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Qui, in ogni luogo e altrove

di Domenico Laudadio

Il Presidente dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel ospite della Juventus Football Club a Torino.

Andrea Lorentini, domenica 25 gennaio, insieme al consigliere dell’Associazione, Fabrizio Landini, ha visitato il monumento dedicato alle 39 vittime dello stadio Heysel di Bruxelles, eretto dalla Juventus alla Continassa ed inaugurato solennemente lo scorso 29 maggio 2025 in occasione del 40° anniversario della strage. Un progetto "concepito per essere un luogo di riflessione e speranza" e intitolato "VERSO ALTROVE", sorto da una ispirazione di Luca Beatrice, critico d’arte recentemente scomparso, realizzato dall’artista Luca Vitone. "L’opera si estende su un'area verde di circa 2000 metri quadrati, arricchita da cespugli di essenze profumate e alberi di Ginkgo Biloba - simboli di resistenza e memoria - scelti per la loro longevità e capacità di adattamento. Il cuore del memoriale è una rampa che si innalza dolcemente, conducendo a un cannocchiale con lenti invertite; un invito a guardare oltre il visibile e a riflettere sul futuro. Realizzata con materiali sicuri e sostenibili, la rampa, lunga 66 metri, è accessibile sia a piedi sia con sedie a ruote. Lungo il percorso sono previsti pianerottoli per soste e momenti di contemplazione. Per preservare l'atmosfera di riflessione e raccoglimento, non è consentito l'uso di biciclette, skateboard, monopattini o altri mezzi veloci". Ad accompagnarli sul luogo, Francesco Gianello, responsabile impianti della Juventus che ha seguito anche il progetto del monumento e Gaia D'Amelia, responsabile delle relazioni esterne del club.

Già da principio, ma anche nei decenni a seguire la tragedia nonostante la successione delle dirigenze sportive, il rapporto istituzionale della Juventus con l’Associazione dei Familiari delle Vittime oscillò prevalentemente fra alti e bassi, troppo spesso omissioni e delle incomprensioni. In questa giornata si coglie, importantissimo, un definitivo segnale di unità d’intenti nella condivisione della Memoria e ciò rappresenterà il solco profondo lungo il quale percorrere affiancati la strada maestra del rispetto e della verità, costruendo un progetto comune di etica sportiva nel sociale. Era questo il sogno di Otello Lorentini, primo presidente dell’associazione, il piccolo grande uomo che osò sfidare e far condannare a processo il potentato di quella Uefa barocca e avida del tempo, responsabile della mancata prevenzione di una strage annunciata. "Un dialogo costruttivo con la Juventus": la promessa strappata a suo nipote, in punto di morte, nel 2014. Andrea che dal 2015 guida l’Associazione, dopo averla rifondata, l’ha mantenuta con onore e, andando anche oltre, scrivendo nuove pagine nel futuro di un calcio affrancato dalla violenza di ogni genere, fondato sui valori del rispetto reciproco nell’antagonismo delle competizioni sportive. Lo stesso Andrea che si è raccomandato di scrivere in questo articolo: "ringrazio Juventus per l'ospitalità che ha riservato nel corso della giornata". Fonte: Associazione Familiari Vittime Heysel © 26 gennaio 2026 (Testo © Tweet © Banner © Fotografie)

 
 

Il Liceo Petrarca ricorda Giusy Conti

Incontro con Luca Serafini per "La ragazza dai pantaloni verdi".

Arezzo, 4 febbraio 2026 - Il Liceo Petrarca ricorda Giusy Conti: Incontro con Luca Serafini per "La ragazza dai pantaloni verdi". Un’aula del Liceo Classico "Francesco Petrarca" di Arezzo porterà il nome di Giusy Conti, giovane studentessa aretina tragicamente scomparsa il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles. La dedica è stata annunciata in occasione dell’incontro che si è svolto presso l’istituto con il giornalista e scrittore Luca Serafini, autore del libro La ragazza dai pantaloni verdi, alla presenza della famiglia Conti. L’incontro, molto partecipato da studenti e docenti, ha rappresentato un momento di profonda riflessione civile e umana. Attraverso il racconto di Giusy, Serafini ha restituito voce e dignità a una delle 39 vittime della strage dell’Heysel, sottraendola all’anonimato dei numeri e trasformandola in una storia viva, fatta di sogni, passioni, amicizie, normalità spezzata troppo presto. Giusy Conti aveva diciassette anni, frequentava il liceo classico e amava la vita con l’entusiasmo tipico della sua età. Il libro - frutto di un lungo lavoro di ricerca e di ascolto - non è solo una cronaca della tragedia, ma un atto di memoria e di responsabilità collettiva, che interroga anche le nuove generazioni sul valore del ricordo, sulla violenza negli stadi e sul significato dello sport come luogo di condivisione e non di morte. La decisione di intitolare a Giusy Conti un’aula del liceo assume un forte valore simbolico ed educativo: uno spazio quotidiano di studio e di crescita porterà il nome di una studentessa che in quella stessa scuola aveva costruito una parte importante della propria identità. Un gesto che unisce memoria e futuro, trasformando il ricordo in presenza viva. Il Liceo Petrarca conferma così la propria attenzione alla formazione integrale degli studenti, capace di tenere insieme cultura, storia, educazione civica ed emotiva. L’incontro con Luca Serafini e la dedica dell’aula a Giusy Conti non sono solo un omaggio, ma un impegno: quello di continuare a raccontare, a ricordare e a educare alla consapevolezza e al rispetto. Fonte: Lanazione.it © 4 febbraio 2026 Fotografia: Famiglia Conti ©

 
 

Morì a 17 anni allo stadio Heysel

Aula del liceo classico per Giusy Conti

Il ricordo della ragazza che frequentava l’istituto Francesca Petrarca.

Un’aula del liceo classico Petrarca di Arezzo porterà il nome di Giusy Conti, giovane studentessa aretina morta il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles. La dedica è stata annunciata in occasione dell’incontro che si è svolto presso l’istituto con il giornalista e scrittore Luca Serafini, autore del libro "La ragazza dai pantaloni verdi", alla presenza della famiglia Conti. L’incontro, molto partecipato da studenti e docenti, ha rappresentato un momento di profonda riflessione civile e umana. Attraverso il racconto di Giusy, Serafini ha restituito voce e dignità a una delle 39 vittime della strage dell’Heysel, sottraendola all’anonimato dei numeri e trasformandola in una storia viva, fatta di sogni, passioni, amicizie, normalità spezzata troppo presto. Giusy Conti aveva diciassette anni, frequentava il liceo classico e amava la vita con l’entusiasmo tipico della sua età. Il libro - frutto di un lungo lavoro di ricerca e di ascolto - non è solo una cronaca della tragedia, ma un atto di memoria e di responsabilità collettiva, che interroga anche le nuove generazioni sul valore del ricordo, sulla violenza negli stadi e sul significato dello sport come luogo di condivisione e non di morte. La decisione di intitolare a Giusy Conti un’aula del liceo assume un valore simbolico ed educativo: uno spazio quotidiano di studio e di crescita porterà il nome di una studentessa che in quella scuola aveva costruito una parte della propria identità. Fonte: Lanazione.it © 5 febbraio 2026 Video: Teletruria ©

 
 

Capolona e Subbiano: torna il Galà dello sport

In primo piano le società sportive e atleti del territorio, con ospiti storia dello sport di ieri e di oggi.

