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Trentennale F.I.G.C. Bruxelles 12-13.11.2015
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Stade "Roi Badouin", Bruxelles, 12-13.11.2015

Ritiro Maglia n° 39 della Nazionale - Amichevole Belgio-Italia

In Memoria delle Vittime dello Stadio Heysel

Bruxelles, Heysel, 1985-2015: incontro con Andrea Lorentini

Sono passati 30 anni, da quella notte di fine maggio che cambiò il volto del calcio europeo. Bruxelles, stadio Heysel, Juventus-Liverpool, finale di Coppa di Campioni: doveva essere la festa del calcio, ma la furia degli hooligans inglesi, l'impreparazione e gli errori di Uefa e polizia belga, il crollo del muretto contenitivo del settore Z la trasformarono in tragedia: 39 vittime, in gran parte tifosi bianconeri. A 30 anni da quella notte dolente e amara Olympia è tornata a Bruxelles, in quello che oggi è lo stadio dedicato a Re Baldovino, in occasione dell'amichevole tra Italia e Belgio. Una gara voluta dalla Federcalcio per dar seguito alla proposta dell'associazione dei famigliari delle vittime dell'Heysel: ritirare simbolicamente la maglia azzurra numero 39, che rimarrà così a ricordare per sempre chi in quello stadio avrebbe voluto vivere una serata di sport, e vi trovò invece la morte.

 

Bruxelles 13.11.2015: incontro con Andrea Lorentini

 

Dario Ricci, Radio Olympia, 22.11.2015

Sugli spalti del "Re Baldovino - ex Heysel" abbiamo incontrato il presidente dell'associazione, Andrea Lorentini. Andrea, in quella maledetta notte, perse il papà Roberto, morto nel tentativo di salvare una bambina (NDR: un bambino, secondo alcune testimonianze ufficiose Andrea Casula); al suo fianco il nonno Otello, che negli anni successivi divenne il motore primo del processo che, inchiodando l'Uefa alle sue responsabilità, ha riscritto la storia del calcio europeo, imponendo nuovi standard di sicurezza ai grandi eventi calcistici continentali."E' vero, quel processo è forse l'eredità più importante di quella notte maledetta - ricorda ancora oggi Andrea Lorentini - ma dall'Heysel si deve ripartire anche per ricostruire, attraverso il calcio e lo sport, valori forti e condivisi". "Tornare qui a Bruxelles è sempre una grande emozione - sottolinea il presidente dell'associazione dei famigliari delle vittime dell'Heysel: tornare qui, ai piedi del settore Z, nel luogo che ha cambiato il destino dei nostri cari e di tutti noi, provoca stordimento e dolore, ma anche voglia di andare avanti, e dare un senso alla morte di quelle persone...".

22 novembre 2015

Fonte: Radio24.ilsole24ore.com

30° FGCI a Bruxelles: Andrea Lorentini

 

Nicola De Bonis (Stile Juventus 16.11.2015)

 

 

Belgio-Italia, al 39' il ricordo dell'Heysel

Trapattoni: "La mia pagina più nera"

Le due squadre hanno rallentato il gioco fino a fermarlo per trenta secondi, mentre sul maxischermo dello stadio "Re Baldovino" scorrevano i nomi dei 39 tifosi morti nella tragedia di 30 anni fa, e tutto lo stadio applaudiva.

BRUXELLES - "È stata la pagina più nera della mia carriera, una delle più nere dello sport. Mai più deve accadere una cosa del genere". Così un commosso Giovanni Trapattoni, commentatore Rai a Bruxelles per l'amichevole Belgio-Italia, che 30 anni fa da allenatore della Juventus visse in prima persona la tragedia dell'Heysel nella finale di Coppa dei Campioni 1985 contro il Liverpool.

RICORDO - Grande commozione in campo nell'amichevole tra Belgio e Italia. Le due formazioni abbracciate a centrocampo, tenendo per mano un grande striscione nero con su scritto in inglese: "Non dimenticheremo mai". È la prima immagine del match, in ricordo della strage dell'Heysel, 30 anni dopo. Sulle tribune un'altra grande scritta, stavolta in italiano: "Heysel 29-5-85: nessuna persona è morta finché vive nel cuore di chi resta". Al 32° minuto la partita è stata interrotta per ricordare le vittime dell’Heysel. Le due squadre hanno rallentato il gioco fino a fermarlo per trenta secondi, mentre sul maxischermo dello stadio "Re Baldovino" scorrevano i nomi dei 39 tifosi morti nella tragedia di 30 anni fa, e tutto lo stadio applaudiva. Tanti applausi e molta emozione da parte di tutti i 40 mila spettatori dello stadio belga. I giocatori hanno fermato il gioco e si sono uniti all'applauso. Tra i tifosi della curva belga è comparso uno striscione con scritto: "29-5-85 non abbiamo dimenticato". E sui maxischermi è comparso l'elenco dei nomi di chi quel giorno ha perso la vita, schiacciato dalla furia ultrà.

