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41°
ANNIVERSARIO
STRAGE STADIO
HEYSEL |
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IO
TI
RISPETTO |
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PROGETTO
EDUCAZIONE CIVICO SPORTIVA
SCUOLE |
ISTITUTO
VALDARNO
SAN GIOVANNI VALDARNO
20.04.2026 |
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AMEDEO
CARBONI |
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CALCIATORE DI SERIE A
e
LIGA SPAGNOLA |
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All’ISIS Valdarno
memoria, sport e rispetto
Amedeo Carboni
incontra gli studenti nel progetto "Io ti rispetto"
di Marco Corsi
Arezzo,
21 aprile 2026 - Una mattinata intensa quella
di ieri all’ISIS Valdarno, all’insegna della
memoria, del rispetto e dei valori dello sport
come strumento educativo. L’istituto ha ospitato
l’ex calciatore della Nazionale italiana Amedeo
Carboni, protagonista dell’incontro inserito
nella quinta edizione del progetto "Io ti rispetto",
dedicato all’educazione civico-sportiva degli
studenti del territorio. Nel corso del dialogo
con i ragazzi, Carboni - che ha vestito tra
le altre le maglie di Roma, Sampdoria e Valencia,
oltre a quella della Nazionale - ha ripercorso
la propria esperienza personale e professionale,
soffermandosi sul valore del rispetto come elemento
centrale, non solo nello sport ma nella vita
quotidiana. Un confronto diretto e partecipato,
capace di coinvolgere gli studenti e stimolare
riflessioni concrete sui comportamenti e sulle
relazioni. Il momento centrale dell’iniziativa
è stato il ricordo della Strage dell’Heysel,
una delle pagine più drammatiche della storia
del calcio europeo, avvenuta nel 1985 durante
la finale di Coppa dei Campioni allo stadio
Heysel di Bruxelles. Un passaggio che, come
in ogni edizione del progetto, rappresenta il
cuore dell’esperienza educativa. Fondamentale,
in questo percorso di memoria, il lavoro dell’associazione
dei familiari delle vittime e l’impegno di Andrea
Lorentini, figlio di Roberto Lorentini, una
delle 39 persone che persero la vita in quella
tragedia. Un impegno che trova nella scuola
un luogo privilegiato per trasformare il ricordo
in strumento formativo. La dirigente scolastica
Lucia Bacci ha sottolineato come la memoria
non possa essere considerata un fatto concluso,
ma debba continuare a interrogare il presente
e le nuove generazioni. Momenti di forte intensità
emotiva si sono registrati quando il confronto
si è concentrato sulle conseguenze umane delle
tragedie, che coinvolgono non solo le vittime
dirette ma intere famiglie e comunità. Accanto
agli studenti e ai docenti erano presenti anche
rappresentanti del mondo sportivo e istituzionale,
tra cui il delegato CONI Alberto Melis, Maria
Giovanna Cutini, Francesco Conti e l’assessore
di San Giovanni Valdarno Laura Ermini. La conclusione
dell’incontro è stata affidata agli studenti,
che hanno presentato il trailer del podcast
ispirato al libro La ragazza dai pantaloni verdi
del giornalista Luca Serafini, dedicato a Giusy
Conti. Un segnale che conferma la continuità
del progetto, capace di andare oltre il singolo
evento e di trasformare la memoria in racconto,
consapevolezza e partecipazione attiva.
Fonte:
Lanazione.it
© 21 Aprile 2026
Fotografia:
Isis Valdarno ©
Video:
Valdarnopost.it ©
Icone: Pngegg.com
©
Logo Associazione:
Gianni Valle © Studio Charivari Grafica Design
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"Io ti rispetto",
all’ISIS Valdarno una mattinata
di memoria
e valori con Amedeo Carboni
di Martina
Giardi
Una
lezione di memoria, sport e rispetto quella
che si è svolta questa mattina all’ISIS Valdarno,
nell’ambito della quinta edizione del progetto
"Io ti rispetto", percorso di educazione civico-sportiva
rivolto agli studenti del territorio. Ospite
e testimonial dell’incontro è stato Amedeo Carboni,
ex difensore di Serie A e della Nazionale italiana,
protagonista di una lunga carriera tra club
italiani e spagnoli, in particolare con il Valencia.
Attraverso la sua esperienza personale e sportiva,
Carboni ha dialogato con i ragazzi sui valori
fondanti dello sport e della vita quotidiana.
Al centro dell’iniziativa, il ricordo della
Strage dell’Heysel, tragedia avvenuta il 29
maggio 1985 allo stadio di Bruxelles, dove persero
la vita 39 persone. Un momento di riflessione
condivisa, come sottolineato dalla Dirigente
scolastica, professoressa Lucia Bacci: "Il 29
maggio 1985 rappresenta una delle pagine più
tragiche della storia del calcio mondiale. Non
furono vittime di un semplice incidente sportivo,
ma della violenza, della disorganizzazione e
di una profonda mancanza di rispetto per la
vita umana. Oggi siamo qui perché la memoria
non sia solo un ricordo del passato, ma un impegno
per il presente". Il progetto è promosso dall’associazione
dei familiari delle vittime dell’Heysel e portato
avanti da Andrea Lorentini, figlio di Roberto
Lorentini, medico aretino che perse la vita
durante la tragedia: "È una giornata molto significativa
- ha spiegato - Questo progetto nasce dal ricordo
di un evento in cui lo sport ha perso ogni valore.
