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ARTICOLI STAMPA
e WEB
ASSOCIAZIONE
2026 |
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Qui, in ogni
luogo e altrove
di Domenico
Laudadio
Il Presidente
dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime
dell’Heysel ospite della Juventus Football Club
a Torino.
Andrea
Lorentini, domenica 25 gennaio, insieme al
consigliere dell’Associazione, Fabrizio Landini,
ha visitato il monumento dedicato alle 39
vittime dello stadio Heysel di Bruxelles, eretto
dalla Juventus alla Continassa ed inaugurato
solennemente lo scorso 29 maggio 2025 in
occasione del 40° anniversario della strage. Un
progetto "concepito per essere un luogo di
riflessione e speranza" e intitolato "VERSO
ALTROVE", sorto da una ispirazione di Luca
Beatrice, critico d’arte recentemente scomparso,
realizzato dall’artista Luca Vitone. "L’opera si
estende su un'area verde di circa 2000 metri
quadrati, arricchita da cespugli di essenze
profumate e alberi di Ginkgo Biloba - simboli di
resistenza e memoria - scelti per la loro
longevità e capacità di adattamento. Il cuore
del memoriale è una rampa che si innalza
dolcemente, conducendo a un cannocchiale con
lenti invertite; un invito a guardare oltre il
visibile e a riflettere sul futuro. Realizzata
con materiali sicuri e sostenibili, la rampa,
lunga 66 metri, è accessibile sia a piedi sia
con sedie a ruote. Lungo il percorso sono
previsti pianerottoli per soste e momenti di
contemplazione. Per preservare l'atmosfera di
riflessione e raccoglimento, non è consentito
l'uso di biciclette, skateboard, monopattini o
altri mezzi veloci". Ad accompagnarli sul luogo,
Francesco Gianello, responsabile impianti della
Juventus che ha seguito anche il progetto del
monumento e Gaia D'Amelia, responsabile delle
relazioni esterne del club.
Già
da principio, ma anche nei decenni a seguire la
tragedia nonostante la successione delle
dirigenze sportive, il rapporto istituzionale
della Juventus con l’Associazione dei Familiari
delle Vittime oscillò prevalentemente fra alti e
bassi, troppo spesso omissioni e delle
incomprensioni. In questa giornata si coglie,
importantissimo, un definitivo segnale di unità
d’intenti nella condivisione della Memoria e ciò
rappresenterà il solco profondo lungo il quale
percorrere affiancati la strada maestra del
rispetto e della verità, costruendo un progetto
comune di etica sportiva nel sociale. Era questo
il sogno di Otello Lorentini, primo presidente
dell’associazione, il piccolo grande uomo che
osò sfidare e far condannare a processo il
potentato di quella Uefa barocca e avida del
tempo, responsabile della mancata prevenzione di
una strage annunciata. "Un dialogo costruttivo
con la Juventus": la promessa strappata a suo
nipote, in punto di morte, nel 2014. Andrea che
dal 2015 guida l’Associazione, dopo averla
rifondata, l’ha mantenuta con onore e, andando
anche oltre, scrivendo nuove pagine nel futuro
di un calcio affrancato dalla violenza di ogni
genere, fondato sui valori del rispetto
reciproco nell’antagonismo delle competizioni
sportive. Lo stesso Andrea che si è raccomandato
di scrivere in questo articolo: "ringrazio
Juventus per l'ospitalità che ha riservato nel
corso della giornata".
Fonte:
Associazione Familiari Vittime Heysel © 26
gennaio 2026 (Testo ©
Tweet ©
Banner © Fotografie)
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Il Liceo
Petrarca ricorda Giusy Conti
Incontro con
Luca Serafini per "La ragazza dai pantaloni
verdi".
Arezzo,
4 febbraio 2026 - Il Liceo Petrarca ricorda
Giusy Conti: Incontro con Luca Serafini per "La
ragazza dai pantaloni verdi". Un’aula del Liceo
Classico "Francesco Petrarca" di Arezzo porterà
il nome di Giusy Conti, giovane studentessa
aretina tragicamente scomparsa il 29 maggio 1985
allo stadio Heysel di Bruxelles. La dedica è
stata annunciata in occasione dell’incontro che
si è svolto presso l’istituto con il giornalista
e scrittore Luca Serafini, autore del libro La
ragazza dai pantaloni verdi, alla presenza della
famiglia Conti. L’incontro, molto partecipato da
studenti e docenti, ha rappresentato un momento
di profonda riflessione civile e umana.
Attraverso il racconto di Giusy, Serafini ha
restituito voce e dignità a una delle 39 vittime
della strage dell’Heysel, sottraendola
all’anonimato dei numeri e trasformandola in una
storia viva, fatta di sogni, passioni, amicizie,
normalità spezzata troppo presto. Giusy Conti
aveva diciassette anni, frequentava il liceo
classico e amava la vita con l’entusiasmo tipico
della sua età. Il libro - frutto di un lungo
lavoro di ricerca e di ascolto - non è solo una
cronaca della tragedia, ma un atto di memoria e
di responsabilità collettiva, che interroga
anche le nuove generazioni sul valore del
ricordo, sulla violenza negli stadi e sul
significato dello sport come luogo di
condivisione e non di morte. La decisione di
intitolare a Giusy Conti un’aula del liceo
assume un forte valore simbolico ed educativo:
uno spazio quotidiano di studio e di crescita
porterà il nome di una studentessa che in quella
stessa scuola aveva costruito una parte
importante della propria identità. Un gesto che
unisce memoria e futuro, trasformando il ricordo
in presenza viva. Il Liceo Petrarca conferma
così la propria attenzione alla formazione
integrale degli studenti, capace di tenere
insieme cultura, storia, educazione civica ed
emotiva. L’incontro con Luca Serafini e la
dedica dell’aula a Giusy Conti non sono solo un
omaggio, ma un impegno: quello di continuare a
raccontare, a ricordare e a educare alla
consapevolezza e al rispetto.
Fonte:
Lanazione.it © 4 febbraio 2026
Fotografia: Famiglia Conti ©
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Morì a 17 anni
allo stadio Heysel
Aula del liceo
classico per Giusy Conti
Il ricordo
della ragazza che frequentava l’istituto
Francesca Petrarca.
Un’aula
del liceo classico Petrarca di Arezzo porterà il
nome di Giusy Conti, giovane studentessa aretina
morta il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di
Bruxelles. La dedica è stata annunciata in
occasione dell’incontro che si è svolto presso
l’istituto con il giornalista e scrittore Luca
Serafini, autore del libro "La ragazza dai
pantaloni verdi", alla presenza della famiglia
Conti. L’incontro, molto partecipato da studenti
e docenti, ha rappresentato un momento di
profonda riflessione civile e umana. Attraverso
il racconto di Giusy, Serafini ha restituito
voce e dignità a una delle 39 vittime della
strage dell’Heysel, sottraendola all’anonimato
dei numeri e trasformandola in una storia viva,
fatta di sogni, passioni, amicizie, normalità
spezzata troppo presto. Giusy Conti aveva
diciassette anni, frequentava il liceo classico
e amava la vita con l’entusiasmo tipico della
sua età. Il libro - frutto di un lungo lavoro di
ricerca e di ascolto - non è solo una cronaca
della tragedia, ma un atto di memoria e di
responsabilità collettiva, che interroga anche
le nuove generazioni sul valore del ricordo,
sulla violenza negli stadi e sul significato
dello sport come luogo di condivisione e non di
morte. La decisione di intitolare a Giusy Conti
un’aula del liceo assume un valore simbolico ed
educativo: uno spazio quotidiano di studio e di
crescita porterà il nome di una studentessa che
in quella scuola aveva costruito una parte della
propria identità.
Fonte:
Lanazione.it © 5 febbraio 2026
Video: Teletruria ©
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Capolona e
Subbiano: torna il Galà dello sport
In primo piano
le società sportive e atleti del territorio, con
ospiti storia dello sport di ieri e di oggi.
