la logistica, l’associazione a.c. centodue per il coordinamento e Marino Fa Mercato per i riconoscimenti. Un lavoro di squadra che racconta un territorio dinamico e sportivamente attivo, dove lo sport continua a essere non solo competizione, ma soprattutto educazione, inclusione e crescita condivisa. Fonte: Arezzo24.net © 31 marzo 2026 Video: Teletruria © Amaranto Channel ©  Banner: Associazione Familiari Vittime Heysel © Icone: Pngegg.com © Logo Associazione: Gianni Valle © Studio Charivari Grafica Design

 

Morì a 17 anni allo stadio Heysel

Aula del liceo classico per Giusy Conti

Il ricordo della ragazza che frequentava l’istituto Francesca Petrarca.

Un’aula del liceo classico Petrarca di Arezzo porterà il nome di Giusy Conti, giovane studentessa aretina morta il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles. La dedica è stata annunciata in occasione dell’incontro che si è svolto presso l’istituto con il giornalista e scrittore Luca Serafini, autore del libro "La ragazza dai pantaloni verdi", alla presenza della famiglia Conti. L’incontro, molto partecipato da studenti e docenti, ha rappresentato un momento di profonda riflessione civile e umana. Attraverso il racconto di Giusy, Serafini ha restituito voce e dignità a una delle 39 vittime della strage dell’Heysel, sottraendola all’anonimato dei numeri e trasformandola in una storia viva, fatta di sogni, passioni, amicizie, normalità spezzata troppo presto. Giusy Conti aveva diciassette anni, frequentava il liceo classico e amava la vita con l’entusiasmo tipico della sua età. Il libro - frutto di un lungo lavoro di ricerca e di ascolto - non è solo una cronaca della tragedia, ma un atto di memoria e di responsabilità collettiva, che interroga anche le nuove generazioni sul valore del ricordo, sulla violenza negli stadi e sul significato dello sport come luogo di condivisione e non di morte. La decisione di intitolare a Giusy Conti un’aula del liceo assume un valore simbolico ed educativo: uno spazio quotidiano di studio e di crescita porterà il nome di una studentessa che in quella scuola aveva costruito una parte della propria identità. Fonte: Lanazione.it 5 febbraio 2026 Fotografia: Famiglia Conti © Video: Teletruria © Icone: Pngegg.com ©

       

Qui, in ogni luogo e altrove

di Domenico Laudadio

Il Presidente dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel ospite della Juventus Football Club a Torino.

Andrea Lorentini, domenica 25 gennaio, insieme al consigliere dell’Associazione, Fabrizio Landini, ha visitato il monumento dedicato alle 39 vittime dello stadio Heysel di Bruxelles, eretto dalla Juventus alla Continassa ed inaugurato solennemente lo scorso 29 maggio 2025 in occasione del 40° anniversario della strage. Un progetto "concepito per essere un luogo di riflessione e speranza" e intitolato "VERSO ALTROVE", sorto da una ispirazione di Luca Beatrice, critico d’arte recentemente scomparso, realizzato dall’artista Luca Vitone. "L’opera si estende su un'area verde di circa 2000 metri quadrati, arricchita da cespugli di essenze profumate e alberi di Ginkgo Biloba - simboli di resistenza e memoria - scelti per la loro longevità e capacità di adattamento. Il cuore del memoriale è una rampa che si innalza dolcemente, conducendo a un cannocchiale con lenti invertite; un invito a guardare oltre il visibile e a riflettere sul futuro. Realizzata con materiali sicuri e sostenibili, la rampa, lunga 66 metri, è accessibile sia a piedi sia con sedie a ruote. Lungo il percorso sono previsti pianerottoli per soste e momenti di contemplazione. Per preservare l'atmosfera di riflessione e raccoglimento, non è consentito l'uso di biciclette, skateboard, monopattini o altri mezzi veloci". Ad accompagnarli sul luogo, Francesco Gianello, responsabile impianti della Juventus che ha seguito anche il progetto del monumento e Gaia D'Amelia, responsabile delle relazioni esterne del club.

Già da principio, ma anche nei decenni a seguire la tragedia nonostante la successione delle dirigenze sportive, il rapporto istituzionale della Juventus con l’Associazione dei Familiari delle Vittime oscillò prevalentemente fra alti e bassi, troppo spesso omissioni e delle incomprensioni. In questa giornata si coglie, importantissimo, un definitivo segnale di unità d’intenti nella condivisione della Memoria e ciò rappresenterà il solco profondo lungo il quale percorrere affiancati la strada maestra del rispetto e della verità, costruendo un progetto comune di etica sportiva nel sociale. Era questo il sogno di Otello Lorentini, primo presidente dell’associazione, il piccolo grande uomo che osò sfidare e far condannare a processo il potentato di quella Uefa barocca e avida del tempo, responsabile della mancata prevenzione di una strage annunciata. "Un dialogo costruttivo con la Juventus": la promessa strappata a suo nipote, in punto di morte, nel 2014. Andrea che dal 2015 guida l’Associazione, dopo averla rifondata, l’ha mantenuta con onore e, andando anche oltre, scrivendo nuove pagine nel futuro di un calcio affrancato dalla violenza di ogni genere, fondato sui valori del rispetto reciproco nell’antagonismo delle competizioni sportive. Lo stesso Andrea che si è raccomandato di scrivere in questo articolo: "ringrazio Juventus per l'ospitalità che ha riservato nel corso della giornata". Fonte: Associazionefamiliarivittimeheysel.it 26 gennaio 2026 Banner © Tweet: Associazione Familiari Vittime Heysel © Icone: Pngegg.com © Logo Associazione: Gianni Valle © Studio Charivari Grafica Design

     
     

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