Arezzo, 26 marzo 2026 - Mercoledì 1° Aprile per Subbiano e Capolona è il giorno del "Galà dello Sport", una festa con tanti riconoscimenti, che si terrà al Centro Eventi voluto dalle due Amministrazioni comunali insieme, quella di Subbiano, con il Sindaco Ilaria Mattesini, dove dallo scorso anno opera la Consulta dello Sport, e quella di Capolona, con il Sindaco Mario Francesconi. Nella serata che inizierà alle 20,30, saranno dati riconoscimenti a: Emanuele Tacchini allenatore della Fortis Arezzo, all’Olmoponte Calcio Champagne con Francesco Graziani, a Franco Chioccoli, a Emanuele Giaccherini, a Marco Scatragli, Paola Cesaroni mamma di Federico Luzzi per l’impegno sociale e umano nel ricordo del figlio, a Francesco Caremani e Andrea Lorentini nel loro educare alla cultura sportiva facendo memoria della tragedia dell’Heysel. Una festa è anche per due società sportive che quest’anno compiono quarant’anni come la Società di Ginnastica Casentinese e l’Associazione Trekking Subbiano Capolona che ne compie trentacinque, ma anche una festa della solidarietà per il Marino Mercato Subbiano calcio che con il Fondo Dote Famiglia ha permesso a molti ragazzi di frequentare i suoi corsi. Venti, tra società sportive e federazioni, ventinove, tra atleti e protagonisti di questo mondo locale, saranno i riconoscimenti consegnati per l’attività sportiva, per l’impegno, per essere educatori dello sport, per lo spirito di squadra. Ilaria Mattesini, Sindaco di Subbiano: "Per l’amministrazione di Subbiano questo Galà è un’occasione unica e straordinaria per valorizzare le associazioni sportive del territorio che nelle loro attività con passione e dedizione si impegnano da sempre a insegnare e trasmettere a ragazze e ragazzi il rispetto delle regole, il valore del sacrificio, della costanza e della determinazione. Per il Galà di quest’anno abbiamo pensato a una rosa di sette tipologie di premi che non si limitano a riconoscere i risultati sportivi ma intendono valorizzare tutte le componenti che rendono vivo il mondo dello sport".

Silvia Battista, assessore allo sport del Comune di Subbiano: "Un aspetto importante che questa amministrazione non vuole assolutamente mai trascurare è anche il valore dell’inclusione, di cui lo Sport ne è una delle massime espressioni: un linguaggio universale capace di abbattere barriere e creare opportunità per tutti. Con questa serata, inaugurata anche da interventi di figure di grande calibro nel panorama sportivo nazionale e locale, si vogliono celebrare i valori autentici che nascono nello sport e dallo sport e ispirare le nuove generazioni". In questa serata sarà consegna ad ogni società sportiva l’Uovo di Pasqua di Ail, non solo per ricordare Federico Luzzi, ma anche per evidenziare l’attenzione verso la salute, il sociale e la solidarietà che le due Amministrazioni portano avanti come progetti di comunità. A fianco delle due Amministrazioni comunali anche, Alberto Melis, delegato provinciale Coni: "Il Coni provinciale rinnova il patrocinio per il Gran Galà dello Sport del comune di Subbiano e Capolona. Si tratta di un partenariato naturale che si sviluppa attraverso la partecipazione alla Consulta dello Sport di Subbiano e l’organizzazione di eventi come questo e come la Festa dello Sport di settembre, oltre a quelli dedicati alla formazione di tecnici e dirigenti della asd del territorio. Il comune di Subbiano dedica una particolare attenzione al mondo dell’associazionismo sportivo denotando così una sensibilità spiccata per le necessità ed i problemi che le società sportive incontrano.

Il Gran Galà è quindi l’occasione per mostrare a tutta la comunità del basso Casentino quanti valori sono racchiusi nel quotidiano impegno delle associazioni dilettantistiche sportive che costituiscono un collante fondamentale ed un punto di riferimento essenziale per i tanti giovani del territorio". Per dare forza e valore allo sport come educazione di vita, puntando alla crescita umana e non solo tecnica, sarà presente per la consegna dei riconoscimenti anche il Centro Sportivo Italiano, con il presidente Lorenzo Bernardini. Mario Francesconi, Sindaco di Capolona: "Ci ritroviamo insieme come Amministrazioni comunali in questo Galà dello Sport perché lo sport non ha confini e le società sportive coinvolgono tutti, come si dice - di qua e di là dall’Arno. Lo sport fa crescere le comunità, coinvolge le nuove generazioni, ma direi tutti, in una socializzazione che ci insegna a vivere insieme, a aiuta sin da piccoli al rispetto delle regole, all’impegno e al sacrificio per raggiungere un obiettivo nella vita, a non arrendersi". Gianluca Norcini, assessore allo sport del Comune di Capolona: "Crediamo nello sport e il nostro impegno è favorire la multidisciplinarietà, la promozione delle varie discipline, rafforzare le reti territoriali, per creare sinergie, realizzare eventi e manifestazioni, come il Galà, dove lo sport sia strumento promotore di salute e di una comunità più coesa". Un Galà, con la Proloco di Subbiano, coinvolta per la logistica, con a.c. centodue che coordinerà l’evento, con la Marino Fa Mercato che ha donato i riconoscimenti territoriali, che mostrerà un territorio sportivamente attivo che porta in sé i valori dello sport e di una sana competizione. Fonte: Lanazione.it © 26 marzo 2026

 
 

Subbiano e Capolona celebrano lo sport: torna

il Galà con premi, ospiti e valori di comunità

Sarà una serata all’insegna dello sport, dei valori e della comunità quella in programma mercoledì 1 aprile al Centro Eventi, dove i Comuni di Subbiano e Capolona daranno vita alla seconda edizione del "Galà dello Sport". Un appuntamento fortemente voluto dalle due amministrazioni comunali - guidate dai sindaci Ilaria Mattesini e Mario Francesconi - che, dopo il successo della prima edizione, torna a mettere al centro società sportive, atleti e figure che, a vario titolo, contribuiscono alla crescita sportiva e sociale del territorio. La serata, con inizio alle ore 20.30, sarà caratterizzata dalla consegna di numerosi riconoscimenti: venti destinati a società e federazioni sportive e ventinove ad atleti, tecnici e protagonisti del mondo sportivo locale. Premi che non si limiteranno ai risultati agonistici, ma che valorizzeranno anche l’impegno educativo, lo spirito di squadra e il ruolo sociale dello sport.

OSPITI E RICONOSCIMENTI SPECIALI - Tra i premiati figurano nomi di rilievo del panorama sportivo, come Emanuele Tacchini, allenatore della Fortis Arezzo, Francesco Graziani con l’Olmoponte Calcio Champagne, Franco Chioccoli, Emanuele Giaccherini e Marco Scatragli. Un riconoscimento speciale sarà inoltre assegnato a Paola Cesaroni, madre di Federico Luzzi, per il suo impegno umano e sociale nel ricordo del figlio, così come a Francesco Caremani e Andrea Lorentini per il loro lavoro di educazione alla cultura sportiva e alla memoria della tragedia dell’Heysel. Spazio anche agli anniversari importanti: i 40 anni della Società Ginnastica Casentinese e i 35 anni dell’Associazione Trekking Subbiano Capolona. Non mancherà un momento dedicato alla solidarietà, con il riconoscimento al Marino Mercato Subbiano Calcio per il progetto "Fondo Dote Famiglia", che ha permesso a molti giovani di accedere alle attività sportive.

I VALORI DELLO SPORT OLTRE IL RISULTATO - "Per Subbiano questo Galà rappresenta un’occasione straordinaria per valorizzare le associazioni sportive - sottolinea il sindaco Ilaria Mattesini - che ogni giorno trasmettono ai ragazzi il rispetto delle regole, il sacrificio, la costanza e la determinazione. Abbiamo voluto premiare non solo i risultati, ma tutte le componenti che rendono vivo il mondo dello sport". Sulla stessa linea l’assessore allo sport Silvia Battista, che evidenzia il valore inclusivo dello sport: "È un linguaggio universale capace di abbattere barriere e creare opportunità. Questa serata vuole celebrare i valori autentici dello sport e ispirare le nuove generazioni".

