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Museo del Calcio di Coverciano |
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40° Anniversario Strage
Stadio Heysel Bruxelles |
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"HEYSEL
40
ANNI DOPO IL VALORE DELLA MEMORIA" |
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Mostra Fotografica
di
Salvatore Giglio |
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Proiezione Video
"Heysel
40" di Domenico Laudadio |
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Evento a Cura
del Museo del Calcio di Coverciano |
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In Collaborazione con Associazione Familiari Vittime Heysel |
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Promosso dalla Federazione
Italiana Giuoco Calcio |
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Con la
Speciale Partecipazione di
Andrea Lorentini |
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Matteo Marani
(Presidente
Lega Pro) |
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Paolo
Garimberti
(Presidente
J-Museum) |
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Salvatore
Giglio (Fotografo Mostra Heysel) |
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Ospite: Liceo Sportivo
"Galilei"
(Dolo) |
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Al Museo del Calcio l’incontro per
non dimenticare la tragedia dell’Heysel
Marani: "L’episodio più drammatico
dello sport italiano" Il presidente dell'Associazione fra
i familiari delle vittime dell'Heysel, Andrea Lorentini:
"Partendo da un fatto così negativo, si può educare e
far capire cosa sia veramente lo sport".
Una mattinata di commozione, tra
testimonianze di chi c’era e la voglia di non
dimenticare quello che è stato "l’episodio più atroce e
drammatico dello sport italiano", come ha ricordato
Matteo Marani: questa mattina la sala conferenze del
Museo del Calcio ha ospitato un incontro dal titolo "Heysel 40 anni dopo - Il valore della memoria".
"La
memoria è sacrificio e impegno nel quotidiano. Per
questo è fondamentale portare avanti quello che successe
all’Heysel non solo per le ricorrenze, ma tutti i
giorni" ha sottolineato lo stesso presidente della
Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, che ha
introdotto i vari ospiti, alternando le loro
testimonianze - ancora estremamente cariche di
commozione, quarant’anni dopo – a quelle dei lavori
portati avanti dai ragazzi delle classi 3aF e 4aF del
Liceo Sportivo ‘Galilei’ di Dolo, con la loro voglia di
operare una ‘condivisione tra generazioni’, come
sottolineato dai loro professori, che li hanno
accompagnati attraverso questa "didattica
esperienziale". "Il lavoro con il Museo del Calcio - ha
evidenziato il presidente dell'Associazione fra i
familiari delle vittime dell'Heysel, Andrea Lorentini -
è importante perché ogni anno cerchiamo un tema da
sviluppare con i ragazzi, perseguendo l'obiettivo di
fare nostra la memoria di quella tragedia. Partendo da
un fatto così negativo, si può educare e far capire cosa
sia veramente lo sport".
Al Museo di Coverciano questa
mattina erano presenti anche due testimoni di quel 29
maggio 1985 a Bruxelles: il fotografo Salvatore Giglio –
le cui immagini di quella sera erano esposte questa
mattina nella sala conferenze - e il giornalista Paolo
Galimberti, attuale presidente dello Juventus Museum.
"Raccontare quella notte - ha commentato Salvatore
Giglio, cercando di trovare le parole nonostante la
commozione ancora visibile sul suo volto - è difficile.
Fino ad allora avevo sempre fotografato un calcio
pulito. Quella sera mi sono trovato con due anime:
quella umana, che voleva andare via, e il
professionista, il fotografo, che doveva fare il proprio
lavoro. Ed è stato un lavoro duro. Una tragedia che
rivivo tutti i giorni, riguardando dove sono custoditi i
negativi di quelle immagini che ho scattato. Mi emoziono
anche a parlarne". Paolo Galimberti, che doveva seguire
quella finale di Coppa dei Campioni per lavoro, non
riuscì nemmeno ad arrivare allo stadio, bloccato dalla
polizia locale: "Quel giorno ho toccato il massimo della
disperazione, dal punto di vista umano ma anche da
quello professionale, per non aver potuto fare il mio
lavoro. In tutti questi quarant’anni è stato difficile
fare in modo che non fosse dimenticato quanto accaduto".