Arezzo,
26 marzo 2026 - Mercoledì 1° Aprile per Subbiano
e Capolona è il giorno del "Galà dello Sport",
una festa con tanti riconoscimenti, che si terrà
al Centro Eventi voluto dalle due
Amministrazioni comunali insieme, quella di
Subbiano, con il Sindaco Ilaria Mattesini, dove
dallo scorso anno opera la Consulta dello Sport,
e quella di Capolona, con il Sindaco Mario
Francesconi. Nella serata che inizierà alle
20,30, saranno dati riconoscimenti a: Emanuele
Tacchini allenatore della Fortis Arezzo, all’Olmoponte
Calcio Champagne con Francesco Graziani, a
Franco Chioccoli, a Emanuele Giaccherini, a
Marco Scatragli, Paola Cesaroni mamma di
Federico Luzzi per l’impegno sociale e umano nel
ricordo del figlio, a Francesco Caremani e
Andrea Lorentini nel loro educare alla cultura
sportiva facendo memoria della tragedia
dell’Heysel. Una festa è anche per due società
sportive che quest’anno compiono quarant’anni
come la Società di Ginnastica Casentinese e
l’Associazione Trekking Subbiano Capolona che ne
compie trentacinque, ma anche una festa della
solidarietà per il Marino Mercato Subbiano
calcio che con il Fondo Dote Famiglia ha
permesso a molti ragazzi di frequentare i suoi
corsi. Venti, tra società sportive e
federazioni, ventinove, tra atleti e
protagonisti di questo mondo locale, saranno i
riconoscimenti consegnati per l’attività
sportiva, per l’impegno, per essere educatori
dello sport, per lo spirito di squadra. Ilaria
Mattesini, Sindaco di Subbiano: "Per
l’amministrazione di Subbiano questo Galà è
un’occasione unica e straordinaria per
valorizzare le associazioni sportive del
territorio che nelle loro attività con passione
e dedizione si impegnano da sempre a insegnare e
trasmettere a ragazze e ragazzi il rispetto
delle regole, il valore del sacrificio, della
costanza e della determinazione. Per il Galà di
quest’anno abbiamo pensato a una rosa di sette
tipologie di premi che non si limitano a
riconoscere i risultati sportivi ma intendono
valorizzare tutte le componenti che rendono vivo
il mondo dello sport".
Silvia
Battista, assessore allo sport del Comune di
Subbiano: "Un aspetto importante che questa
amministrazione non vuole assolutamente mai
trascurare è anche il valore dell’inclusione, di
cui lo Sport ne è una delle massime espressioni:
un linguaggio universale capace di abbattere
barriere e creare opportunità per tutti. Con
questa serata, inaugurata anche da interventi di
figure di grande calibro nel panorama sportivo
nazionale e locale, si vogliono celebrare i
valori autentici che nascono nello sport e dallo
sport e ispirare le nuove generazioni". In
questa serata sarà consegna ad ogni società
sportiva l’Uovo di Pasqua di Ail, non solo per
ricordare Federico Luzzi, ma anche per
evidenziare l’attenzione verso la salute, il
sociale e la solidarietà che le due
Amministrazioni portano avanti come progetti di
comunità.
A fianco delle due Amministrazioni comunali
anche, Alberto Melis, delegato provinciale Coni:
"Il Coni provinciale rinnova il patrocinio per
il Gran Galà dello Sport del comune di Subbiano
e Capolona. Si tratta di un partenariato
naturale che si sviluppa attraverso la
partecipazione alla Consulta dello Sport di
Subbiano e l’organizzazione di eventi come
questo e come la Festa dello Sport di settembre,
oltre a quelli dedicati alla formazione di
tecnici e dirigenti della asd del territorio. Il
comune di Subbiano dedica una particolare
attenzione al mondo dell’associazionismo
sportivo denotando così una sensibilità spiccata
per le necessità ed i problemi che le società
sportive incontrano.
Il
Gran Galà è quindi l’occasione per mostrare a
tutta la comunità del basso Casentino quanti
valori sono racchiusi nel quotidiano impegno
delle associazioni dilettantistiche sportive che
costituiscono un collante fondamentale ed un
punto di riferimento essenziale per i tanti
giovani del territorio". Per dare forza e valore
allo sport come educazione di vita, puntando
alla crescita umana e non solo tecnica, sarà
presente per la consegna dei riconoscimenti
anche il Centro Sportivo Italiano, con il
presidente Lorenzo Bernardini. Mario
Francesconi, Sindaco di Capolona: "Ci ritroviamo
insieme come Amministrazioni comunali in questo
Galà dello Sport perché lo sport non ha confini
e le società sportive coinvolgono tutti, come si
dice - di qua e di là dall’Arno. Lo sport fa
crescere le comunità, coinvolge le nuove
generazioni, ma direi tutti, in una
socializzazione che ci insegna a vivere insieme,
a aiuta sin da piccoli al rispetto delle regole,
all’impegno e al sacrificio per raggiungere un
obiettivo nella vita, a non arrendersi".
Gianluca Norcini, assessore allo sport del
Comune di Capolona: "Crediamo nello sport e il
nostro impegno è favorire la
multidisciplinarietà, la promozione delle varie
discipline, rafforzare le reti territoriali, per
creare sinergie, realizzare eventi e
manifestazioni, come il Galà, dove lo sport sia
strumento promotore di salute e di una comunità
più coesa". Un Galà, con la Proloco di Subbiano,
coinvolta per la logistica, con a.c. centodue
che coordinerà l’evento, con la Marino Fa
Mercato che ha donato i riconoscimenti
territoriali, che mostrerà un territorio
sportivamente attivo che porta in sé i valori
dello sport e di una sana competizione.
Fonte:
Lanazione.it © 26 marzo 2026
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Subbiano e
Capolona celebrano lo sport: torna
il Galà con
premi, ospiti e valori di comunità
Sarà
una serata all’insegna dello sport, dei valori e
della comunità quella in programma mercoledì 1
aprile al Centro Eventi, dove i Comuni di
Subbiano e Capolona daranno vita alla seconda
edizione del "Galà dello Sport". Un appuntamento
fortemente voluto dalle due amministrazioni
comunali - guidate dai sindaci Ilaria Mattesini
e Mario Francesconi - che, dopo il successo
della prima edizione, torna a mettere al centro
società sportive, atleti e figure che, a vario
titolo, contribuiscono alla crescita sportiva e
sociale del territorio. La serata, con inizio
alle ore 20.30, sarà caratterizzata dalla
consegna di numerosi riconoscimenti: venti
destinati a società e federazioni sportive e
ventinove ad atleti, tecnici e protagonisti del
mondo sportivo locale. Premi che non si
limiteranno ai risultati agonistici, ma che
valorizzeranno anche l’impegno educativo, lo
spirito di squadra e il ruolo sociale dello
sport.
OSPITI E
RICONOSCIMENTI SPECIALI - Tra i
premiati figurano nomi di rilievo del panorama
sportivo, come Emanuele Tacchini, allenatore
della Fortis Arezzo, Francesco Graziani con l’Olmoponte
Calcio Champagne, Franco Chioccoli, Emanuele
Giaccherini e Marco Scatragli. Un riconoscimento
speciale sarà inoltre assegnato a Paola
Cesaroni, madre di Federico Luzzi, per il suo
impegno umano e sociale nel ricordo del figlio,
così come a Francesco Caremani e Andrea
Lorentini per il loro lavoro di educazione alla
cultura sportiva e alla memoria della tragedia
dell’Heysel. Spazio anche agli anniversari
importanti: i 40 anni della Società Ginnastica
Casentinese e i 35 anni dell’Associazione
Trekking Subbiano Capolona. Non mancherà un
momento dedicato alla solidarietà, con il
riconoscimento al Marino Mercato Subbiano Calcio
per il progetto "Fondo Dote Famiglia", che ha
permesso a molti giovani di accedere alle
attività sportive.
I VALORI
DELLO SPORT OLTRE IL RISULTATO -
"Per Subbiano questo Galà rappresenta
un’occasione straordinaria per valorizzare le
associazioni sportive - sottolinea il sindaco
Ilaria Mattesini - che ogni giorno trasmettono
ai ragazzi il rispetto delle regole, il
sacrificio, la costanza e la determinazione.
Abbiamo voluto premiare non solo i risultati, ma
tutte le componenti che rendono vivo il mondo
dello sport". Sulla stessa linea l’assessore
allo sport Silvia Battista, che evidenzia il
valore inclusivo dello sport: "È un linguaggio
universale capace di abbattere barriere e creare
opportunità. Questa serata vuole celebrare i
valori autentici dello sport e ispirare le nuove
generazioni".
SPORT,
COMUNITÀ E TERRITORIO - "Lo
sport non ha confini - afferma il sindaco di
Capolona Mario Francesconi - e unisce le
comunità, da una parte e dall’altra dell’Arno. È
uno strumento fondamentale di crescita, che
insegna il rispetto, l’impegno e la capacità di
non arrendersi". Per l’assessore Gianluca
Norcini, il Galà rappresenta anche un momento di
rete: "Vogliamo promuovere la
multidisciplinarietà e rafforzare le sinergie
tra le realtà sportive, affinché lo sport sia
sempre più un motore di salute e coesione
sociale".
