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Qui, in ogni luogo e altrove

di Domenico Laudadio

Il Presidente dell’Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel ospite della Juventus Football Club a Torino.

Andrea Lorentini, domenica 25 gennaio, insieme al consigliere dell’Associazione, Fabrizio Landini, ha visitato il monumento dedicato alle 39 vittime dello stadio Heysel di Bruxelles, eretto dalla Juventus alla Continassa ed inaugurato solennemente lo scorso 29 maggio 2025 in occasione del 40° anniversario della strage. Un progetto "concepito per essere un luogo di riflessione e speranza" e intitolato "VERSO ALTROVE", sorto da una ispirazione di Luca Beatrice, critico d’arte recentemente scomparso, realizzato dall’artista Luca Vitone. "L’opera si estende su un'area verde di circa 2000 metri quadrati, arricchita da cespugli di essenze profumate e alberi di Ginkgo Biloba - simboli di resistenza e memoria - scelti per la loro longevità e capacità di adattamento. Il cuore del memoriale è una rampa che si innalza dolcemente, conducendo a un cannocchiale con lenti invertite; un invito a guardare oltre il visibile e a riflettere sul futuro. Realizzata con materiali sicuri e sostenibili, la rampa, lunga 66 metri, è accessibile sia a piedi sia con sedie a ruote. Lungo il percorso sono previsti pianerottoli per soste e momenti di contemplazione. Per preservare l'atmosfera di riflessione e raccoglimento, non è consentito l'uso di biciclette, skateboard, monopattini o altri mezzi veloci". Ad accompagnarli sul luogo, Francesco Gianello, responsabile impianti della Juventus che ha seguito anche il progetto del monumento e Gaia D'Amelia, responsabile delle relazioni esterne del club.

Già da principio, ma anche nei decenni a seguire la tragedia nonostante la successione delle dirigenze sportive, il rapporto istituzionale della Juventus con l’Associazione dei Familiari delle Vittime oscillò prevalentemente fra alti e bassi, troppo spesso omissioni e delle incomprensioni. In questa giornata si coglie, importantissimo, un definitivo segnale di unità d’intenti nella condivisione della Memoria e ciò rappresenterà il solco profondo lungo il quale percorrere affiancati la strada maestra del rispetto e della verità, costruendo un progetto comune di etica sportiva nel sociale. Era questo il sogno di Otello Lorentini, primo presidente dell’associazione, il piccolo grande uomo che osò sfidare e far condannare a processo il potentato di quella Uefa barocca e avida del tempo, responsabile della mancata prevenzione di una strage annunciata. "Un dialogo costruttivo con la Juventus": la promessa strappata a suo nipote, in punto di morte, nel 2014. Andrea che dal 2015 guida l’Associazione, dopo averla rifondata, l’ha mantenuta con onore e, andando anche oltre, scrivendo nuove pagine nel futuro di un calcio affrancato dalla violenza di ogni genere, fondato sui valori del rispetto reciproco nell’antagonismo delle competizioni sportive. Lo stesso Andrea che si è raccomandato di scrivere in questo articolo: "ringrazio Juventus per l'ospitalità che ha riservato nel corso della giornata". Fonte: Associazionefamiliarivittimeheysel.it © 26 gennaio 2026 (Testo © Tweet © Fotografia) Icone: Pngegg.com ©

 
 

Il Liceo Petrarca ricorda Giusy Conti

Incontro con Luca Serafini per "La ragazza dai pantaloni verdi".

Arezzo, 4 febbraio 2026 - Il Liceo Petrarca ricorda Giusy Conti: Incontro con Luca Serafini per "La ragazza dai pantaloni verdi". Un’aula del Liceo Classico "Francesco Petrarca" di Arezzo porterà il nome di Giusy Conti, giovane studentessa aretina tragicamente scomparsa il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles. La dedica è stata annunciata in occasione dell’incontro che si è svolto presso l’istituto con il giornalista e scrittore Luca Serafini, autore del libro La ragazza dai pantaloni verdi, alla presenza della famiglia Conti. L’incontro, molto partecipato da studenti e docenti, ha rappresentato un momento di profonda riflessione civile e umana. Attraverso il racconto di Giusy, Serafini ha restituito voce e dignità a una delle 39 vittime della strage dell’Heysel, sottraendola all’anonimato dei numeri e trasformandola in una storia viva, fatta di sogni, passioni, amicizie, normalità spezzata troppo presto. Giusy Conti aveva diciassette anni, frequentava il liceo classico e amava la vita con l’entusiasmo tipico della sua età. Il libro - frutto di un lungo lavoro di ricerca e di ascolto - non è solo una cronaca della tragedia, ma un atto di memoria e di responsabilità collettiva, che interroga anche le nuove generazioni sul valore del ricordo, sulla violenza negli stadi e sul significato dello sport come luogo di condivisione e non di morte. La decisione di intitolare a Giusy Conti un’aula del liceo assume un forte valore simbolico ed educativo: uno spazio quotidiano di studio e di crescita porterà il nome di una studentessa che in quella stessa scuola aveva costruito una parte importante della propria identità. Un gesto che unisce memoria e futuro, trasformando il ricordo in presenza viva. Il Liceo Petrarca conferma così la propria attenzione alla formazione integrale degli studenti, capace di tenere insieme cultura, storia, educazione civica ed emotiva. L’incontro con Luca Serafini e la dedica dell’aula a Giusy Conti non sono solo un omaggio, ma un impegno: quello di continuare a raccontare, a ricordare e a educare alla consapevolezza e al rispetto. Fonte: Lanazione.it © 4 febbraio 2026 Icone: Pngegg.com ©

 
 

Morì a 17 anni allo stadio Heysel

Aula del liceo classico per Giusy Conti

Il ricordo della ragazza che frequentava l’istituto Francesca Petrarca.

Un’aula del liceo classico Petrarca di Arezzo porterà il nome di Giusy Conti, giovane studentessa aretina morta il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles. La dedica è stata annunciata in occasione dell’incontro che si è svolto presso l’istituto con il giornalista e scrittore Luca Serafini, autore del libro "La ragazza dai pantaloni verdi", alla presenza della famiglia Conti. L’incontro, molto partecipato da studenti e docenti, ha rappresentato un momento di profonda riflessione civile e umana. Attraverso il racconto di Giusy, Serafini ha restituito voce e dignità a una delle 39 vittime della strage dell’Heysel, sottraendola all’anonimato dei numeri e trasformandola in una storia viva, fatta di sogni, passioni, amicizie, normalità spezzata troppo presto. Giusy Conti aveva diciassette anni, frequentava il liceo classico e amava la vita con l’entusiasmo tipico della sua età. Il libro - frutto di un lungo lavoro di ricerca e di ascolto - non è solo una cronaca della tragedia, ma un atto di memoria e di responsabilità collettiva, che interroga anche le nuove generazioni sul valore del ricordo, sulla violenza negli stadi e sul significato dello sport come luogo di condivisione e non di morte. La decisione di intitolare a Giusy Conti un’aula del liceo assume un valore simbolico ed educativo: uno spazio quotidiano di studio e di crescita porterà il nome di una studentessa che in quella scuola aveva costruito una parte della propria identità. Fonte: Lanazione.it © 5 febbraio 2026 Icone: Pngegg.com ©

 
 

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