SPORT, COMUNITÀ E TERRITORIO - "Lo sport non ha confini - afferma il sindaco di Capolona Mario Francesconi - e unisce le comunità, da una parte e dall’altra dell’Arno. È uno strumento fondamentale di crescita, che insegna il rispetto, l’impegno e la capacità di non arrendersi". Per l’assessore Gianluca Norcini, il Galà rappresenta anche un momento di rete: "Vogliamo promuovere la multidisciplinarietà e rafforzare le sinergie tra le realtà sportive, affinché lo sport sia sempre più un motore di salute e coesione sociale".

SOLIDARIETÀ E COLLABORAZIONE - Nel corso della serata, ogni società sportiva riceverà l’Uovo di Pasqua AIL, simbolo di attenzione verso la salute, il sociale e la solidarietà, anche nel ricordo di Federico Luzzi. L’iniziativa gode del patrocinio del CONI provinciale. "Il Galà è un’occasione importante per valorizzare il lavoro quotidiano delle associazioni sportive dilettantistiche - sottolinea il delegato Alberto Melis - che rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i giovani". Presente anche il Centro Sportivo Italiano, con il presidente Lorenzo Bernardini, a conferma dell’importanza educativa dello sport.

UNA RETE CHE FA SQUADRA - Alla realizzazione dell’evento contribuiscono anche la Pro Loco di Subbiano per la logistica, l’associazione a.c. centodue per il coordinamento e Marino Fa Mercato per i riconoscimenti. Un lavoro di squadra che racconta un territorio dinamico e sportivamente attivo, dove lo sport continua a essere non solo competizione, ma soprattutto educazione, inclusione e crescita condivisa. Fonte: Arezzo24.net © 31 marzo 2026

 
 

Calcio, Comba (Fdi): sì a Giornata storica per memoria tragedia Heysel

Camera approva il testo presentato dal segretario piemontese di Fdi

(ANSA) - TORINO, 30 APR - "La Camera ha approvato il testo a mia prima firma per l'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'Heysel, segnando un passo importante nel percorso di riconoscimento e commemorazione di una delle tragedie più dolorose nella storia dello sport mondiale". Lo sottolinea Fabrizio Comba, coordinatore regionale Fdi in Piemonte. "Il provvedimento - spiega il parlamentare - intende onorare la memoria delle 39 persone che persero la vita il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Una pagina drammatica che ha profondamente segnato il mondo del calcio e l'opinione pubblica internazionale, evidenziando la necessità di promuovere una cultura sportiva fondata sul rispetto degli avversari, la sicurezza degli impianti sportivi e la responsabilità delle società e delle istituzioni calcistiche. L'istituzione della Giornata - spiega - rappresenta non solo un momento di raccoglimento e ricordo, ma anche un'opportunità per sensibilizzare le nuove generazioni sui valori dello sport e l'importanza del rifiuto di ogni forma di violenza negli stadi. Il testo passerà ora all'esame del Senato per il completamento dell'iter legislativo. Mi auguro si possa festeggiare tutti insieme, tutti gli appassionati di calcio uniti, l'approvazione definitiva entro il 29 maggio quella data che diventerà iconica per la memoria collettiva degli sportivi di questo Paese. Poi sarà legge dello Stato". Fonte: Ansa © 30 aprile 2026 Fotografia: GETTY IMAGES © (Not for commercial use)

 
 

Breve Storia di Jacques François

Jacques François, una delle due vittime francesi perite il 29 maggio 1985 nella strage dello Stadio Heysel di Bruxelles era originario della cittadina di La Chapelle-d'Armentières (Lilla). Impiegato delle poste, sposato con Rebecca Elsens, da cui ebbe Rebecca, la sua unica figlia di 14 anni, all’epoca.  Purtroppo di entrambe le due vittime francesi si hanno davvero scarsissime notizie e pertanto si consiglia per ulteriori approfondimenti di leggere il libro "LE HEYSEL" scritto dal giornalista francese Jean-Philippe Leclaire che traccia più nel particolare le loro storie. Chiunque abbia da fornire informazioni sulla sua storia è pregato di contattare postmaster@saladellamemoriaheysel.it Grazie !

Brève histoire de Jacques François - Jacques François, l'une des deux victimes françaises décédées le 29 mai 1985 lors du massacre du stade du Heysel à Bruxelles, était originaire de La Chapelle-d'Armentières (Lille). Postier, il était marié à Rebecca Elsens, avec qui il avait une fille unique, Rebecca, alors âgée de 14 ans. Malheureusement, très peu d'informations sont disponibles sur les deux victimes françaises. Pour en savoir plus, nous vous recommandons la lecture du livre "LE HEYSEL" du journaliste français Jean-Philippe Leclaire, qui relate leur histoire. Toute personne disposant d'informations à leur sujet est priée de contacter postmaster@saladellamemoriaheysel.it Merci ! Fonte: Saladellamemoriaheysel.it © 6 maggio 2026

 
 

Heysel, 41 anni fa la strage di tifosi della Juve:

Fdi propone "giorno ricordo vittime"

È quanto chiede, presentando alla Camera una proposta di legge, il deputato di Fratelli d'Italia Fabrizio Comba.

Istituire la "Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel di Bruxelles". E' quanto chiede, presentando alla Camera una proposta di legge, il deputato di Fratelli d'Italia, Fabrizio Comba, torinese e segretario regionale del partito in Piemonte che riporta all'attenzione del legislatore la strage dello stadio Heysel di Bruxelles, costata la vita a 39 tifosi, di cui 32 italiani, avvenuta poco prima dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni del 29 maggio 1985 tra la Juventus e Liverpool. Comba ricorda con l'AdnKronos quanto avvenne quella notte di quasi 41 anni fa, anniversario che cade tra poco più di due settimane. "Avevo 19 anni ed ero all'Heysel, noi siamo una famiglia di juventini - sottolinea all'AdnKronos. C'erano i miei genitori, un fraterno amico, oggi Prefetto, eravamo circa 30 persone, era una festa e quello doveva restare, al di là del risultato. Io facevo le trasferte con mio padre e oggi le faccio con mio figlio che ancora non era nato quel giorno. A Bruxelles c'era una emozione grandissima, eravamo partiti in pullman da Torino, seguivamo sempre i bianconeri..".

HEYSEL, 41 ANNI FA LA TRAGEDIA - Poi il finimondo: "Ci siamo accorti di quanto succedeva dalla tribuna, il settore Z era sulla nostra destra, vedevamo il flusso, l'ondeggiare, tifosi inglesi e italiani divisi da nulla, con gli hooligans che premevano. Abbiamo visto tutto, il caos, la calca, a un certo punto hanno iniziato a portare la gente in campo, quelli che si erano salvati e i feriti". "Non esistevano i cellullari, arrivavano notizie, ma non si capiva: feriti, forse morti, c'era una agitazione pazzesca, una confusione totale, bambini che piangevano, chi si era perso, ho visto transenne trasformate in barelle", il tutto "nella totale insufficienza e indifferenza da parte delle forze di polizia, con i gendarmi che giravano a cavallo senza saper cosa fare, non c'era coordinamento e fu davvero un errore scegliere quello stadio, così inadeguato". La tragedia dell'Heysel segnò profondamente il paese e tutto il mondo del calcio. Fu quasi una nuova Superga per Torino, stavolta sponda bianconera. Anche la tifoseria dei granata, volle commemorare le vittime, esponendo sul colle di Superga, dove riposa il Grande Torino, uno striscione loro dedicato.