SOLIDARIETÀ
E COLLABORAZIONE - Nel corso
della serata, ogni società sportiva riceverà
l’Uovo di Pasqua AIL, simbolo di attenzione
verso la salute, il sociale e la solidarietà,
anche nel ricordo di Federico Luzzi.
L’iniziativa gode del patrocinio del CONI
provinciale. "Il Galà è un’occasione importante
per valorizzare il lavoro quotidiano delle
associazioni sportive dilettantistiche -
sottolinea il delegato Alberto Melis - che
rappresentano un punto di riferimento
fondamentale per i giovani". Presente anche il
Centro Sportivo Italiano, con il presidente
Lorenzo Bernardini, a conferma dell’importanza
educativa dello sport.
UNA RETE CHE
FA SQUADRA - Alla realizzazione
dell’evento contribuiscono anche la Pro Loco di
Subbiano per la logistica, l’associazione a.c.
centodue per il coordinamento e Marino Fa
Mercato per i riconoscimenti. Un lavoro di
squadra che racconta un territorio dinamico e
sportivamente attivo, dove lo sport continua a
essere non solo competizione, ma soprattutto
educazione, inclusione e crescita condivisa.
Fonte:
Arezzo24.net © 31 marzo 2026
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Calcio, Comba (Fdi):
sì a Giornata storica per memoria tragedia Heysel
Camera approva
il testo presentato dal segretario piemontese di
Fdi
(ANSA)
- TORINO, 30 APR - "La Camera ha approvato il
testo a mia prima firma per l'istituzione della
Giornata nazionale in memoria delle vittime
dell'Heysel, segnando un passo importante nel
percorso di riconoscimento e commemorazione di
una delle tragedie più dolorose nella storia
dello sport mondiale". Lo sottolinea Fabrizio
Comba, coordinatore regionale Fdi in Piemonte.
"Il provvedimento - spiega il parlamentare -
intende onorare la memoria delle 39 persone che
persero la vita il 29 maggio 1985 allo stadio
Heysel di Bruxelles, in occasione della finale
di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.
Una pagina drammatica che ha profondamente
segnato il mondo del calcio e l'opinione
pubblica internazionale, evidenziando la
necessità di promuovere una cultura sportiva
fondata sul rispetto degli avversari, la
sicurezza degli impianti sportivi e la
responsabilità delle società e delle istituzioni
calcistiche. L'istituzione della Giornata -
spiega - rappresenta non solo un momento di
raccoglimento e ricordo, ma anche un'opportunità
per sensibilizzare le nuove generazioni sui
valori dello sport e l'importanza del rifiuto di
ogni forma di violenza negli stadi. Il testo
passerà ora all'esame del Senato per il
completamento dell'iter legislativo. Mi auguro
si possa festeggiare tutti insieme, tutti gli
appassionati di calcio uniti, l'approvazione
definitiva entro il 29 maggio quella data che
diventerà iconica per la memoria collettiva
degli sportivi di questo Paese. Poi sarà legge
dello Stato".
Fonte: Ansa ©
30 aprile 2026
Fotografia: GETTY IMAGES © (Not
for commercial use)
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Breve Storia
di Jacques François
Jacques
François, una delle due vittime francesi perite
il 29 maggio 1985 nella strage dello Stadio
Heysel di Bruxelles era originario della
cittadina di La Chapelle-d'Armentières (Lilla).
Impiegato delle poste, sposato con Rebecca
Elsens, da cui ebbe Rebecca, la sua unica figlia
di 14 anni, all’epoca.
Purtroppo di entrambe le due vittime
francesi si hanno davvero scarsissime notizie e
pertanto si consiglia per ulteriori
approfondimenti di leggere il libro "LE HEYSEL"
scritto dal giornalista francese Jean-Philippe
Leclaire che traccia più nel particolare le loro
storie. Chiunque abbia da fornire informazioni
sulla sua storia è pregato di contattare
postmaster@saladellamemoriaheysel.it
Grazie !
Brève
histoire de Jacques François
-
Jacques François, l'une des deux victimes
françaises décédées le 29 mai 1985 lors du
massacre du stade du Heysel à Bruxelles, était
originaire de La Chapelle-d'Armentières (Lille).
Postier, il était marié à Rebecca Elsens, avec
qui il avait une fille unique, Rebecca, alors
âgée de 14 ans. Malheureusement, très peu
d'informations sont disponibles sur les deux
victimes françaises. Pour en savoir plus, nous
vous recommandons la lecture du livre "LE
HEYSEL" du journaliste français Jean-Philippe
Leclaire, qui relate leur histoire. Toute
personne disposant d'informations à leur sujet
est priée de contacter
postmaster@saladellamemoriaheysel.it
Merci !
Fonte:
Saladellamemoriaheysel.it © 6 maggio 2026
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Heysel, 41
anni fa la strage di tifosi della Juve:
Fdi propone
"giorno ricordo vittime"
È quanto
chiede, presentando alla Camera una proposta di
legge, il deputato di Fratelli d'Italia Fabrizio
Comba.
Istituire
la "Giornata nazionale in memoria delle vittime
della strage dello stadio Heysel di Bruxelles".
E' quanto chiede, presentando alla Camera una
proposta di legge, il deputato di Fratelli
d'Italia, Fabrizio Comba, torinese e segretario
regionale del partito in Piemonte che riporta
all'attenzione del legislatore la strage dello
stadio Heysel di Bruxelles, costata la vita a 39
tifosi, di cui 32 italiani, avvenuta poco prima
dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni
del 29 maggio 1985 tra la Juventus e Liverpool.
Comba ricorda con l'AdnKronos quanto avvenne
quella notte di quasi 41 anni fa, anniversario
che cade tra poco più di due settimane. "Avevo
19 anni ed ero all'Heysel, noi siamo una
famiglia di juventini - sottolinea all'AdnKronos.
C'erano i miei genitori, un fraterno amico, oggi
Prefetto, eravamo circa 30 persone, era una
festa e quello doveva restare, al di là del
risultato. Io facevo le trasferte con mio padre
e oggi le faccio con mio figlio che ancora non
era nato quel giorno. A Bruxelles c'era una
emozione grandissima, eravamo partiti in pullman
da Torino, seguivamo sempre i bianconeri..".
HEYSEL, 41
ANNI FA LA TRAGEDIA - Poi il
finimondo: "Ci siamo accorti di quanto succedeva
dalla tribuna, il settore Z era sulla nostra
destra, vedevamo il flusso, l'ondeggiare, tifosi
inglesi e italiani divisi da nulla, con gli
hooligans che premevano. Abbiamo visto tutto, il
caos, la calca, a un certo punto hanno iniziato
a portare la gente in campo, quelli che si erano
salvati e i feriti". "Non esistevano i
cellullari, arrivavano notizie, ma non si
capiva: feriti, forse morti, c'era una
agitazione pazzesca, una confusione totale,
bambini che piangevano, chi si era perso, ho
visto transenne trasformate in barelle", il
tutto "nella totale insufficienza e indifferenza
da parte delle forze di polizia, con i gendarmi
che giravano a cavallo senza saper cosa fare,
non c'era coordinamento e fu davvero un errore
scegliere quello stadio, così inadeguato". La
tragedia dell'Heysel segnò profondamente il
paese e tutto il mondo del calcio. Fu quasi una
nuova Superga per Torino, stavolta sponda
bianconera. Anche la tifoseria dei granata,
volle commemorare le vittime, esponendo sul
colle di Superga, dove riposa il Grande Torino,
uno striscione loro dedicato.
STRAGE
HEYSEL, PROPOSTA FDI PER GIORNATA RICORDO -
Da questo ricordo ("una tragedia
indimenticabile") nasce la richiesta del
deputato torinese che nell'articolato chiede che
"le amministrazioni pubbliche, anche in
collaborazione o in coordinamento con la
Federazione italiana giuoco calcio, gli enti
pubblici e privati, le associazioni e le società
sportive, i circoli culturali, le scuole di ogni
ordine e grado e le università" promuovano "in
tutto il territorio nazionale, specifiche
iniziative volte alla diffusione della
conoscenza della tragedia occorsa il 29 maggio
1985 nello stadio Heysel di Bruxelles, al fine
di promuovere il valore e l’importanza dei
princìpi dello sport, della non violenza e della
convivenza civile". Anche la Rai dovrà essere
coinvolta per la giornata del ricordo,
prevendendo "appositi spazi alla divulgazione e
al ricordo delle vittime della strage
dell’Heysel, in quanto patrimonio culturale,
sportivo e sociale italiano".