In collegamento è intervenuto poi Roberto Beccantini,
che seguì quella finale come inviato della Gazzetta
dello Sport: "Paradossalmente, per noi del mestiere, la
cosa più difficile non è stata raccontare quella strage,
ma capire cosa ci abbia insegnato". Marani ha quindi
ricordato come l'evento sia stato fatto oggi e non in
occasione del quarantesimo anniversario della tragedia,
ovvero ieri, 29 maggio, per non accavallarsi con lo
svelamento del memoriale della strage dell'Heysel, "Verso Altrove", avvenuto proprio ieri a Torino.
Fonte: Figc.it © 30 maggio 2025
Fotografie:
Figc.it
©
Logo Associazione: Gianni Valle © Studio Charivari Grafica Design
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Quaranta anni fa la tragedia
dell’Heysel
Gravina: "Il ricordo e
la testimonianza servano da monito perenne"
Il 29 maggio del 1985 la strage
prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e
Liverpool. Al Museo del Calcio una serie di iniziative
in ricordo delle vittime.
"Il dolore per la tragedia
dell’Heysel è ancora vivo, quanto successo 40 anni fa a
Bruxelles rappresenta una ferita ancora non rimarginata
nella vita dei familiari delle vittime e nel vissuto
comune dell’intera famiglia calcistica europea. Il
ricordo e la testimonianza di quei terribili fatti
servano da monito perenne, affinché una festa di sport
non si trasformi mai più in un’occasione di sofferenza".
Con queste parole - nel giorno del quarantesimo
anniversario della strage dell’Heysel - il presidente
della FIGC Gabriele Gravina ricorda le 39 persone che il
29 maggio del 1985 persero la vita a causa dei disordini
scoppiati prima dell’inizio della finale di Coppa dei
Campioni tra Liverpool e Juventus. Lo scorso novembre a
Bruxelles, prima del match di Nations League con il
Belgio, la Nazionale al completo si era recata presso il
tristemente famoso Settore Z e il presidente Gravina,
insieme al capodelegazione della Nazionale Gianluigi
Buffon e al Ct Luciano Spalletti, aveva deposto tre
mazzi di fiori (uno rosso, uno bianco e uno verde)
davanti alla lapide con i nomi delle vittime.
LE INIZIATIVE DEL MUSEO DEL CALCIO
- In occasione del quarantesimo anniversario della
tragedia, il Museo del Calcio di Coverciano ha promosso
una serie di iniziative. Per tutto il mese di maggio,
nella sala cinema all’interno del museo, è stato
proiettato un video prodotto dall’Associazione fra i
familiari delle vittime dell'Heysel (testi a cura di
Francesco Caremani, foto di Salvatore Giglio e montaggio
di Domenico Laudadio). Domani, dalle ore 11 alle 13,
nella sala conferenze ‘Mario Vallitutti’ del Museo del
Calcio si terrà un incontro dal titolo ‘Heysel 40 anni
dopo. Il valore della memoria’: saranno presenti il
presidente della Fondazione Museo del Calcio, Matteo
Marani, il presidente dell'Associazione fra i familiari
delle vittime dell'Heysel, Andrea Lorentini, e il
presidente dello Juventus Museum, Paolo Garimberti. La
stessa sala Valitutti ospiterà una mostra fotografica
con alcuni scatti realizzati da Salvatore Giglio,
storico fotografo della Juventus e testimone oculare
della strage: saranno presenti sei pannelli ricoperti da
immagini scattate da Giglio, mentre altre foto saranno
proiettate costantemente e a rotazione. Nel corso della
stessa mattinata interverranno inoltre gli studenti
della classe terza e quarta del liceo sportivo 'Galileo
Galilei' di Dolo, accompagnati dai docenti Stefano Borgo
e Laura Pojer, con un lavoro su come le persone possono
essere educate ad avere un comportamento corretto negli
stadi e quanto questo possa prevenire e ridurre al
minimo l'accadimento di eventi come quello dell'Heysel.
Fonte: Figc.it © 29 maggio 2025
Fotografia:
Figc.it
©
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"Dolore ancora vivo"
"Il dolore per la tragedia
dell'Heysel è ancora vivo: quanto successo 40 anni fa a
Bruxelles rappresenta una ferita ancora non rimarginata
nella vita dei familiari delle vittime e nel vissuto
comune dell'intera famiglia calcistica europea. Il
ricordo e la testimonianza di quei terribili fatti
servano da monito perenne, affinché una festa di sport
non si trasformi mai più in un'occasione di sofferenza".