STRAGE HEYSEL, PROPOSTA FDI PER GIORNATA RICORDO - Da questo ricordo ("una tragedia indimenticabile") nasce la richiesta del deputato torinese che nell'articolato chiede che "le amministrazioni pubbliche, anche in collaborazione o in coordinamento con la Federazione italiana giuoco calcio, gli enti pubblici e privati, le associazioni e le società sportive, i circoli culturali, le scuole di ogni ordine e grado e le università" promuovano "in tutto il territorio nazionale, specifiche iniziative volte alla diffusione della conoscenza della tragedia occorsa il 29 maggio 1985 nello stadio Heysel di Bruxelles, al fine di promuovere il valore e l’importanza dei princìpi dello sport, della non violenza e della convivenza civile". Anche la Rai dovrà essere coinvolta per la giornata del ricordo, prevendendo "appositi spazi alla divulgazione e al ricordo delle vittime della strage dell’Heysel, in quanto patrimonio culturale, sportivo e sociale italiano". Fonte: Adnkronos.com © 12 maggio 2026 Fotografie: GETTY IMAGES © (Not for commercial use)

 
 

Progetto BianconeroGranata 2026

Le Tragedie di Superga e dell'Heysel spiegate alle Elementari

La cerimonia ufficiale di consegna degli elaborati del Progetto BianconeroGranata realizzati dagli alunni delle classi delle scuole primarie che hanno partecipato al progetto, realizzato grazie al contributo della Circoscrizione 7, si è svolta il 15 maggio alle ore 9:30 presso la Sala Biblioteca "Italo Calvino" in Corso Vercelli 15 a Torino. Il progetto è stato realizzato da Safatletica che rappresenta una delle più importanti realtà dell'atletica leggera italiana, formando ogni anno talenti di rilevanza nazionale ed internazionale e, come in questo caso, promuovendo progetti socio-educativi che utilizzano lo sport per tramandare la memoria e i valori civici alle nuove generazioni. Il fine, nel caso specifico, riunire le due grandi squadre della città di Torino nelle loro tragedie sportive attraverso la riflessione degli alunni delle scuole primarie locali sui valori del rispetto e della memoria appresi nel racconto delle due storie drammatiche ed espressi manualmente attraverso l’arte. Hanno aderito al progetto la classe 5A della scuola primaria Gozzi, le classi 5C e 5D della scuola primaria De Amicis, le classi 4A e 5A della scuola primaria Parini. Alla manifestazione hanno partecipato il Presidente della Circoscrizione 7 Dr. Luca Deri, il Coordinatore della V Commissione Dr. Silvio Sabatino, il referente della Sottocommissione Sport Ferdinando D’Apice. Presenti, inoltre, il Presidente del Coni Regionale Dr. Stefano Mossino, il Presidente del Museo del Grande Torino Domenico Beccaria, il rappresentante dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel Fabrizio Landini ed il Giornalista di Tuttosport Alessandro Baretti. Fonte: Associazione Familiari Vittime Heysel © 17 maggio 2026

 
 

1985-2026, tre squadre in campo per

non dimenticare l'Heysel di Bruxelles

di Domenico Avallone

Evento per ricordare la tragedia di 41 anni fa, premiazione con la presenza della Vedova di Domenico Russo, vittima di Moncalieri. Il tempo non cancella la memoria: la trasforma in promessa. 29 maggio 1985. Stadio Heysel di Bruxelles. Quella che doveva essere la notte più bella del calcio europeo, la finalissima di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool, si trasformò in una delle ferite più profonde e insanabili della storia dello sport. 39 anime spezzate, 39 sorrisi svaniti nel vuoto di una curva che ha visto crollare insieme al cemento anche l'essenza stessa della festa sportiva. Tra quelle anime c'era anche Domenico Russo, un pezzo della comunità di Moncalieri, strappato troppo presto ai suoi affetti. Oggi, 41 anni dopo, quel dolore non si è spento, ma ha trovato una nuova voce. Una voce pulita, giovane che profuma di erba tagliata e di sogni. Domenica 24 maggio, a Testona (Moncalieri), il calcio torna a riprendersi il suo significato più puro, per gridare, senza bisogno di alzare la voce che il calcio è una festa di fratellanza, rispetto e lealtà. Moncalieri, Cambiano e Trofarello, tre società orgogliose di essere le prime realtà sportiva a dedicare un intero torneo al ricordo delle vittime dell’Heysel, affidando questo testimone d'amore ai ragazzi della categoria Under 14. Saranno loro, con la loro innocenza e la loro passione, i veri portavoce di un futuro in cui lo sport unisce e non divide.

UNDER 14 MEMORIAL VITTIME DELL'HEYSEL - Il campo dell’Impianto Sportivo di via Confalonieri vedrà sfidarsi tre compagini del territorio, unite sotto lo stesso cielo di rispetto: Moncalieri Calcio, Cambiano, Trofarello. Il Programma delle Gare (Domenica 24 Maggio) Ore 10:00 - Calcio d'Inizio: La sfida inaugurale vedrà opposti i padroni di casa del Moncalieri e il Cambiano. A seguire: Il Trofarello scenderà in campo per la seconda sfida contro la squadra perdente del primo match. A chiudere: L'ultimo decisivo incontro del triangolare tra il Trofarello e la vincente della prima partita.

UN MOMENTO OLTRE IL CALCIO LA PRESENZA DELLA SIGNORA RUSSO - Il momento più alto della giornata, quello in cui i cuori batteranno all'unisono, sarà la cerimonia di premiazione, con la presenza della vedova di Domenico Russo, cittadino di Moncalieri che fu una delle vittime dell'Heysel. La sua presenza sul nostro campo non è solo una testimonianza di straordinaria dignità e resilienza, ma rappresenta l'abbraccio di un'intera comunità che non dimentica. Stringerci intorno a lei significherà trasformare definitivamente il ricordo in un calcio d'inizio verso uno sport sano, umano, sicuro. "Vieni a sostenere i ragazzi. Vieni a colorare la memoria. Perché il ricordo diventi futuro, abbiamo bisogno anche dei tuoi occhi e delle tue mani". Luogo: Impianto Sportivo di via Confalonieri, 9 - Moncalieri (TO) Data: Domenica 24 maggio, dalle ore 10:00. Ingresso libero. Fonte: Sprintesport.it © 21 maggio 2026 Fotografia: Tiziana Fecchio ©

 
 

Memoria dell’Heysel nelle scuole: la proposta di legge

per insegnare la convivenza civile e i valori sportivi

di Giuseppina Bonadies

Presso la 7° commissione cultura della Camera dei Deputati ha preso il via l’esame della proposta di legge (Atto Camera 1858) volta a istituire una ricorrenza molto sentita. Si tratta della Giornata nazionale dedicata al ricordo della strage dello stadio Heysel di Bruxelles. Il testo punta a fissare la commemorazione il 29 maggio di ciascun anno, per onorare la memoria dei 39 tifosi, tra cui 32 italiani che persero la vita nel 1985 a causa dei disordini scoppiati prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.

LE INIZIATIVE NEGLI ISTITUTI SCOLASTICI - Il cuore del provvedimento guarda con grande attenzione al mondo dell’istruzione. L’articolo 2 del documento specifica infatti che le scuole di ogni ordine e grado e le università avranno un ruolo di primo piano nella costruzione della memoria. Gli istituti potranno promuovere, su tutto il territorio nazionale, specifiche attività didattiche e informative per diffondere la conoscenza di quei tragici eventi. L’intento principale è trasformare un dramma del passato in una lezione preziosa per il futuro dei nostri ragazzi. Le attività dovranno servire a trasmettere alle nuove generazioni il profondo valore dei principi dello sport, educando gli studenti alla non violenza e al rispetto delle regole fondamentali della convivenza civile.