Fonte:
Adnkronos.com © 12 maggio 2026
Fotografie: GETTY IMAGES
© (Not for commercial use)
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Progetto
BianconeroGranata 2026
Le Tragedie di
Superga e dell'Heysel spiegate alle Elementari
La
cerimonia ufficiale di consegna degli elaborati
del Progetto BianconeroGranata realizzati dagli
alunni delle classi delle scuole primarie che
hanno partecipato al progetto, realizzato grazie
al contributo della Circoscrizione 7, si è
svolta il 15 maggio alle ore 9:30 presso la Sala
Biblioteca "Italo Calvino" in Corso Vercelli 15
a Torino. Il progetto è stato realizzato da
Safatletica che rappresenta una delle più
importanti realtà dell'atletica leggera
italiana, formando ogni anno talenti di
rilevanza nazionale ed internazionale e, come in
questo caso, promuovendo progetti
socio-educativi che utilizzano lo sport per
tramandare la memoria e i valori civici alle
nuove generazioni. Il fine, nel caso specifico,
riunire le due grandi squadre della città di
Torino nelle loro tragedie sportive attraverso
la riflessione degli alunni delle scuole
primarie locali sui valori del rispetto e della
memoria appresi nel racconto delle due storie
drammatiche ed espressi manualmente attraverso
l’arte. Hanno aderito al progetto la classe 5A
della scuola primaria Gozzi, le classi 5C e 5D
della scuola primaria De Amicis, le classi 4A e
5A della scuola primaria Parini. Alla
manifestazione hanno partecipato il Presidente
della Circoscrizione 7 Dr. Luca Deri, il
Coordinatore della V Commissione Dr. Silvio
Sabatino, il referente della Sottocommissione
Sport Ferdinando D’Apice. Presenti, inoltre, il
Presidente del Coni Regionale Dr. Stefano
Mossino, il Presidente del Museo del Grande
Torino Domenico Beccaria, il rappresentante
dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime
dell’Heysel Fabrizio Landini ed il Giornalista
di Tuttosport Alessandro Baretti.
Fonte:
Associazione Familiari Vittime Heysel © 17
maggio 2026
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1985-2026, tre
squadre in campo per
non
dimenticare l'Heysel di Bruxelles
di Domenico
Avallone
Evento
per ricordare la tragedia di 41 anni fa,
premiazione con la presenza della Vedova di
Domenico Russo, vittima di Moncalieri.
Il tempo non cancella la memoria: la trasforma
in promessa. 29 maggio 1985. Stadio Heysel di
Bruxelles. Quella che doveva essere la notte più
bella del calcio europeo, la finalissima di
Coppa dei Campioni tra la Juventus e il
Liverpool, si trasformò in una delle ferite più
profonde e insanabili della storia dello sport.
39 anime spezzate, 39 sorrisi svaniti nel vuoto
di una curva che ha visto crollare insieme al
cemento anche l'essenza stessa della festa
sportiva. Tra quelle anime c'era anche Domenico
Russo, un pezzo della comunità di Moncalieri,
strappato troppo presto ai suoi affetti. Oggi,
41 anni dopo, quel dolore non si è spento, ma ha
trovato una nuova voce. Una voce pulita, giovane
che profuma di erba tagliata e di sogni.
Domenica 24 maggio, a Testona (Moncalieri), il
calcio torna a riprendersi il suo significato
più puro, per gridare, senza bisogno di alzare
la voce che il calcio è una festa di
fratellanza, rispetto e lealtà. Moncalieri,
Cambiano e Trofarello, tre società orgogliose di
essere le prime realtà sportiva a dedicare un
intero torneo al ricordo delle vittime
dell’Heysel, affidando questo testimone d'amore
ai ragazzi della categoria Under 14. Saranno
loro, con la loro innocenza e la loro passione,
i veri portavoce di un futuro in cui lo sport
unisce e non divide.
UNDER 14
MEMORIAL VITTIME DELL'HEYSEL -
Il campo dell’Impianto Sportivo di via
Confalonieri vedrà sfidarsi tre compagini del
territorio, unite sotto lo stesso cielo di
rispetto: Moncalieri Calcio, Cambiano,
Trofarello. Il Programma delle Gare (Domenica 24
Maggio) Ore 10:00 - Calcio d'Inizio: La sfida
inaugurale vedrà opposti i padroni di casa del
Moncalieri e il Cambiano. A seguire: Il
Trofarello scenderà in campo per la seconda
sfida contro la squadra perdente del primo
match. A chiudere: L'ultimo decisivo incontro
del triangolare tra il Trofarello e la vincente
della prima partita.
UN MOMENTO
OLTRE IL CALCIO LA PRESENZA DELLA SIGNORA RUSSO
- Il momento più alto della
giornata, quello in cui i cuori batteranno
all'unisono, sarà la cerimonia di premiazione,
con la presenza della vedova di Domenico Russo,
cittadino di Moncalieri che fu una delle vittime
dell'Heysel. La sua presenza sul nostro campo
non è solo una testimonianza di straordinaria
dignità e resilienza, ma rappresenta l'abbraccio
di un'intera comunità che non dimentica.
Stringerci intorno a lei significherà
trasformare definitivamente il ricordo in un
calcio d'inizio verso uno sport sano, umano,
sicuro. "Vieni a sostenere i ragazzi. Vieni a
colorare la memoria. Perché il ricordo diventi
futuro, abbiamo bisogno anche dei tuoi occhi e
delle tue mani". Luogo: Impianto Sportivo di via
Confalonieri, 9 - Moncalieri (TO) Data: Domenica
24 maggio, dalle ore 10:00. Ingresso libero.
Fonte:
Sprintesport.it © 21 maggio 2026
Fotografia:
Tiziana Fecchio ©
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Memoria
dell’Heysel nelle scuole: la proposta di legge
per insegnare
la convivenza civile e i valori sportivi
di Giuseppina
Bonadies
Presso
la 7° commissione cultura della Camera dei
Deputati ha preso il via l’esame della proposta
di legge (Atto Camera 1858) volta a istituire
una ricorrenza molto sentita. Si tratta della
Giornata nazionale dedicata al ricordo della
strage dello stadio Heysel di Bruxelles. Il
testo punta a fissare la commemorazione il 29
maggio di ciascun anno, per onorare la memoria
dei 39 tifosi, tra cui 32 italiani che persero
la vita nel 1985 a causa dei disordini scoppiati
prima della finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool.
LE
INIZIATIVE NEGLI ISTITUTI SCOLASTICI -
Il cuore del provvedimento guarda con grande
attenzione al mondo dell’istruzione. L’articolo
2 del documento specifica infatti che le scuole
di ogni ordine e grado e le università avranno
un ruolo di primo piano nella costruzione della
memoria. Gli istituti potranno promuovere, su
tutto il territorio nazionale, specifiche
attività didattiche e informative per diffondere
la conoscenza di quei tragici eventi. L’intento
principale è trasformare un dramma del passato
in una lezione preziosa per il futuro dei nostri
ragazzi. Le attività dovranno servire a
trasmettere alle nuove generazioni il profondo
valore dei principi dello sport, educando gli
studenti alla non violenza e al rispetto delle
regole fondamentali della convivenza civile.
RETE SUL
TERRITORIO E RISORSE - Per
realizzare questi progetti educativi, le scuole
avranno la possibilità di agire in sinergia con
il territorio. La proposta legislativa
incoraggia la creazione di una rete
collaborativa, permettendo agli istituti di
lavorare in coordinamento con la Federazione
italiana giuoco calcio, enti pubblici e privati,
associazioni, società sportive e circoli
culturali. Un dettaglio pratico di grande
importanza per le segreterie e i dirigenti
riguarda l’aspetto economico. Il testo in esame
chiarisce che l’attuazione di queste
disposizioni educative dovrà avvenire
utilizzando esclusivamente le risorse umane,
strumentali e finanziarie già a disposizione a
legislazione vigente. Tutte le iniziative di
sensibilizzazione, di conseguenza, dovranno
essere realizzate senza alcun nuovo onere a
carico del bilancio dello Stato.
Fonte:
Orizzontescuola.it © 25 maggio 2026
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Calcio, Comba
(Fdi): Parlamento rende omaggio
a vittime
Heysel con istituzione giornata memoria
(AGENPARL)
- Roma, 26 Maggio 2026 -"L'approvazione
definitiva della legge che istituisce la
Giornata nazionale in memoria delle vittime
della strage dello stadio Heysel rappresenta un
momento di grande valore istituzionale e civile
per l'Italia. Con questa norma la Repubblica
riconosce ufficialmente il dovere della memoria
nei confronti delle 39 vittime della tragedia
del 29 maggio 1985, una delle pagine più
drammatiche della storia dello sport europeo. È
un atto di rispetto verso le famiglie delle
vittime e verso tutti coloro che, in questi
anni, hanno custodito il ricordo di quella
tragedia con compostezza e dignità.
