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ARTICOLO 20-04-2016
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Il Corriere Fiorentino   20.04.2016
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"Il Franchi ora isoli chi semina odio"

di Andrea Lorentini

Appello dell'associazione vittime dell'Heysel dopo i cori vergognosi della curva juventina.

I cori antisemiti all'indirizzo di Firenze e dei fiorentini partiti dalla curva bianconera in occasione di Juventus-Palermo sono solo l'ultimo episodio d'intolleranza e inciviltà che caratterizza gli stadi italiani. Episodio che conferma, purtroppo, come nel nostro Paese, soprattutto nel calcio, manchi cultura sportiva. L'altro visto come il nemico e non l'avversario. Da odiare e da abbattere. Senza alcun rispetto. Atteggiamenti che non hanno alcuna giustificazione. Come familiare di una vittima dell'Heysel (mio padre Roberto era un medico di trentuno anni e perse la vita nel tentativo di soccorrere i feriti sugli spalti durante le cariche degli hooligans) ho subìto sulla mia pelle l'ignoranza e la follia di persone simili che usano lo stadio come zona franca, dove tutto è permesso. Persino offendere i morti. Ho dovuto sopportare, al pari delle altre famiglie, per oltre trent'anni il vilipendio alla memoria di quelle 39 vite innocenti. Il motivo principale per il quale un anno e mezzo fa ho deciso di ricostituire l'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel, fondata subito dopo la tragedia da mio nonno, Otello Lorentini, tifoso della Fiorentina, è stato proprio per alzare la voce e chiedere il rispetto dei nostri cari. L'Associazione è impegnata quotidianamente nella cura della memoria di quell'assurda tragedia. Ci sono stadi in Italia, e Firenze purtroppo è uno di questi, dove appaiono striscioni che oltraggiano la memoria dei nostri cari, stadi nei quali si alzano cori vergognosi che inneggiano all'Heysel. Trentanove non è, semplicemente, un numero da mostrare come scalpo del nemico. Dietro quel numero, quei cori, quegli striscioni ci sono trentanove famiglie che ancora oggi convivono con un dolore incancellabile. Ogni volta che in uno stadio si levano quei cori o vengono esposti quegli striscioni ignobili con il 39 per tutti noi è una ferita che si riapre. L'Associazione, quindi, chiede e chiederà sempre il rispetto per i propri morti, ma proprio per questo pretende, esige, il rispetto per Firenze e i fiorentini. Cosi come pretende il rispetto per tutte le città e i cittadini di questo Paese, per le altre tragedie del calcio, come Superga per esempio, e per tutte le vittime dello sport in generale. L'Associazione si sta battendo con ogni sforzo e con i mezzi di cui dispone, anche legali, affinché certa gente venga espulsa per sempre dal calcio e dallo sport. Qualunque sia la curva, qualunque sia la tribuna, qualunque sia la gradinata, qualunque sia il colore con il quale ignoranza e idiozia si travestono. Il mio auspicio è che Fiorentina-Juventus sia solo una partita di calcio. Che sugli spalti si tifi con passione nel segno di una rivalità antica e profonda, ma che tutto resti nei limiti del rispetto dell'essere umano e della normale convivenza tra le persone. Per evitare di vergognarci tutti quanti un'altra volta. Andrea Lorentini (Presidente "Associazione fra i Familiari delle Vittime dell'Heysel") Fonte: Il Corriere Fiorentino © 20 aprile 2016 Fotografie: Il Corriere Fiorentino ©

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