RETE SUL TERRITORIO E RISORSE - Per realizzare questi progetti educativi, le scuole avranno la possibilità di agire in sinergia con il territorio. La proposta legislativa incoraggia la creazione di una rete collaborativa, permettendo agli istituti di lavorare in coordinamento con la Federazione italiana giuoco calcio, enti pubblici e privati, associazioni, società sportive e circoli culturali. Un dettaglio pratico di grande importanza per le segreterie e i dirigenti riguarda l’aspetto economico. Il testo in esame chiarisce che l’attuazione di queste disposizioni educative dovrà avvenire utilizzando esclusivamente le risorse umane, strumentali e finanziarie già a disposizione a legislazione vigente. Tutte le iniziative di sensibilizzazione, di conseguenza, dovranno essere realizzate senza alcun nuovo onere a carico del bilancio dello Stato. Fonte: Orizzontescuola.it © 25 maggio 2026

 
 

Calcio, Comba (Fdi): Parlamento rende omaggio

a vittime Heysel con istituzione giornata memoria

(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 -"L'approvazione definitiva della legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel rappresenta un momento di grande valore istituzionale e civile per l'Italia. Con questa norma la Repubblica riconosce ufficialmente il dovere della memoria nei confronti delle 39 vittime della tragedia del 29 maggio 1985, una delle pagine più drammatiche della storia dello sport europeo. È un atto di rispetto verso le famiglie delle vittime e verso tutti coloro che, in questi anni, hanno custodito il ricordo di quella tragedia con compostezza e dignità. L'istituzione della Giornata nazionale non ha soltanto un significato commemorativo, ma assume anche un forte valore educativo e culturale. Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle associazioni sportive e nelle istituzioni momenti di approfondimento sull'Heysel significa riaffermare i princìpi della legalità, della non violenza, del rispetto delle regole e della convivenza civile. Desidero ringraziare i colleghi parlamentari che hanno condiviso e sostenuto questo percorso legislativo, consentendo l'approvazione di una legge attesa e profondamente sentita dal mondo sportivo e dall'intera comunità nazionale. Il 29 maggio – conclude Comba – diventerà così una giornata dedicata alla memoria, alla riflessione e alla responsabilità collettiva, affinché tragedie come quella dell'Heysel non abbiano mai più a ripetersi". Fonte: Agenparl.eu © 26 maggio 2026

 
 

Calcio, Osnato (FdI): bene istituzione

Giornata nazionale in memoria delle vittime Heysel

"Il 29 maggio diventerà la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel. È un atto di civiltà che il Parlamento doveva alla Nazione e alle famiglie di chi non tornò a casa quella sera. Ringrazio il collega Fabrizio Comba per aver portato avanti con determinazione questo percorso legislativo: il suo impegno ha trasformato una ferita ancora aperta in un riconoscimento ufficiale e duraturo della Repubblica" Lo dichiara Marco Osnato, Presidente dell’Associazione parlamentare "Giovanni e Umberto Agnelli" Juventus Club in merito all’approvazione della legge che istituisce questa ricorrenza. "Un pensiero va all’Associazione Familiari Vittime Heysel, che da quarant’anni custodisce la memoria delle 39 vittime con una dignità che merita rispetto e riconoscenza. Senza la loro presenza tenace, la loro capacità di trasformare il dolore in impegno civile, questa legge non avrebbe avuto lo stesso significato. L’anno scorso ho avuto modo di intervenire, su invito del Presidente della Camera On. Lorenzo Fontana e dell’amico On. Fabrizio Comba, ad un evento dedicato alle vittime di quella partita, alla presenza della società Juventus, dell’Associazione Familiari e di Sergio Brio, che era in campo il 29 maggio 1985. Ascoltare dalla voce di chi c’era quella notte e la testimonianza di ciò che accadde ha confermato quanto sia importante che la memoria non resti patrimonio privato del dolore, ma diventi cultura condivisa. Il 29 maggio diventa oggi una data della nostra Repubblica ed è giusto così", conclude Osnato. Fonte: Lavocedelpatriota.it © 27 maggio 2026

 
 

Heysel, non solo tragedia

Ma uno spunto per educare

di Lorenzo Aprile

Il deputato Comba: "Un atto di rispetto nei confronti delle famiglie Ma anche un’occasione per riaffermare i principi della non violenza".

TORINO - Il fischio finale è arrivato ieri mattina alla Camera, a quarantuno anni di distanza dalla tragica notte di Bruxelles del 29 maggio 1985. Una ferita aperta nel costato del calcio internazionale, ricoperta da una patina di polvere e approssimazione. Trentanove anime rimaste sospese nel vuoto di una finale che non si sarebbe mai dovuta giocare. Per troppo tempo quel dolore altro non è stato che un affare privato, o una memoria intermittente per il resto del movimento. Ma le cose, ora sono destinate a cambiare. Con l’ultimo voto a Montecitorio, il disegno di legge sul ricordo delle vittime dell’Heysel si prepara a diventare realtà. Manca giusto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la memoria avrà modo di fondersi con il tessuto legislativo dello Stato. Un traguardo inseguito da tempo e che va ben oltre il semplice concetto di istituire sul calendario una giornata per il ricordo di chi perse la vita tra gli spalti del settore Z, negli attimi antecedenti all’ultimo atto della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. "Oggi in commissione Cultura e Sport del Senato è stato votato il ddl sull’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Heysel - si legge nella nota del senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e Sport. L’approvazione di questa misura è un segnale importante in ricordo di nostri connazionali morti tragicamente, in uno stadio, durante una trasferta calcistica in Belgio. Ma è anche un segnale di distensione, che torna a essere oltremodo necessaria in questa fase storica, perché il calcio, in quanto sport, deve rappresentare soltanto valori sani e non folli degenerazioni violente.

Per questo ritengo fondamentale l’impegno di tutte le parti coinvolte, istituzioni e privati, per rendere gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti nei confronti delle famiglie e non dei malintenzionati". La speranza è che da quella tragedia si possa provare a costruire qualcosa di buono. Un nuovo argine culturale e pedagogico, utile ad educare e sensibilizzare le nuove generazioni di tifosi. Come ? Disinnescando l’odio becero che alberga nella maggior parte degli stadi italiani e cancellando in via definitiva quei cori infami che ancora oggi, troppo spesso, profanano quella tragedia. Come del resto ha sottolineato ieri Fabrizio Comba (FDI), padre dell’iniziativa parlamentare approvata lo scorso 29 aprile dalla Commissione Cultura della camera: "Con questa norma la Repubblica riconosce ufficialmente il dovere della memoria nei confronti delle 39 vittime della tragedia del 29 maggio 1985, una delle pagine più drammatiche della storia dello sport europeo. È un atto di rispetto verso le famiglie delle vittime e verso tutti coloro che, in questi anni, hanno custodito il ricordo di quella tragedia con compostezza e dignità. L’istituzione della Giornata nazionale non ha soltanto un significato commemorativo, ma assume anche un forte valore educativo e culturale. Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle associazioni sportive e nelle istituzioni momenti di approfondimento sull’Heysel significa riaffermare i principi della legalità, della non violenza, del rispetto delle regole e della convivenza civile. Il 29 maggio - conclude Comba - diventerà così una giornata dedicata alla memoria, alla riflessione e alla responsabilità collettiva, affinché tragedie come quella dell’Heysel non abbiano mai più a ripetersi". Fonte: Tuttosport © 27 maggio 2026

 
 

Marcheschi (FdI): Ddl su memoria vittime Heysel segnale di distensione

"Ritengo fondamentale l'impegno di tutte le parti coinvolte, istituzioni e privati, per rendere gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti".

"Oggi in commissione Cultura e Sport del Senato è stato votato il ddl sull’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Heysel. L’approvazione di questa misura è un segnale importante in ricordo di nostri connazionali morti tragicamente, in uno stadio, durante una trasferta calcistica in Belgio. Ma è anche un segnale di distensione, che torna a essere oltremodo necessaria in questa fase storica, perché il calcio, in quanto sport, deve rappresentare soltanto valori sani e non folli degenerazioni violente. Per questo ritengo fondamentale l'impegno di tutte le parti coinvolte, istituzioni e privati, per rendere gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti nei confronti delle famiglie e non dei malintenzionati". Così in una nota il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e Sport. Fonte: Firenzedintorni.it © 27 maggio 2026

 
 

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE 28.05.2026

Heysel, il 29 maggio diventa Giornata nazionale della memoria

L’Associazione fra i familiari delle vittime: "Un passaggio storico. La memoria delle 39 vittime diventa patrimonio civile dell’intero Paese".