L'istituzione della Giornata nazionale non ha
soltanto un significato commemorativo, ma assume
anche un forte valore educativo e culturale.
Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle
associazioni sportive e nelle istituzioni
momenti di approfondimento sull'Heysel significa
riaffermare i princìpi della legalità, della non
violenza, del rispetto delle regole e della
convivenza civile. Desidero ringraziare i
colleghi parlamentari che hanno condiviso e
sostenuto questo percorso legislativo,
consentendo l'approvazione di una legge attesa e
profondamente sentita dal mondo sportivo e
dall'intera comunità nazionale. Il 29 maggio –
conclude Comba – diventerà così una giornata
dedicata alla memoria, alla riflessione e alla
responsabilità collettiva, affinché tragedie
come quella dell'Heysel non abbiano mai più a
ripetersi".
Fonte:
Agenparl.eu © 26 maggio 2026
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Calcio, Osnato (FdI): bene istituzione
Giornata
nazionale in memoria delle vittime Heysel
"Il
29 maggio diventerà la Giornata nazionale in
memoria delle vittime della strage dello stadio
Heysel. È un atto di civiltà che il Parlamento
doveva alla Nazione e alle famiglie di chi non
tornò a casa quella sera. Ringrazio il collega
Fabrizio Comba per aver portato avanti con
determinazione questo percorso legislativo: il
suo impegno ha trasformato una ferita ancora
aperta in un riconoscimento ufficiale e duraturo
della Repubblica" Lo dichiara Marco Osnato,
Presidente dell’Associazione parlamentare
"Giovanni e Umberto Agnelli" Juventus Club in
merito all’approvazione della legge che
istituisce questa ricorrenza. "Un pensiero va
all’Associazione Familiari Vittime Heysel, che
da quarant’anni custodisce la memoria delle 39
vittime con una dignità che merita rispetto e
riconoscenza. Senza la loro presenza tenace, la
loro capacità di trasformare il dolore in
impegno civile, questa legge non avrebbe avuto
lo stesso significato. L’anno scorso ho avuto
modo di intervenire, su invito del Presidente
della Camera On. Lorenzo Fontana e dell’amico
On. Fabrizio Comba, ad un evento dedicato alle
vittime di quella partita, alla presenza della
società Juventus, dell’Associazione Familiari e
di Sergio Brio, che era in campo il 29 maggio
1985. Ascoltare dalla voce di chi c’era quella
notte e la testimonianza di ciò che accadde ha
confermato quanto sia importante che la memoria
non resti patrimonio privato del dolore, ma
diventi cultura condivisa. Il 29 maggio diventa
oggi una data della nostra Repubblica ed è
giusto così", conclude Osnato.
Fonte: Lavocedelpatriota.it
© 27 maggio 2026
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Heysel, non
solo tragedia
Ma uno spunto per educare
di Lorenzo Aprile
Il deputato
Comba: "Un atto di rispetto nei confronti delle
famiglie Ma anche un’occasione per riaffermare i
principi della non violenza".
TORINO
- Il fischio finale è arrivato ieri mattina alla
Camera, a quarantuno anni di distanza dalla
tragica notte di Bruxelles del 29 maggio 1985.
Una ferita aperta nel costato del calcio
internazionale, ricoperta da una patina di
polvere e approssimazione. Trentanove anime
rimaste sospese nel vuoto di una finale che non
si sarebbe mai dovuta giocare. Per troppo tempo
quel dolore altro non è stato che un affare
privato, o una memoria intermittente per il
resto del movimento. Ma le cose, ora sono
destinate a cambiare. Con l’ultimo voto a
Montecitorio, il disegno di legge sul ricordo
delle vittime dell’Heysel si prepara a diventare
realtà. Manca giusto la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale e la memoria avrà modo di
fondersi con il tessuto legislativo dello Stato.
Un traguardo inseguito da tempo e che va ben
oltre il semplice concetto di istituire sul
calendario una giornata per il ricordo di chi
perse la vita tra gli spalti del settore Z,
negli attimi antecedenti all’ultimo atto della
Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.
"Oggi in commissione Cultura e Sport del Senato
è stato votato il ddl sull’istituzione della
Giornata nazionale in memoria delle vittime
dell’Heysel - si legge nella nota del senatore
Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli
d’Italia in commissione Cultura e Sport.
L’approvazione di questa misura è un segnale
importante in ricordo di nostri connazionali
morti tragicamente, in uno stadio, durante una
trasferta calcistica in Belgio. Ma è anche un
segnale di distensione, che torna a essere
oltremodo necessaria in questa fase storica,
perché il calcio, in quanto sport, deve
rappresentare soltanto valori sani e non folli
degenerazioni violente.
Per
questo ritengo fondamentale l’impegno di tutte
le parti coinvolte, istituzioni e privati, per
rendere gli stadi sempre più sicuri ed
accoglienti nei confronti delle famiglie e non
dei malintenzionati". La speranza è che da
quella tragedia si possa provare a costruire
qualcosa di buono. Un nuovo argine culturale e
pedagogico, utile ad educare e sensibilizzare le
nuove generazioni di tifosi. Come ?
Disinnescando l’odio becero che alberga nella
maggior parte degli stadi italiani e cancellando
in via definitiva quei cori infami che ancora
oggi, troppo spesso, profanano quella tragedia.
Come del resto ha sottolineato ieri Fabrizio
Comba (FDI), padre dell’iniziativa parlamentare
approvata lo scorso 29 aprile dalla Commissione
Cultura della camera: "Con questa norma la
Repubblica riconosce ufficialmente il dovere
della memoria nei confronti delle 39 vittime
della tragedia del 29 maggio 1985, una delle
pagine più drammatiche della storia dello sport
europeo. È un atto di rispetto verso le famiglie
delle vittime e verso tutti coloro che, in
questi anni, hanno custodito il ricordo di
quella tragedia con compostezza e dignità.
L’istituzione della Giornata nazionale non ha
soltanto un significato commemorativo, ma assume
anche un forte valore educativo e culturale.
Promuovere nelle scuole, nelle università, nelle
associazioni sportive e nelle istituzioni
momenti di approfondimento sull’Heysel significa
riaffermare i principi della legalità, della non
violenza, del rispetto delle regole e della
convivenza civile. Il 29 maggio - conclude Comba
- diventerà così una giornata dedicata alla
memoria, alla riflessione e alla responsabilità
collettiva, affinché tragedie come quella
dell’Heysel non abbiano mai più a ripetersi".
Fonte:
Tuttosport © 27 maggio 2026
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Marcheschi (FdI):
Ddl su memoria vittime Heysel segnale di
distensione
"Ritengo fondamentale
l'impegno di tutte le parti coinvolte,
istituzioni e privati, per rendere gli stadi
sempre più sicuri ed accoglienti".
"Oggi in commissione
Cultura e Sport del Senato è stato votato il ddl
sull’istituzione della Giornata nazionale in
memoria delle vittime dell’Heysel.
L’approvazione di questa misura è un segnale
importante in ricordo di nostri connazionali
morti tragicamente, in uno stadio, durante una
trasferta calcistica in Belgio. Ma è anche un
segnale di distensione, che torna a essere
oltremodo necessaria in questa fase storica,
perché il calcio, in quanto sport, deve
rappresentare soltanto valori sani e non folli
degenerazioni violente. Per questo ritengo
fondamentale l'impegno di tutte le parti
coinvolte, istituzioni e privati, per rendere
gli stadi sempre più sicuri ed accoglienti nei
confronti delle famiglie e non dei
malintenzionati". Così in una nota il senatore
Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli
d’Italia in commissione Cultura e Sport.
Fonte: Firenzedintorni.it ©
27 maggio 2026
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COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE
28.05.2026
Heysel, il 29 maggio diventa
Giornata nazionale della memoria
L’Associazione fra i familiari
delle vittime: "Un passaggio storico. La memoria delle
39 vittime diventa patrimonio civile dell’intero Paese".