Così, nel giorno del quarantesimo anniversario della
strage dell'Heysel, il presidente della Figc, Gabriele
Gravina, ricorda le 39 persone che il 29 maggio del 1985
persero la vita prima dell'inizio della finale di Coppa
dei Campioni tra Liverpool e Juventus.
Fonte:
Ansa.it © 29 maggio 2025
Fotografia: Figc.it
©
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INIZIATIVE
Per non dimenticare: venerdì 30
maggio al Museo del Calcio
un incontro a quarant’anni dalla
tragedia dell’Heysel
Si terrà dalle 11 alle 13. Ingresso
libero. Saranno presenti il presidente della Fondazione
Museo del Calcio, Matteo Marani, il presidente
dell'Associazione fra i familiari delle vittime
dell'Heysel, Andrea Lorentini, e il presidente dello
Juventus Museum, Paolo Garimberti.
Per non dimenticare una tragedia
che ha segnato non solo il calcio italiano, ma tutto lo
sport mondiale: domani, 29 maggio, saranno esattamente
quarant’anni dalla strage avvenuta allo stadio "Heysel’
- oggi intitolato a "Re Baldovino’ - di Bruxelles. E per
riflettere ancora una volta su quanto accaduto in
occasione di quella finale di Coppa dei Campioni tra
Juventus e Liverpool, venerdì 30 maggio, dalle ore 11
alle ore 13, nella sala conferenze "Mario Valitutti’ del
Museo del Calcio si terrà un incontro dal titolo "Heysel
40 anni dopo. Il valore della memoria".
All’evento saranno presenti il
presidente della Fondazione Museo del Calcio, Matteo
Marani, il presidente dell'Associazione fra i familiari
delle vittime dell'Heysel, Andrea Lorentini, e il
presidente dello Juventus Museum, Paolo Garimberti. La stessa sala Valitutti ospiterà
una mostra fotografica con alcuni scatti realizzati da
Salvatore Giglio, storico fotografo della Juventus e
testimone oculare della strage: saranno presenti sei
pannelli ricoperti da immagini scattate da Giglio,
mentre altre foto saranno proiettate costantemente e a
rotazione.
In un ponte ideale con le nuove
generazioni, nel corso della stessa mattinata
interverranno inoltre gli studenti del liceo sportivo
'Galileo Galilei' di Dolo, che sul tema hanno lavorato
per cercare di comprendere come le persone possono
essere educate ad avere un comportamento corretto negli
stadi e quanto questo possa prevenire e ridurre al
minimo l'accadimento di eventi come quello dell'Heysel.
Nota per i media: l’ingresso all’evento è libero.
Fonte: Figc.it © 28 maggio 2025
(Testo
© Fotografia)
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Un evento al Museo del calcio per
ricordare tragedia dell'Heysel
Venerdì l'incontro "Heysel 40 anni
dopo - Il valore della memoria"
Per non dimenticare la tragedia
dello stadio Heysel di Bruxelles, la sala conferenze
'Mario Valitutti' del Museo del Calcio ospiterà venerdì
prossimo, dalle 11 alle 13, un incontro dal titolo "Heysel 40 anni dopo - Il valore della memoria".
All'evento saranno presenti il presidente della
Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, il
presidente dell'Associazione fra i familiari delle
vittime dell'Heysel, Andrea Lorentini, e il presidente
dello Juventus Museum, Paolo Garimberti. La stessa sala
Valitutti ospiterà una mostra fotografica con alcuni
scatti realizzati da Salvatore Giglio, storico fotografo
della Juventus e testimone oculare della strage avvenuta
il 29 maggio 1985 prima della finale di Coppa Campioni
tra i bianconeri e il Liverpool. Su sei pannelli saranno
esposte immagini scattate da Giglio, mentre altre foto
saranno proiettate a rotazione. In un ponte ideale con
le nuove generazioni, nel corso della stessa mattinata
interverranno inoltre gli studenti del liceo sportivo
'Galileo Galilei' di Dolo, che sul tema hanno lavorato
per cercare di comprendere come le persone possono
essere educate ad avere un comportamento corretto negli
stadi e quanto questo possa prevenire e ridurre al
minimo l'accadimento di eventi come quello dell'Heysel.