Da lì vogliamo ripartire per trasmettere ai
ragazzi quelli autentici: rispetto, fair play,
responsabilità. Lo facciamo anche grazie a testimonial
come Amedeo Carboni, che rappresentano un punto
di riferimento concreto".
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Diretto
e coinvolgente l’intervento di Carboni, che
ha alternato ricordi personali a riflessioni
rivolte agli studenti: "Il rispetto è quello
che realmente definisce una persona, non solo
nello sport ma nella vita. Spesso si pensa che
i ragazzi siano distanti, ma io credo che siano
molto sensibili: dobbiamo solo trovare il modo
giusto per arrivare a loro". E ancora, parlando
delle difficoltà affrontate nella sua carriera:
"Anche nei momenti più bui c’è sempre un punto
di luce. Se riuscite a individuarlo, ce la farete
sempre. Ma ricordatevi una cosa: abbiate cura
di voi stessi. Se avete rispetto per voi stessi,
riuscirete a costruire la vita che volete".
Particolarmente toccante anche il richiamo al
valore umano delle tragedie:
"Dietro a una disgrazia c’è sempre una famiglia
intera. Non è solo una persona a soffrire, ma
tutti quelli che le stanno accanto. Questo non
bisogna mai dimenticarlo". All’incontro erano
presenti anche rappresentanti delle istituzioni
sportive e associative, tra cui il delegato
CONI Alberto Melis e Maria Giovanna Cutini del
Panathlon Valdarno Superiore, oltre a Francesco
Conti, fratello di Giusy Conti, una delle vittime
della tragedia e Laura Ermini assessore del
comune di San Giovanni Valdarno. In chiusura,
spazio al lavoro degli studenti: le classi coinvolte
nel progetto hanno presentato il trailer del
podcast ispirato alla storia raccontata nel
libro La ragazza dai pantaloni verdi del giornalista
Luca Serafini, dedicato alla memoria di Giusy
Conti. Un’iniziativa che proseguirà nelle prossime
settimane e che rappresenta un ulteriore tassello
di un percorso educativo che unisce memoria
e consapevolezza. Un messaggio chiaro, quello
emerso dalla mattinata: il rispetto non è solo
un valore da ricordare, ma una responsabilità
da vivere ogni giorno.
Fonte: Valdarnopost.it
© 20 Aprile 2026
Fotografie:
Isis Valdarno ©
Icone: Pngegg.com ©
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"Io ti rispetto",
questa mattina all’ISIS Valdarno
ospite l’ex
calciatore Amedeo Carboni
di Giovanni
Bizzarri
All’ISIS
Valdarno una mattinata all’insegna della memoria,
del rispetto e dello sport come strumento educativo.
L’istituto ha infatti ospitato l’ex calciatore
italiano Amedeo Carboni, protagonista dell’incontro
inserito nella quinta edizione del progetto
"Io ti rispetto", un percorso di educazione
civico-sportiva rivolto agli studenti del territorio.
L’ex difensore, che nel corso della sua carriera
ha vestito anche le maglie, fra le altre, di
Roma, Sampdoria e Valencia oltre a quella della
Nazionale italiana, ha dialogato con i ragazzi
partendo dalla propria esperienza personale
e sportiva, offrendo spunti concreti sui valori
che dovrebbero guidare non solo chi scende in
campo, ma anche la vita quotidiana. Un confronto
diretto, partecipato, capace di catturare l’attenzione
degli studenti, ai quali Carboni ha ricordato
come il rispetto rappresenti il vero metro per
definire una persona, ben oltre i risultati
sportivi. Come in ogni incontro del progetto
"Io ti rispetto", il cuore dell’iniziativa è
stato però il ricordo della Strage dell’Heysel,
una delle pagine più drammatiche della storia
del calcio. A rendere ancora più concreto il
legame con quella notte del 1985 è il lavoro
portato avanti dall’associazione dei familiari
delle vittime, insieme ad Andrea Lorentini,
figlio di Roberto Lorentini, tra le 39 persone
che persero la vita. Un impegno che trova nella
scuola uno spazio naturale, dove la memoria
diventa strumento educativo. La dirigente scolastica
Lucia Bacci ha richiamato proprio questo aspetto,
sottolineando come quella tragedia non possa
essere archiviata come un episodio del passato,
ma debba continuare a interrogare il presente.
Durante la mattinata non sono mancati momenti
particolarmente intensi, soprattutto quando
il discorso si è spostato sulle conseguenze
umane delle tragedie. Un dolore che, come è
stato ricordato, non riguarda mai una sola persona,
ma si estende a famiglie e comunità intere.
Accanto agli studenti e ai docenti, presenti
anche rappresentanti del mondo sportivo e istituzionale,
tra cui il delegato CONI Alberto Melis, Maria
Giovanna Cutini del Panathlon Valdarno Superiore,
Francesco Conti, fratello di una delle vittime,
e l’assessore di San Giovanni Valdarno Laura
Ermini. La chiusura è stata affidata proprio
ai ragazzi, protagonisti con il trailer del
podcast ispirato al libro "La ragazza dai pantaloni
verdi" del giornalista Luca Serafini, dedicato
a Giusy Conti. Un segnale chiaro di come il
progetto non si esaurisca in un singolo incontro,
ma continui a vivere nel lavoro degli studenti,
trasformando la memoria in racconto e consapevolezza.
Fonte: Valdarno24.it
© 20 Aprile 2026
Fotografie:
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Valenciacf.com
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