Il 29 maggio non sarà più soltanto
una data custodita dal dolore dei familiari, dalla
memoria dei sopravvissuti e dalla coscienza di chi non
ha mai voluto dimenticare. Da oggi diventa
ufficialmente Giornata nazionale in memoria delle
vittime dell’Heysel. Dopo l’approvazione della Camera,
anche il Senato ha dato il via libera definitivo alla
legge promossa dall’onorevole Fabrizio Comba, primo
firmatario della norma. Un atto istituzionale che
riconosce finalmente la strage di Bruxelles come una
ferita nazionale, non confinata alla storia del calcio
né all’appartenenza di tifo, ma iscritta nella memoria
civile dell’Italia. "Si tratta di un passaggio storico e
di grande valore istituzionale e civile per il nostro
Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente
dell’Associazione fra i familiari delle vittime
dell’Heysel. "A nome dell’Associazione desidero
esprimere un ringraziamento sentito all’onorevole Comba
e a tutti i parlamentari che hanno condiviso e sostenuto
questo percorso legislativo. Da anni chiedevamo alle
istituzioni di farsi carico di questa iniziativa che
come familiari abbiamo più volte sollecitato e
accompagnato".
Il 29 maggio 1985, allo stadio
Heysel di Bruxelles, persero la vita 39 persone, di
cui 32 italiane. Erano partite per assistere a una
finale di Coppa dei Campioni e non tornarono più a casa.
Per troppo tempo quella tragedia è rimasta sospesa tra
rimozione, strumentalizzazione e memoria privata. Una
ferita spesso ricordata solo dentro il perimetro del
tifo, quando invece appartiene alla storia collettiva
del Paese. "L’istituzione della Giornata nazionale
riconosce finalmente, in maniera ufficiale, la memoria
delle 39 vittime come una memoria collettiva e condivisa
dall’intera nazione", prosegue Lorentini. "È un atto
dovuto verso chi ha perso la vita, verso le loro
famiglie e verso una comunità che per 41 anni ha chiesto
rispetto, verità, dignità. La memoria dell’Heysel deve
andare oltre le maglie, oltre le bandiere, oltre ogni
appartenenza sportiva. È memoria civile. Ed è proprio
per questo che non può più essere vilipesa, banalizzata
o usata come insulto".
Per l’Associazione, la legge
rappresenta un punto di arrivo ma anche un nuovo inizio.
La Giornata nazionale dovrà diventare occasione concreta
di educazione, riflessione e responsabilità pubblica.
"Il nostro impegno civico si rafforza ancora di più",
conclude Lorentini. "Questa legge non ha soltanto un
significato commemorativo. Deve diventare uno strumento
di educazione civico-sportiva, capace di promuovere
nelle istituzioni, nelle scuole, nelle università e
nelle associazioni sportive momenti di approfondimento e
progetti dedicati a uno sport sano, a un tifo corretto,
a una cultura del rispetto. Ricordare l’Heysel significa
impedire che il dolore venga dimenticato. Ma significa
anche lavorare perché nessuno stadio, nessuna curva,
nessuna competizione sportiva possano più diventare
luoghi di odio, violenza e disumanità". Con questa
legge, il 29 maggio entra nel calendario civile della
Repubblica. E con esso entrano, finalmente, i nomi, le
storie e le vite delle vittime dell’Heysel nella memoria
condivisa dell’Italia.
Fonte: Associazione Familiari Vittime Heysel ©
28 maggio 2026 (Testo
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Il 29 maggio
diventa la giornata della memoria delle vittime
dell'Heysel
Approvata la
legge che lo stabilisce. Il ricordo delle 39
vittime (di cui 32 italiane) negli incidenti
occorsi prima della finale di Coppa Campioni tra
Juventus e Liverpool.
Una
giornata del ricordo per non dimenticare. Il 29
maggio non sarà più soltanto una data custodita
dal dolore dei familiari, dalla memoria dei
sopravvissuti e dalla coscienza di chi non ha
mai voluto dimenticare. Da oggi diventa
ufficialmente Giornata nazionale in memoria
delle vittime dell'Heysel. Dopo l'approvazione
della Camera infatti, anche il Senato ha dato il
via libera definitivo alla legge promossa
dall'onorevole Fabrizio Comba (Fratelli
d'Italia), primo firmatario della norma. Un atto
istituzionale che riconosce finalmente la strage
di Bruxelles come una ferita nazionale, non
confinata alla storia del calcio né
all'appartenenza di tifo, ma iscritta nella
memoria civile dell'Italia. Il 29 maggio 1985,
allo stadio Heysel di Bruxelles, dove era
prevista e poi si svolse la finale di Coppa dei
Campioni tra Juventus e Liverpool, persero
infatti la vita 39 persone, di cui 32 italiane.
Erano partite per assistere a una finale di
Coppa dei Campioni e non tornarono più a casa.
Per troppo tempo quella tragedia è rimasta
sospesa tra rimozione, strumentalizzazione e
memoria privata. Una ferita spesso ricordata
solo dentro il perimetro del tifo, quando invece
appartiene alla storia collettiva del Paese. "Si
tratta di un passaggio storico e di grande
valore istituzionale e civile per il nostro
Paese", dichiara Andrea Lorentini, presidente
dell'Associazione fra i familiari delle vittime
dell'Heysel. "A nome dell'Associazione desidero
esprimere un ringraziamento sentito
all'onorevole Comba e a tutti i parlamentari che
hanno condiviso e sostenuto questo percorso
legislativo. Da anni chiedevamo alle istituzioni
di farsi carico di questa iniziativa, che come
familiari abbiamo più volte sollecitato e
accompagnato".
Fonte:
Corriere.it © 28 maggio 2026
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29 maggio
giornata nazionale
La strage
dell’Heysel esce dalla curva e diventa
memoria
civile: per un calcio libero dalla violenza
di Francesco
Caremani
Nel 1985, allo
stadio di Bruxelles, morirono 39 persone,
schiacciate nella calca, durante la finale di
Champions tra Juventus e Liverpool. Per 41 anni
il ricordo è stato segnato da divisioni
calcistiche, ma quel 29 maggio ci riguarda tutti
da vicino. E finalmente smette di essere
trattata come un lutto privato del tifo.
Il
29 maggio non sarà più soltanto una data del
calendario juventino, né una ricorrenza affidata
alla memoria dei familiari, dei sopravvissuti e
di una parte del calcio che non ha accettato la
rimozione. Con l’approvazione definitiva del
Senato, la strage dello stadio Heysel diventa
Giornata nazionale. La Repubblica riconosce
ufficialmente il giorno in cui nel 1985, a
Bruxelles, morirono 39 persone, 32 delle quali
italiane, prima della finale di Coppa dei
Campioni tra Juventus e Liverpool.
UN LUTTO CHE
VA OLTRE LE TIFOSERIE - La
legge, promossa dall’onorevole Fabrizio Comba
(Fratelli d’Italia), primo firmatario della
norma, arriva dopo l’approvazione della Camera e
il via libera definitivo del Senato. Il testo
istituisce una giornata di memoria, senza
trasformarla in festività civile, e prevede
iniziative nelle scuole, nelle università, nelle
istituzioni e nelle associazioni sportive. Non
solo commemorazione, dunque, ma educazione.
"L’approvazione definitiva della legge che
istituisce la Giornata nazionale in memoria
delle vittime della strage dello stadio Heysel
rappresenta un momento di grande valore
istituzionale e civile per l’Italia", ha detto
Comba. La strage dell’Heysel smette così di
essere trattata come un lutto privato del tifo,
dopo che, per troppo tempo, è rimasta in una
zona opaca della memoria italiana. Troppo
sportiva per essere assunta pienamente come
tragedia nazionale. Troppo dolorosa per essere
raccontata dentro la liturgia agonistica. Troppo
esposta alla rivalità calcistica per essere
sottratta agli insulti, agli striscioni, ai
cori, alla contabilità miserabile delle
appartenenze. Per Andrea Lorentini, presidente
dell’Associazione fra i familiari delle vittime
dell’Heysel, si tratta di "un passaggio
storico". Ma la sua dichiarazione contiene
soprattutto un cambio di prospettiva: "La
memoria dell’Heysel deve andare oltre le maglie,
oltre le bandiere, oltre ogni appartenenza
sportiva. È memoria civile". Perché l’Heysel è
stato spesso ricordato come una tragedia del
calcio, ma è stato prima di tutto una strage di
persone andate a vedere una partita e mai
tornate a casa.
TRACCIARE UN
CONFINE - La legge arriva dopo
41 anni di attesa, sollecitazioni,
commemorazioni, richieste di rispetto. E pone
una domanda implicita: perché ci è voluto così
tanto ? La risposta sta anche nel modo in cui il
calcio italiano ha gestito il proprio passato.