Fonte:
Ansa.it © 28 maggio 2025
Tweet:
Museo del Calcio Coverciano ©
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Quarant’anni dalla tragedia
dell’Heysel: per tutto il mese
di maggio iniziative al Museo del
Calcio per non dimenticare
La mattina del 30 maggio un
incontro che coinvolgerà anche gli studenti, oltre a una
mostra con gli scatti dello storico fotografo della
Juventus, Salvatore Giglio. Nella sala cinema del museo,
per tutto il mese sarà proiettato un video prodotto
dall’Associazione fra i familiari delle vittime
dell'Heysel.
Una tragedia che ha segnato non
solo il calcio italiano, ma anche quello mondiale, in
maniera indelebile: il prossimo 29 maggio saranno
esattamente quarant’anni da quando un’occasione di
festa, la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e
Liverpool, si trasformò in tragedia, con la morte di
trentanove persone giunte all’allora stadio "Heysel" di
Bruxelles - da cui il nome della strage, e che oggi
invece è un impianto dedicato a "Re Baldovino" - per
assistere all’incontro. Il Museo del Calcio di
Coverciano ha previsto varie iniziative per commemorare
il quarantesimo anniversario di quel drammatico 29
maggio 1985. Per tutto il mese di maggio, nella sala
cinema all’interno del museo sarà proiettato un video
prodotto dall’Associazione fra i familiari delle vittime
dell'Heysel (testi a cura di Francesco Caremani, foto di
Salvatore Giglio e montaggio di Domenico Laudadio). La
mattina del prossimo 30 maggio, dalle 11 alle 13, nella
sala conferenze "Mario Vallitutti" del Museo del Calcio,
si terrà un incontro dal titolo "Heysel 40 anni dopo. Il
valore della memoria"; saranno presenti il presidente
della Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, il
presidente dell'Associazione fra i familiari delle
vittime dell'Heysel, Andrea Lorentini, e il presidente
dello Juventus Museum, Paolo Garimberti. La stessa sala
Valitutti ospiterà una mostra fotografica con alcuni
scatti realizzati da Salvatore Giglio, storico fotografo
della Juventus e testimone oculare della strage: saranno
presenti sei pannelli ricoperti da immagini scattate da
Giglio, mentre altre foto saranno proiettate
costantemente e a rotazione. Nel corso della stessa
mattinata interverranno inoltre gli studenti della
classe terza e quarta del liceo sportivo "Galileo
Galilei" di Dolo, accompagnati dai docenti Stefano Borgo
e Laura Pojer, con un lavoro su come le persone possono
essere educate ad avere un comportamento corretto negli
stadi e quanto questo possa prevenire e ridurre al
minimo l'accadimento di eventi come quello dell'Heysel.
Fonte: Figc.it © 29 aprile 2025
Fotografia:
Museo del Calcio Coverciano ©
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Quarant’anni dall'Heysel: a maggio
iniziative al Museo del Calcio
La mattina del 30 un incontro che
coinvolgerà anche gli studenti, oltre a una mostra con
gli scatti dello storico fotografo della Juventus,
Salvatore Giglio. Nella sala cinema per tutto il mese
sarà proiettato un video prodotto dall’Associazione fra
i familiari delle vittime della tragedia.
Una tragedia che ha segnato non
solo il calcio italiano, ma anche quello mondiale, in
maniera indelebile: il prossimo 29 maggio saranno
esattamente quarant’anni da quando un’occasione di
festa, la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e
Liverpool, si trasformò in tragedia, con la morte di
trentanove persone giunte all’allora stadio ‘Heysel’ di
Bruxelles - da cui il nome della strage, e che oggi
invece è un impianto dedicato a "Re Baldovino" - per
assistere all’incontro. Il Museo del Calcio di Coverciano ha previsto varie iniziative per commemorare
il quarantesimo anniversario di quel drammatico 29
maggio 1985. Per tutto il mese di maggio, nella sala
cinema all’interno del museo sarà proiettato un video
prodotto dall’Associazione fra i familiari delle vittime
dell'Heysel (testi a cura di Francesco Caremani, foto di
Salvatore Giglio e montaggio di Domenico Laudadio). La
mattina del prossimo 30 maggio, dalle 11 alle 13, nella
sala conferenze "Mario Vallitutti" del Museo del Calcio,
si terrà un incontro dal titolo "Heysel 40 anni dopo. Il
valore della memoria"; saranno presenti il presidente
della Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, il
presidente dell'Associazione fra i familiari delle
vittime dell'Heysel, Andrea Lorentini, e il presidente
dello Juventus Museum, Paolo Garimberti. La stessa sala
Valitutti ospiterà una mostra fotografica con alcuni
scatti realizzati da Salvatore Giglio, storico fotografo
della Juventus e testimone oculare della strage: saranno
presenti sei pannelli ricoperti da immagini scattate da
Giglio, mentre altre foto saranno proiettate
costantemente e a rotazione. Nel corso della stessa
mattinata interverranno inoltre gli studenti del liceo
sportivo "Galileo Galilei" di Dolo con un lavoro su come
le persone possono essere educate ad avere un
comportamento corretto negli stadi e quanto questo possa
prevenire e ridurre al minimo l'accadimento di eventi
come quello dell'Heysel.