Il 29 maggio non sarà più soltanto una data custodita dal dolore dei familiari, dalla memoria dei sopravvissuti e dalla coscienza di chi non ha mai voluto dimenticare. Da oggi diventa ufficialmente Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Heysel. Dopo l’approvazione della Camera, anche il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge promossa dall’onorevole Fabrizio Comba, primo firmatario della norma. Un atto istituzionale che riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio né all’appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria civile dell’Italia. "Si tratta di un passaggio storico e di grande valore istituzionale e civile per il nostro Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel. "A nome dell’Associazione desidero esprimere un ringraziamento sentito all’onorevole Comba e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle istituzioni di farsi carico di questa iniziativa che come familiari abbiamo più volte sollecitato e accompagnato".

Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, persero la vita 39 persone, di cui 32 italiane. Erano partite per assistere a una finale di Coppa dei Campioni e non tornarono più a casa. Per troppo tempo quella tragedia è rimasta sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e memoria privata. Una ferita spesso ricordata solo dentro il perimetro del tifo, quando invece appartiene alla storia collettiva del Paese. "L’istituzione della Giornata nazionale riconosce finalmente, in maniera ufficiale, la memoria delle 39 vittime come una memoria collettiva e condivisa dall’intera nazione", prosegue Lorentini. "È un atto dovuto verso chi ha perso la vita, verso le loro famiglie e verso una comunità che per 41 anni ha chiesto rispetto, verità, dignità. La memoria dell’Heysel deve andare oltre le maglie, oltre le bandiere, oltre ogni appartenenza sportiva. È memoria civile. Ed è proprio per questo che non può più essere vilipesa, banalizzata o usata come insulto".

Per l’Associazione, la legge rappresenta un punto di arrivo ma anche un nuovo inizio. La Giornata nazionale dovrà diventare occasione concreta di educazione, riflessione e responsabilità pubblica. "Il nostro impegno civico si rafforza ancora di più", conclude Lorentini. "Questa legge non ha soltanto un significato commemorativo. Deve diventare uno strumento di educazione civico-sportiva, capace di promuovere nelle istituzioni, nelle scuole, nelle università e nelle associazioni sportive momenti di approfondimento e progetti dedicati a uno sport sano, a un tifo corretto, a una cultura del rispetto. Ricordare l’Heysel significa impedire che il dolore venga dimenticato. Ma significa anche lavorare perché nessuno stadio, nessuna curva, nessuna competizione sportiva possano più diventare luoghi di odio, violenza e disumanità". Con questa legge, il 29 maggio entra nel calendario civile della Repubblica. E con esso entrano, finalmente, i nomi, le storie e le vite delle vittime dell’Heysel nella memoria condivisa dell’Italia. Fonte: Associazione Familiari Vittime Heysel © 28 maggio 2026 (Testo © Tweet © Banner)

 
 

Il 29 maggio diventa la giornata della memoria delle vittime dell'Heysel

Approvata la legge che lo stabilisce. Il ricordo delle 39 vittime (di cui 32 italiane) negli incidenti occorsi prima della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool.

Una giornata del ricordo per non dimenticare. Il 29 maggio non sarà più soltanto una data custodita dal dolore dei familiari, dalla memoria dei sopravvissuti e dalla coscienza di chi non ha mai voluto dimenticare. Da oggi diventa ufficialmente Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'Heysel. Dopo l'approvazione della Camera infatti, anche il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge promossa dall'onorevole Fabrizio Comba (Fratelli d'Italia), primo firmatario della norma. Un atto istituzionale che riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio né all'appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria civile dell'Italia. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, dove era prevista e poi si svolse la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, persero infatti la vita 39 persone, di cui 32 italiane. Erano partite per assistere a una finale di Coppa dei Campioni e non tornarono più a casa. Per troppo tempo quella tragedia è rimasta sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e memoria privata. Una ferita spesso ricordata solo dentro il perimetro del tifo, quando invece appartiene alla storia collettiva del Paese. "Si tratta di un passaggio storico e di grande valore istituzionale e civile per il nostro Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel. "A nome dell'Associazione desidero esprimere un ringraziamento sentito all'onorevole Comba e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle istituzioni di farsi carico di questa iniziativa, che come familiari abbiamo più volte sollecitato e accompagnato". Fonte: Corriere.it © 28 maggio 2026

 
 

29 maggio giornata nazionale

La strage dell’Heysel esce dalla curva e diventa

memoria civile: per un calcio libero dalla violenza

di Francesco Caremani

Nel 1985, allo stadio di Bruxelles, morirono 39 persone, schiacciate nella calca, durante la finale di Champions tra Juventus e Liverpool. Per 41 anni il ricordo è stato segnato da divisioni calcistiche, ma quel 29 maggio ci riguarda tutti da vicino. E finalmente smette di essere trattata come un lutto privato del tifo.

Il 29 maggio non sarà più soltanto una data del calendario juventino, né una ricorrenza affidata alla memoria dei familiari, dei sopravvissuti e di una parte del calcio che non ha accettato la rimozione. Con l’approvazione definitiva del Senato, la strage dello stadio Heysel diventa Giornata nazionale. La Repubblica riconosce ufficialmente il giorno in cui nel 1985, a Bruxelles, morirono 39 persone, 32 delle quali italiane, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.

UN LUTTO CHE VA OLTRE LE TIFOSERIE - La legge, promossa dall’onorevole Fabrizio Comba (Fratelli d’Italia), primo firmatario della norma, arriva dopo l’approvazione della Camera e il via libera definitivo del Senato. Il testo istituisce una giornata di memoria, senza trasformarla in festività civile, e prevede iniziative nelle scuole, nelle università, nelle istituzioni e nelle associazioni sportive. Non solo commemorazione, dunque, ma educazione. "L’approvazione definitiva della legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel rappresenta un momento di grande valore istituzionale e civile per l’Italia", ha detto Comba. La strage dell’Heysel smette così di essere trattata come un lutto privato del tifo, dopo che, per troppo tempo, è rimasta in una zona opaca della memoria italiana. Troppo sportiva per essere assunta pienamente come tragedia nazionale. Troppo dolorosa per essere raccontata dentro la liturgia agonistica. Troppo esposta alla rivalità calcistica per essere sottratta agli insulti, agli striscioni, ai cori, alla contabilità miserabile delle appartenenze. Per Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel, si tratta di "un passaggio storico". Ma la sua dichiarazione contiene soprattutto un cambio di prospettiva: "La memoria dell’Heysel deve andare oltre le maglie, oltre le bandiere, oltre ogni appartenenza sportiva. È memoria civile". Perché l’Heysel è stato spesso ricordato come una tragedia del calcio, ma è stato prima di tutto una strage di persone andate a vedere una partita e mai tornate a casa.

TRACCIARE UN CONFINE - La legge arriva dopo 41 anni di attesa, sollecitazioni, commemorazioni, richieste di rispetto. E pone una domanda implicita: perché ci è voluto così tanto ? La risposta sta anche nel modo in cui il calcio italiano ha gestito il proprio passato. Gli stadi sono e sono stati luoghi di appartenenza e bellezza popolare, ma anche spazi nei quali la morte dell’altro può diventare materiale da curva. L’Heysel avrebbe dovuto fissare subito un confine invalicabile. Non sempre è accaduto. Per questo la Giornata nazionale non può essere letta soltanto come un atto commemorativo. È anche una presa di posizione sul linguaggio pubblico. Quando Lorentini dice che quella memoria non può più essere "vilipesa, banalizzata o usata come insulto", indica una questione che riguarda il calcio di oggi, non solo quello del 1985. Perché la violenza non vive soltanto nell’aggressione fisica. Vive anche nella degradazione simbolica dell’avversario, nella trasformazione del morto altrui in scherno, nella convinzione che il tifo sospenda le regole minime della convivenza.