Gli stadi sono e sono stati luoghi di
appartenenza e bellezza popolare, ma anche spazi
nei quali la morte dell’altro può diventare
materiale da curva. L’Heysel avrebbe dovuto
fissare subito un confine invalicabile. Non
sempre è accaduto. Per questo la Giornata
nazionale non può essere letta soltanto come un
atto commemorativo. È anche una presa di
posizione sul linguaggio pubblico. Quando
Lorentini dice che quella memoria non può più
essere "vilipesa, banalizzata o usata come
insulto", indica una questione che riguarda il
calcio di oggi, non solo quello del 1985. Perché
la violenza non vive soltanto nell’aggressione
fisica. Vive anche nella degradazione simbolica
dell’avversario, nella trasformazione del morto
altrui in scherno, nella convinzione che il tifo
sospenda le regole minime della convivenza.
UNA PAGINA
DI STORIA CIVILE, DENTRO E FUORI GLI STADI -
L’Heysel non appartiene solo alla Juventus. Non
appartiene solo ai parenti delle vittime. Non
appartiene nemmeno soltanto alla storia dello
sport europeo. È una pagina di storia civile
perché mostra che cosa può accadere quando una
competizione sportiva perde il controllo del
proprio contesto: organizzazione carente,
sicurezza inadeguata, l’assalto degli hooligan
del Liverpool, istituzioni impreparate, corpi
schiacciati dentro uno stadio diventato
trappola. Ora il rischio è che la Giornata
nazionale resti una formula. Una data aggiunta
al calendario, qualche corona, qualche
dichiarazione ufficiale, qualche post sui
social. Sarebbe un modo diverso di dimenticare.
Il 29 maggio dovrà essere invece un giorno di
memoria sobria, non di appropriazione. Non una
celebrazione di club, non una bandiera
parlamentare, non un rito consumato in poche
frasi. Dovrà servire a ricordare i nomi, le
storie, le vite. Ma anche a spiegare che lo
stadio non è uno spazio separato dalla società:
ne è una forma concentrata. Vi entrano passioni,
identità, paura, ordine pubblico, televisione,
denaro, odio. Da oggi quelle 39 vittime hanno un
posto nel calendario pubblico della Repubblica.
Non basta. Ma è un inizio tardivo e necessario.
La memoria, quando diventa civile, non consola
soltanto chi ha perso. Chiede conto a chi resta.
Fonte:
Editorialedomani.it © 28 maggio 2026
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29 maggio
1985, la strage dell’Heysel
strappò alla
vita il giovane Gianni Mastroiaco
Sabato
30 maggio 2026 si giocherà una nuova finale di
Champions League, stavolta si affronteranno
Arsenal e PSG. Fervono i preparativi e come ogni
fine stagione torna vivo il ricordo di Gianni
Mastroiaco, nato a Casette, tifoso della
Juventus e purtroppo prematuramente deceduto
nella tragedia dell’Heysel a Bruxelles, durante
la finale di Coppa dei Campioni tra i bianconeri
ed il Liverpool. Reds che, scherzo del destino,
pochi giorni fa
(NdR: un anno fa) hanno dovuto assistere al
disastro dell’auto impazzita che ha investito
decine di pedoni durante la parata per i
festeggiamenti della vittoria della Premier
League. Era il 29 maggio del 1985 quando quello
che doveva essere uno spettacolo e una festa si
trasformò in una tragedia inaudita e mai
dimenticata. Gianni era tifoso dei bianconeri e
quella sera sognava una splendida vittoria della
sua squadra preferita, vittoria arrivata tra le
lacrime, però, di chi aveva perso i suoi cari.
Fonte:
Rietinvetrina.it
© 29 maggio 2026
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L’EDITORIALE
Dobbiamo
costruire memoria e rispetto
di Guido
Vaciago
Quarantuno
anni dopo, l’Heysel non è più solo uno stadio,
non è più solo una strage. Heysel è una parola
affilata come una lama. Può fare ancora male se
usata da un imbecille, ma può anche essere un
bisturi per estirpare l’ignoranza. Ecco perché
ricordare è importante; parlare dell’Heysel;
ripeterne la storia come una preghiera; elencare
i nomi, l’età e - perché no ? - la squadra del
cuore delle trentanove vittime innocenti. Per
scoprire che non erano tutti juventini, per
scoprire che c’erano due interisti e dei
semplici appassionati di calcio. A Bruxelles, in
una maledetta notte di quarantuno anni fa, sono
morti dei tifosi, sugli spalti decrepiti di quel
maledetto stadio c’erano molti colori, molte
fedi calcistiche, molte nazionalità. Questo
rende ancora più spaventosamente stupido chi
insulta la memoria di quelle persone. Quando una
curva, un gruppetto di idioti o anche un
semplice cretino inneggia direttamente o
indirettamente a quella strage, va contro se
stesso, si manca di rispetto da solo, in quanto
tifoso, e dimostra la propria stupidità. Ma la
profondità dell’idiozia da tifo è un abisso che
ingoia qualsiasi pensiero. Bisognare essere
forti per sfuggirvi e provare a salvare chi ci
sta finendo dentro. È per questo che è
importante ricordare. Ricordare è un allenamento
che tiene in forma l’anima. Chi dimentica sa di
meno e si comporta peggio. È, quindi,
fondamentale trovarsi, ogni 29 maggio (e
possibilmente non solo) per ricordare che non si
può morire per una partita di calcio. E che non
si può insultare la memoria di chi ha avuto la
sventura di farlo. Heysel è un luogo, Heysel è
una data, Heysel oggi deve essere un modo per
fare vera cultura del tifo. Il 27 marzo, a
Marsala, nel locale Juve Club, fra i tifosi
bianconeri e quelli granata che vivono in
Sicilia, si è celebrato un patto di rispetto per
Heysel e Superga. Senza rinunciare alla rivalità
calcistica, si è cementato il senso civico e
umano che può superare qualsiasi bandiera.
Questo serve. Servono gli eventi, i monumenti, i
libri, gli spettacoli, gli articoli di giornale,
serve anche un piccolo pensiero di un singolo
tifoso, dedicato alle trentanove vittime, nel
corso della giornata di oggi. Serve ogni mattone
per costruire il rispetto e difendere la
memoria.
Fonte:
Tuttosport © 29 maggio 2026
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Heysel
29/5/1985, Andrea e Giovanni
Casula: il
dovere della memoria
di Fabio Ornano
Oggi il 41°
anniversario di una tragedia evitabile, la cui
vittima più giovane fu il cagliaritano Andrea
Casula, ucciso insieme al padre Giovanni.
"La
storia è testimonianza del passato, luce di
verità, vita della memoria, maestra di vita,
annunciatrice dei tempi antichi." Così scriveva
Cicerone, e mai come oggi, nel quarantunesimo
anniversario della tragedia dell’Heysel, queste
parole assumono un significato profondo.
Il 29 maggio 1985 non morì soltanto una parte
del calcio europeo. Morirono trentanove persone,
trentadue delle quali italiane. Morirono sogni,
passioni, famiglie. Morirono uomini, donne e
ragazzi che avevano attraversato l’Europa per
assistere a una partita che avrebbe dovuto
essere una festa. Tra loro c’erano Andrea Casula
e suo padre Giovanni Casula, partiti da Cagliari
per vivere insieme un momento indimenticabile.
Quel viaggio sarebbe diventato il loro ultimo
viaggio.
IL SOGNO DI
UN BAMBINO DI DIECI ANNI -
Andrea avrebbe compiuto undici anni appena tre
mesi dopo. Era un bambino come tanti, con gli
occhi pieni di entusiasmo e il pallone sempre
nei pensieri. Frequentava la Scuola Calcio Gigi
Riva, tifava Cagliari, la squadra della sua
città, ma nutriva anche una simpatia speciale
per la Juventus. Quando il padre gli regalò il
biglietto per assistere alla finale di Coppa dei
Campioni tra Juventus e Liverpool, il suo cuore
si riempì di felicità. Per un bambino di dieci
anni, vedere dal vivo una finale europea
rappresentava qualcosa di straordinario. Era il
premio per la fine dell’anno scolastico,
un’avventura da condividere con il papà.
Giovanni Casula, quarantaquattro anni, dirigente
della Cosmin, aveva deciso di regalare al figlio
un ricordo che sarebbe dovuto durare tutta la
vita.
LA FOLLIA
DELL’HEYSEL - Ma quella sera il
calcio lasciò spazio all’orrore. Lo stadio
Heysel di Bruxelles, già allora giudicato
inadeguato e pericolante, si trasformò in una
trappola mortale. La violenza degli hooligans
inglesi provocò il crollo di un settore gremito
di tifosi. Il panico, la fuga disperata, le
barriere che cedevano e la massa umana
schiacciata contro il cemento diedero vita a una
delle pagine più nere della storia dello sport.