Fonte: Tuttosport.com © 29 aprile 2025
Video: Sala
della Memoria Heysel ©
Domenico Laudadio ©
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40 anni dalla tragedia dell’Heysel
Le iniziative al Museo del Calcio
di Francesco Sani
Il Museo del Calcio di Coverciano
ha previsto varie iniziative per commemorare il
quarantesimo anniversario di quella drammatica finale
tra Juventus e Liverpool del 29 maggio 1985.
Una tragedia che ha segnato non
solo il calcio italiano, ma anche quello mondiale, in
maniera indelebile: il prossimo 29 maggio saranno
esattamente quarant’anni da quando un’occasione di
festa, la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e
Liverpool, si trasformò in tragedia, con la morte di
trentanove persone giunte all’allora stadio Heysel di
Bruxelles – da cui il nome della strage, e che oggi
invece è un impianto dedicato a Re Baldovino – per
assistere all’incontro. Molti di quei trentanove
sportivi erano toscani, principalmente della zona di
Arezzo, poiché gli erano toccati in blocco i biglietti
del famigerato settore Z. Il Museo del Calcio di
Coverciano ha previsto varie iniziative per commemorare
il quarantesimo anniversario di quel drammatico 29
maggio 1985. Per tutto il mese di maggio, nella sala
cinema all’interno del museo sarà proiettato un video
prodotto dall’Associazione fra i familiari delle vittime
dell’Heysel (testi a cura di Francesco Caremani, foto di
Salvatore Giglio e montaggio di Domenico Laudadio).La
mattina del prossimo 30 maggio, dalle 11 alle 13, nella
sala conferenze "Mario Vallitutti" del Museo del Calcio,
si terrà un incontro dal titolo "Heysel 40 anni dopo. Il
valore della memoria"; saranno presenti il presidente
della Fondazione Museo del Calcio, Matteo Marani, il
presidente dell’Associazione fra i familiari delle
vittime dell’Heysel, Andrea Lorentini, e il presidente
dello Juventus Museum, Paolo Garimberti.
La stessa sala Valitutti ospiterà una mostra fotografica con alcuni
scatti realizzati da Salvatore Giglio, storico fotografo
della Juventus e testimone oculare della strage: saranno
presenti sei pannelli ricoperti da immagini scattate da
Giglio, mentre altre foto saranno proiettate
costantemente e a rotazione. Nel corso della stessa
mattinata interverranno inoltre gli studenti del liceo
sportivo "Galileo Galilei" di Dolo con un lavoro su come
le persone possono essere educate ad avere un
comportamento corretto negli stadi e quanto questo possa
prevenire e ridurre al minimo l’accadimento di eventi
come quello dell’Heysel. Cosa successe all’Heysel - In quel
29 maggio del 1985 la Juventus tornò a giocare una
finale di Coppa Campioni, l’odierna Champions League,
due anni dopo quella persa a sorpresa con l’Amburgo a
Atene. I bianconeri non avevano ancora mai alzato la
"coppa dalle grandi orecchie", poiché anche nel 1973
avevano perso la loro prima finale con l’Ajax, quindi
c’era molta attesa per gli appassionati di Micheal
Platini e compagni, che si recarono a Bruxelles da
tutt’Italia per seguire la partita. Il Liverpool invece
era la detentrice in carica della Coppa Campioni, vinta
appunto un anno prima all’Olimpico contro i padroni di
casa della Roma. In quell’occasione gli italiani
scoprirono la furia degli hooligans inglesi, in
particolare i Reds avevano creato non pochi disordini
nella capitale e anche per la partita di Bruxelles
l’allerta era massima. Per la polizia italiana che aveva
avvertito del rischio, ma non per quella belga,
tantomeno per l’UEFA a quanto pare.