UNA PAGINA DI STORIA CIVILE, DENTRO E FUORI GLI STADI - L’Heysel non appartiene solo alla Juventus. Non appartiene solo ai parenti delle vittime. Non appartiene nemmeno soltanto alla storia dello sport europeo. È una pagina di storia civile perché mostra che cosa può accadere quando una competizione sportiva perde il controllo del proprio contesto: organizzazione carente, sicurezza inadeguata, l’assalto degli hooligan del Liverpool, istituzioni impreparate, corpi schiacciati dentro uno stadio diventato trappola. Ora il rischio è che la Giornata nazionale resti una formula. Una data aggiunta al calendario, qualche corona, qualche dichiarazione ufficiale, qualche post sui social. Sarebbe un modo diverso di dimenticare. Il 29 maggio dovrà essere invece un giorno di memoria sobria, non di appropriazione. Non una celebrazione di club, non una bandiera parlamentare, non un rito consumato in poche frasi. Dovrà servire a ricordare i nomi, le storie, le vite. Ma anche a spiegare che lo stadio non è uno spazio separato dalla società: ne è una forma concentrata. Vi entrano passioni, identità, paura, ordine pubblico, televisione, denaro, odio. Da oggi quelle 39 vittime hanno un posto nel calendario pubblico della Repubblica. Non basta. Ma è un inizio tardivo e necessario. La memoria, quando diventa civile, non consola soltanto chi ha perso. Chiede conto a chi resta. Fonte: Editorialedomani.it © 28 maggio 2026

 
 

29 maggio 1985, la strage dell’Heysel

strappò alla vita il giovane Gianni Mastroiaco

Sabato 30 maggio 2026 si giocherà una nuova finale di Champions League, stavolta si affronteranno Arsenal e PSG. Fervono i preparativi e come ogni fine stagione torna vivo il ricordo di Gianni Mastroiaco, nato a Casette, tifoso della Juventus e purtroppo prematuramente deceduto nella tragedia dell’Heysel a Bruxelles, durante la finale di Coppa dei Campioni tra i bianconeri ed il Liverpool. Reds che, scherzo del destino, pochi giorni fa (NdR: un anno fa) hanno dovuto assistere al disastro dell’auto impazzita che ha investito decine di pedoni durante la parata per i festeggiamenti della vittoria della Premier League. Era il 29 maggio del 1985 quando quello che doveva essere uno spettacolo e una festa si trasformò in una tragedia inaudita e mai dimenticata. Gianni era tifoso dei bianconeri e quella sera sognava una splendida vittoria della sua squadra preferita, vittoria arrivata tra le lacrime, però, di chi aveva perso i suoi cari. Fonte: Rietinvetrina.it © 29 maggio 2026

 
 

L’EDITORIALE

Dobbiamo costruire memoria e rispetto

di Guido Vaciago

Quarantuno anni dopo, l’Heysel non è più solo uno stadio, non è più solo una strage. Heysel è una parola affilata come una lama. Può fare ancora male se usata da un imbecille, ma può anche essere un bisturi per estirpare l’ignoranza. Ecco perché ricordare è importante; parlare dell’Heysel; ripeterne la storia come una preghiera; elencare i nomi, l’età e - perché no ? - la squadra del cuore delle trentanove vittime innocenti. Per scoprire che non erano tutti juventini, per scoprire che c’erano due interisti e dei semplici appassionati di calcio. A Bruxelles, in una maledetta notte di quarantuno anni fa, sono morti dei tifosi, sugli spalti decrepiti di quel maledetto stadio c’erano molti colori, molte fedi calcistiche, molte nazionalità. Questo rende ancora più spaventosamente stupido chi insulta la memoria di quelle persone. Quando una curva, un gruppetto di idioti o anche un semplice cretino inneggia direttamente o indirettamente a quella strage, va contro se stesso, si manca di rispetto da solo, in quanto tifoso, e dimostra la propria stupidità. Ma la profondità dell’idiozia da tifo è un abisso che ingoia qualsiasi pensiero. Bisognare essere forti per sfuggirvi e provare a salvare chi ci sta finendo dentro. È per questo che è importante ricordare. Ricordare è un allenamento che tiene in forma l’anima. Chi dimentica sa di meno e si comporta peggio. È, quindi, fondamentale trovarsi, ogni 29 maggio (e possibilmente non solo) per ricordare che non si può morire per una partita di calcio. E che non si può insultare la memoria di chi ha avuto la sventura di farlo. Heysel è un luogo, Heysel è una data, Heysel oggi deve essere un modo per fare vera cultura del tifo. Il 27 marzo, a Marsala, nel locale Juve Club, fra i tifosi bianconeri e quelli granata che vivono in Sicilia, si è celebrato un patto di rispetto per Heysel e Superga. Senza rinunciare alla rivalità calcistica, si è cementato il senso civico e umano che può superare qualsiasi bandiera. Questo serve. Servono gli eventi, i monumenti, i libri, gli spettacoli, gli articoli di giornale, serve anche un piccolo pensiero di un singolo tifoso, dedicato alle trentanove vittime, nel corso della giornata di oggi. Serve ogni mattone per costruire il rispetto e difendere la memoria. Fonte: Tuttosport © 29 maggio 2026

 
 

Heysel 29/5/1985, Andrea e Giovanni

Casula: il dovere della memoria

di Fabio Ornano

Oggi il 41° anniversario di una tragedia evitabile, la cui vittima più giovane fu il cagliaritano Andrea Casula, ucciso insieme al padre Giovanni.

"La storia è testimonianza del passato, luce di verità, vita della memoria, maestra di vita, annunciatrice dei tempi antichi." Così scriveva Cicerone, e mai come oggi, nel quarantunesimo anniversario della tragedia dell’Heysel, queste parole assumono un significato profondo. Il 29 maggio 1985 non morì soltanto una parte del calcio europeo. Morirono trentanove persone, trentadue delle quali italiane. Morirono sogni, passioni, famiglie. Morirono uomini, donne e ragazzi che avevano attraversato l’Europa per assistere a una partita che avrebbe dovuto essere una festa. Tra loro c’erano Andrea Casula e suo padre Giovanni Casula, partiti da Cagliari per vivere insieme un momento indimenticabile. Quel viaggio sarebbe diventato il loro ultimo viaggio.

IL SOGNO DI UN BAMBINO DI DIECI ANNI - Andrea avrebbe compiuto undici anni appena tre mesi dopo. Era un bambino come tanti, con gli occhi pieni di entusiasmo e il pallone sempre nei pensieri. Frequentava la Scuola Calcio Gigi Riva, tifava Cagliari, la squadra della sua città, ma nutriva anche una simpatia speciale per la Juventus. Quando il padre gli regalò il biglietto per assistere alla finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, il suo cuore si riempì di felicità. Per un bambino di dieci anni, vedere dal vivo una finale europea rappresentava qualcosa di straordinario. Era il premio per la fine dell’anno scolastico, un’avventura da condividere con il papà. Giovanni Casula, quarantaquattro anni, dirigente della Cosmin, aveva deciso di regalare al figlio un ricordo che sarebbe dovuto durare tutta la vita.

LA FOLLIA DELL’HEYSEL - Ma quella sera il calcio lasciò spazio all’orrore. Lo stadio Heysel di Bruxelles, già allora giudicato inadeguato e pericolante, si trasformò in una trappola mortale. La violenza degli hooligans inglesi provocò il crollo di un settore gremito di tifosi. Il panico, la fuga disperata, le barriere che cedevano e la massa umana schiacciata contro il cemento diedero vita a una delle pagine più nere della storia dello sport. Andrea e Giovanni furono travolti da quella follia. Morirono insieme. Morirono abbracciati. Un’immagine che ancora oggi lacera il cuore e che racconta più di qualsiasi cronaca la dimensione umana di quella tragedia.