Andrea e Giovanni furono travolti da quella
follia. Morirono insieme. Morirono abbracciati.
Un’immagine che ancora oggi lacera il cuore e
che racconta più di qualsiasi cronaca la
dimensione umana di quella tragedia.
IL RITORNO A
CASA E UN DOLORE SENZA FINE -
Come se non bastasse l’orrore della morte, il
ritorno delle salme in Sardegna aggiunse
ulteriore sofferenza ai familiari. La successiva
perizia necroscopica effettuata a Cagliari
rivelò infatti che i corpi non erano stati
adeguatamente ricomposti dopo la prima autopsia
eseguita in Belgio. Un dettaglio doloroso e
raccapricciante che contribuì a rendere ancora
più devastante una ferita già impossibile da
rimarginare. Oggi Andrea e Giovanni Casula
riposano fianco a fianco nel cimitero di San
Michele, a Cagliari. Padre e figlio, uniti nella
vita e nella morte.
ANDREA, LA
VITTIMA PIÙ GIOVANE - Tra le
trentanove vittime dell’Heysel, Andrea fu la più
giovane. Un bambino che avrebbe dovuto
continuare a giocare a calcio, crescere,
studiare, innamorarsi, costruire il proprio
futuro. Invece il suo nome è diventato simbolo
di una tragedia evitabile, figlia della
violenza, dell’incuria e dell’incapacità di
garantire sicurezza a chi aveva semplicemente
acquistato un biglietto per assistere a una
partita.
PERCHÉ
RICORDARE È UN DOVERE - A
quarantuno anni di distanza mentre il dibattito
calcistico è spesso monopolizzato da panchine,
allenatori e mercato, il ricordo di Andrea
Casula, di Giovanni Casula e delle altre vittime
dell’Heysel dovrebbe occupare uno spazio
speciale nella memoria collettiva. Perché il
calcio non può vivere soltanto di risultati e
classifiche. Deve saper custodire anche le sue
ferite. E tra quelle ferite, poche sono profonde
come quella lasciata da un padre e un figlio
partiti per inseguire un sogno sportivo e mai
più tornati a casa. Finché i loro nomi saranno
pronunciati, Andrea e Giovanni continueranno a
vivere nella memoria di tutti noi. E il loro
abbraccio, spezzato dalla violenza ma reso
eterno dal ricordo, resterà uno dei simboli più
commoventi della tragedia dell’Heysel.
Fonte:
Calciocasteddu.it
© 29 maggio 2026
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LA LETTERA DI
ENNIO FERRARINI
In ricordo del
giovane reggiano Claudio Zavaroni
In questi
giorni si ricordano le vittime della tragedia di
Heysel, nel 1985, che coinvolse drammaticamente
il giovane reggiano Claudio Zavaroni.
Io
me lo ricordo così, robusto, vestito di scuro e
con un pallone in mano. Un ragazzone alto
educato, gentile, sempre sorridente. La vita me
lo ha fatto passare vicino, come un soffio di
vento, nel corso del primo Campionato
Provinciale di Calcetto a Reggio Emilia, nel
1983. Lui era il mio secondo portiere in una
strana squadra sponsorizzata da Credemleasing
che comprendeva alcuni colleghi e diversi
esterni. Allora, a 25 anni, me la cavavo molto
bene in porta (Ragno Nero) e giocavo sempre con
davanti Rivi (libero), Maioli (poi AD di Credit
Agricole) sulla destra, Lasagni mediano, Cocchi
a sinistra e Pezzarossi centravanti e bomber.
Claudio era sempre presente e puntuale agli
allenamenti, con un grande impegno ed una
notevole serietà. Mi era molto simpatico anche
perché' come me era originario della Val d' Enza
ma si era trasferito a Reggio per ragioni di
lavoro. Allora aveva cominciato da poco a fare
il fotografo, con grande passione. Aveva
iniziato anche ad arbitrare per restare in
ambienti sportivi, a cui era molto legato.
Durante quel primo campionato del 1983, che alla
fine vincemmo, ci incontrammo regolarmente tutte
le settimane, sudammo e gioimmo insieme ad ogni
gol, ad ogni parata. Poi le nostre vite si
separarono di nuovo fino a quel maledetto 29
maggio 1985. Una data che mi gira nella mente
tutte le volte che passo davanti al Mirabello...
Ho ancora in testa la luce del suo sorriso e le
parole che mi urlava dalla panchina quando gli
avversari attaccavano. Sincero, "genuino" ma
sempre correttissimo. Ciao, Zavaroni ! Fai
ancora tante belle foto. Ti abbraccio.
Fonte:
Redacon.it © 29 maggio 2026
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La strage
dell'Heysel: il dolore e il ricordo,
le vittime
toscane nella finale Juventus Liverpool
Il 41 esimo
anniversario di quel 29 maggio 1985, quando
nell'atto finale della Coppa dei Campioni i
gravi incidenti sfociarono in una tragedia che
lasciò un segno profondo. Trentanove i morti
nella calca e nei crolli che avvennero allo
stadio di Bruxelles, nel tristemente famoso
settore Z.
Firenze,
29 maggio 2026 - Quarantuno anni dopo: una
giornata di festa che si trasforma in strage.
Trentanove tifosi che morirono a Bruxelles.
Diversi di loro arrivavano dalla Toscana. Erano
lì per un sogno, da tifosi della Juventus:
alzare idealmente la Coppa dei Campioni, con
Juventus e Liverpool a contendersi il titolo
allo stadio Heysel. Un nome che poi divenne
sinonimo di sangue e dolore. Finì in strage per
gli incidenti e le cariche partite dal settore
dei tifosi del Liverpool. Le cariche degli
inglesi verso il settore Z portarono i tifosi
juventini ad ammassarsi dalla parte opposta del
settore stesso. Le persone cominciarono a
calpestarsi. Alcuni tifosi si lanciarono
dall'alto, mentre a un certo punto, a causa del
peso, la struttura in cemento crollò, con
ulteriori morti e feriti. Una vicenda che segnò
l'Italia: alla tv, la gente assistette in
diretta a quanto accadeva, con la telecronaca
Rai rimasta tristemente nota di una voce pur
amatissima dai telespettatori allora, quella di
Bruno Pizzul. Che raccontò la serata, in cui lo
sport fu completamente offuscato.
L'ANSIA E LA
PAURA - La gioia si trasformò in
ansia per migliaia di parenti delle persone che
erano allo stadio. Non esistevano i social, non
esistevano i cellulari: avere informazioni sui
propri cari fu difficilissimo. Molti, pur sani e
salvi, poterono parlare con le proprie famiglie
soltanto molte ore dopo. Intanto il Senato ha
approvato in via definitiva la legge che
istituisce la Giornata nazionale in memoria
delle 39 vittime proprio il 29 maggio. Delle 39
persone decedute, 32 erano italiane. Cinque
furono le vittime toscane. Di Arezzo era Roberto
Lorentini, 31 anni, medico, morto mentre cercava
di soccorrere altre persone, in particolare
cercò di salvare Andrea Casula, 11 anni, sardo,
la vittima più giovane di quella serata di
follia. Lorentini ebbe la medaglia d'argento al
valor civile per quel gesto. L'altra vittima
aretina fu Giusy Conti, 17 anni. Morirono anche
Bruno Balli, di Prato; Giancarlo Gonnelli, di
Ponsacco e Giovacchino Landini di Capannori.
LA LEGGE PER
LA GIORNATA DELLA MEMORIA - A
commentare l'approvazione della legge è Andrea
Lorentini, presidente dell'Associazione fra i
familiari delle vittime dell'Heysel e
giornalista de La Nazione, che parla di
"passaggio storico e di grande valore
istituzionale e civile per il nostro Paese". Per
l'associazione che combatte la violenza nello
sport si tratta di un riconoscimento non solo
simbolico. L'obiettivo è quello di sottrarre la
memoria dell'Heysel alle contrapposizioni da
stadio e restituirla a una dimensione collettiva
e nazionale. Quella finale fu giocata tra le
polemiche. Iniziò con forte ritardo. Gli scontri
andarono avanti a lungo. Vinse la Juventus, in
una notte in cui in pochi, nelle prime ore,
riuscirono davvero a capire la tragica portata
della vicenda.
Fonte:
Lanazione.it © 29 maggio 2026
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Fotografie: GETTY IMAGES
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