Infatti la scelta di
disputare la finale all’Heysel fu tra le cause della
tragedia: l’impianto era fatiscente e già in parte un
cantiere per la ristrutturazione, con i divisori tra
settori dello stadio quasi inesistenti. Fin dalla
mattina le forze dell’ordine in Belgio si dimostrarono
non all’altezza di controllare le intemperanze degli
scalmanati tifosi inglesi. Ironia della sorte, uno
spicchio di tifosi italiani, quelli del settore Z
(dovevano esserci spettatori neutrali, invece i
biglietti furono venduti agli juventini) si trovò
accanto a dove erano sistemati gli hooligans del
Liverpool. Già ubriachi, prima dell’inizio della gara
caricarono i bianconeri. Non erano gli ultras della
Juventus, che erano disposti nella curva opposta, ma
famiglie e pacifici sportivi. Nella calca e nel panico
che ne seguì trentanove spettatori rimasero intrappolati
e morirono schiacciati o soffocati. I corpi dei morti e
dei feriti furono sistemati sulla pista d’atletica
mentre le squadre erano negli spogliatoi ignare dei
fatti. Poi furono avvertiti i capitani e quello
bianconero, Gaetano Scirea, fece un annuncio al pubblico
dagli altoparlanti invitando alla calma, "Giocheremo per
voi", disse. Sì perché l’UEFA aveva deciso che la
partita si sarebbe disputata come da copione. Fu una
farsa. La Juventus vinse 1-0 in un clima surreale, segnò
Platini su rigore. Non festeggiò nessuno. Marco Tardelli
molti anni dopo dichiarò le sue emozioni riguardo alla
tragedia dell’Heysel: "Non ritengo di aver vinto quella
Coppa dei Campioni, si tratta di un pezzo di curriculum
che non mi piace avere. La Coppa è nel mio palmares ma
per me non c’è". Nell’immagine di copertina, la maglia
azzurra con il numero 39 deposta dalla delegazione della
Nazionale italiana allo stadio di Bruxelles nel novembre
del 2015, in occasione di un’amichevole disputata con il
Belgio.
Fonte: Firenzeurbanlifestyle.com © 29 aprile 2025
Fotografia:
Ansa.it ©
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Iniziative al Museo del calcio per
40 anni tragedia Heysel
Mostre, proiezioni, incontri per
commemorare le 39 vittime.
Il prossimo 29 maggio saranno 40
anni dalla tragedia dello stadio 'Heysel', dove morirono
39 persone che erano giunte a Bruxelles per assistere
alla finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, e
per commemorare le vittime il Museo del calcio di
Coverciano ha previsto varie iniziative. Per tutto
maggio, nella sala cinema all'interno del museo sarà
proiettato un video prodotto dall'Associazione fra i
familiari delle vittime dell'Heysel, mentre la mattina
del 30 maggio, dalle 11 alle 13, nella sala conferenze è
previsto un incontro dal titolo 'Heysel 40 anni dopo. Il
valore della memoria'. Quel giorno saranno presenti
nella sala 'Valitutti' il presidente della Fondazione
Museo del calcio, Matteo Marani, il presidente
dell'Associazione fra i familiari delle vittime
dell'Heysel, Andrea Lorentini, e il presidente dello
Juventus Museum, Paolo Garimberti. Interverranno inoltre
gli studenti del liceo sportivo 'Galileo Galilei' di
Dolo con un lavoro su come le persone possono essere
educate ad avere un comportamento corretto negli stadi.
La stessa sala ospiterà una mostra fotografica con
scatti realizzati da Salvatore Giglio, storico fotografo
della Juve e testimone oculare della strage: saranno
presenti sei pannelli ricoperti da immagini scattate da
Giglio, mentre altre foto saranno proiettate
costantemente e a rotazione.
Fonte:
Ansa.it
© 29 aprile 2025
Fotografie:
Museo del Calcio
Coverciano © GETTY IMAGES © (Not for commercial use)
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Heysel ©
Tweet: Associazione Familiari Vittime Heysel ©
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