IL RITORNO A CASA E UN DOLORE SENZA FINE - Come se non bastasse l’orrore della morte, il ritorno delle salme in Sardegna aggiunse ulteriore sofferenza ai familiari. La successiva perizia necroscopica effettuata a Cagliari rivelò infatti che i corpi non erano stati adeguatamente ricomposti dopo la prima autopsia eseguita in Belgio. Un dettaglio doloroso e raccapricciante che contribuì a rendere ancora più devastante una ferita già impossibile da rimarginare. Oggi Andrea e Giovanni Casula riposano fianco a fianco nel cimitero di San Michele, a Cagliari. Padre e figlio, uniti nella vita e nella morte.

ANDREA, LA VITTIMA PIÙ GIOVANE - Tra le trentanove vittime dell’Heysel, Andrea fu la più giovane. Un bambino che avrebbe dovuto continuare a giocare a calcio, crescere, studiare, innamorarsi, costruire il proprio futuro. Invece il suo nome è diventato simbolo di una tragedia evitabile, figlia della violenza, dell’incuria e dell’incapacità di garantire sicurezza a chi aveva semplicemente acquistato un biglietto per assistere a una partita.

PERCHÉ RICORDARE È UN DOVERE - A quarantuno anni di distanza mentre il dibattito calcistico è spesso monopolizzato da panchine, allenatori e mercato, il ricordo di Andrea Casula, di Giovanni Casula e delle altre vittime dell’Heysel dovrebbe occupare uno spazio speciale nella memoria collettiva. Perché il calcio non può vivere soltanto di risultati e classifiche. Deve saper custodire anche le sue ferite. E tra quelle ferite, poche sono profonde come quella lasciata da un padre e un figlio partiti per inseguire un sogno sportivo e mai più tornati a casa. Finché i loro nomi saranno pronunciati, Andrea e Giovanni continueranno a vivere nella memoria di tutti noi. E il loro abbraccio, spezzato dalla violenza ma reso eterno dal ricordo, resterà uno dei simboli più commoventi della tragedia dell’Heysel. Fonte: Calciocasteddu.it © 29 maggio 2026

 
 

LA LETTERA DI ENNIO FERRARINI

In ricordo del giovane reggiano Claudio Zavaroni

In questi giorni si ricordano le vittime della tragedia di Heysel, nel 1985, che coinvolse drammaticamente il giovane reggiano Claudio Zavaroni.

Io me lo ricordo così, robusto, vestito di scuro e con un pallone in mano. Un ragazzone alto educato, gentile, sempre sorridente. La vita me lo ha fatto passare vicino, come un soffio di vento, nel corso del primo Campionato Provinciale di Calcetto a Reggio Emilia, nel 1983. Lui era il mio secondo portiere in una strana squadra sponsorizzata da Credemleasing che comprendeva alcuni colleghi e diversi esterni. Allora, a 25 anni, me la cavavo molto bene in porta (Ragno Nero) e giocavo sempre con davanti Rivi (libero), Maioli (poi AD di Credit Agricole) sulla destra, Lasagni mediano, Cocchi a sinistra e Pezzarossi centravanti e bomber. Claudio era sempre presente e puntuale agli allenamenti, con un grande impegno ed una notevole serietà. Mi era molto simpatico anche perché' come me era originario della Val d' Enza ma si era trasferito a Reggio per ragioni di lavoro. Allora aveva cominciato da poco a fare il fotografo, con grande passione. Aveva iniziato anche ad arbitrare per restare in ambienti sportivi, a cui era molto legato. Durante quel primo campionato del 1983, che alla fine vincemmo, ci incontrammo regolarmente tutte le settimane, sudammo e gioimmo insieme ad ogni gol, ad ogni parata. Poi le nostre vite si separarono di nuovo fino a quel maledetto 29 maggio 1985. Una data che mi gira nella mente tutte le volte che passo davanti al Mirabello... Ho ancora in testa la luce del suo sorriso e le parole che mi urlava dalla panchina quando gli avversari attaccavano. Sincero, "genuino" ma sempre correttissimo. Ciao, Zavaroni ! Fai ancora tante belle foto. Ti abbraccio. Fonte: Redacon.it © 29 maggio 2026

 
 

La strage dell'Heysel: il dolore e il ricordo,

le vittime toscane nella finale Juventus Liverpool

Il 41 esimo anniversario di quel 29 maggio 1985, quando nell'atto finale della Coppa dei Campioni i gravi incidenti sfociarono in una tragedia che lasciò un segno profondo. Trentanove i morti nella calca e nei crolli che avvennero allo stadio di Bruxelles, nel tristemente famoso settore Z.

Firenze, 29 maggio 2026 - Quarantuno anni dopo: una giornata di festa che si trasforma in strage. Trentanove tifosi che morirono a Bruxelles. Diversi di loro arrivavano dalla Toscana. Erano lì per un sogno, da tifosi della Juventus: alzare idealmente la Coppa dei Campioni, con Juventus e Liverpool a contendersi il titolo allo stadio Heysel. Un nome che poi divenne sinonimo di sangue e dolore. Finì in strage per gli incidenti e le cariche partite dal settore dei tifosi del Liverpool. Le cariche degli inglesi verso il settore Z portarono i tifosi juventini ad ammassarsi dalla parte opposta del settore stesso. Le persone cominciarono a calpestarsi. Alcuni tifosi si lanciarono dall'alto, mentre a un certo punto, a causa del peso, la struttura in cemento crollò, con ulteriori morti e feriti. Una vicenda che segnò l'Italia: alla tv, la gente assistette in diretta a quanto accadeva, con la telecronaca Rai rimasta tristemente nota di una voce pur amatissima dai telespettatori allora, quella di Bruno Pizzul. Che raccontò la serata, in cui lo sport fu completamente offuscato.

L'ANSIA E LA PAURA - La gioia si trasformò in ansia per migliaia di parenti delle persone che erano allo stadio. Non esistevano i social, non esistevano i cellulari: avere informazioni sui propri cari fu difficilissimo. Molti, pur sani e salvi, poterono parlare con le proprie famiglie soltanto molte ore dopo. Intanto il Senato ha approvato in via definitiva la legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle 39 vittime proprio il 29 maggio. Delle 39 persone decedute, 32 erano italiane. Cinque furono le vittime toscane. Di Arezzo era Roberto Lorentini, 31 anni, medico, morto mentre cercava di soccorrere altre persone, in particolare cercò di salvare Andrea Casula, 11 anni, sardo, la vittima più giovane di quella serata di follia. Lorentini ebbe la medaglia d'argento al valor civile per quel gesto. L'altra vittima aretina fu Giusy Conti, 17 anni. Morirono anche Bruno Balli, di Prato; Giancarlo Gonnelli, di Ponsacco e Giovacchino Landini di Capannori.

LA LEGGE PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA - A commentare l'approvazione della legge è Andrea Lorentini, presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel e giornalista de La Nazione, che parla di "passaggio storico e di grande valore istituzionale e civile per il nostro Paese". Per l'associazione che combatte la violenza nello sport si tratta di un riconoscimento non solo simbolico. L'obiettivo è quello di sottrarre la memoria dell'Heysel alle contrapposizioni da stadio e restituirla a una dimensione collettiva e nazionale. Quella finale fu giocata tra le polemiche. Iniziò con forte ritardo. Gli scontri andarono avanti a lungo. Vinse la Juventus, in una notte in cui in pochi, nelle prime ore, riuscirono davvero a capire la tragica portata della vicenda. Fonte: Lanazione.it © 29 maggio 2026

 
 

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