MEMORIA - Le 4 Coppe del Mondo in esposizione ed un ricordo alle vittime dell'Heysel. La vigilia del match tra Belgio e Italia a Bruxelles ha vissuto un momento di raccoglimento e di celebrazione all'Ambasciata italiana della capitale belga. "Ricordiamo le 39 vittime" della finale di Coppa Campioni del 1985, ha affermato il nuovo ambasciatore Vincenzo Grassi. L'ambasciatore ha poi voluto sottolineare anche i successi sportivi degli azzurri, dalla prima Rimet del 1934 all'ultima finale di Berlino del 2006, passando anche per i momenti sportivamente meno felici del calcio italiano, "come i 15 secondi che mancavano" per vincere l'europeo del 2000, giocato proprio tra Belgio ed Olanda, e perso contro la Francia al golden goal. L'evento, realizzato grazie alla cooperazione dell'Ice e che ha visto la partecipazione del Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Carlo Tavecchio e di diversi eurodeputati, si inserisce nella serie di atti che accompagnano la nazionale nelle sue trasferte quale occasione di promozione del Made in Italy. "Accompagniamo con le nostre eccellenze gli azzurri", ha infatti ricordato il Presidente dell'Ice Riccardo Maria Monti.

13 novembre 2015

Fonte: Tuttosport.com

L’Heysel, gli azzurri e la memoria: ecco cosa succederà al 39’ di Belgio-Italia

Oggi al minuto 39’ di Belgio-Italia la partita verrà interrotta per ricordare le vittime dell’Heysel. Il giornalista e scrittore Emilio Targia, autore di "Quella notte all’Heysel", spiega perché quell’interruzione deve lasciare qualcosa.

"Di partite interrotte ce ne ricordiamo tante. Per una bislacca invasione di campo, per una monetina nell’occhio dell’arbitro, per gli scontri sugli spalti, per una nevicata infernale. Ma stasera l’interruzione della partita amichevole della nazionale di calcio di Conte a Bruxelles contro il Belgio, prevista al minuto 39 del primo tempo, avrà un sapore diverso. Sarà un fermo-immagine, un attimo simbolico. Uno dei giocatori azzurri butterà fuori la palla e fermerà il tempo. E la partita. Proiettandoci all’indietro di 30 anni. Per ricordare i 39 morti della strage in quello stesso stadio. Ora si chiama "Re Baldovino", ma è inutile. Per tutti sarà sempre e solo lo stadio Heysel. Lo stadio della vergogna. Dove incapacità, violenza, superficialità e irresponsabilità pretesero un prezzo altissimo. Oltre a quei morti, i 600 feriti, e un numero immenso di persone segnate per sempre nell’anima. E’ certamente da apprezzare il fatto che la Federazione di Tavecchio insieme agli azzurri abbia deciso di dedicare questa amichevole in terra belga al ricordo di quella notte sciagurata. Importante che il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, Andrea Lorentini, sia presente a Bruxelles. Suo padre, medico, diede la vita nel tentativo estremo di salvarne altre, quella sera, all’Heysel. Bello vedere Giorgio Chiellini con un mazzo di fiori di fronte alla lapide commemorativa posta dove prima sorgeva il settore "Z" della curva maledetta. Commovente vedere Buffon abbassare gli occhi e poi inginocchiarsi, di lato, quasi di nascosto, come un gesto privato, di fronte a quel luogo di dolore incancellabile. E’ bello sapere che la maglia azzurra "39" verrà ritirata, con un gesto forte (anche se devo confessare che mi sarebbe piaciuto ancora di più che invece venisse indossata in futuro con un + davanti da alcuni giocatori azzurri, a rotazione, in qualche amichevole). Ma credo che per dare ancora più valore a questi importanti attimi simbolici, occorra che divengano un punto di partenza e non di arrivo. Occorre che quei gesti, questa partita, incentivino e stimolino un percorso di memoria costante, solido, attento, scrupoloso. E che non siano solo una pur bella e toccante celebrazione di un ricordo, ma senza un seguito all’altezza. Perché la durata è la forma delle cose. Mi viene in mente una bella frase di Silvia Maronato, una delle animatrici di "Erto Incanto", la maratona oratoria che si è tenuta quest’anno sotto la diga del Vajont: "occorre istigazione alla memoria". Rende bene l’idea. Perché poi, quel prezioso patrimonio di attenzione che la partita di stasera provocherà, non deve andare disperso. La "memoria" dev’essere un impegno, un cimento quotidiano, negli angoli delle nostre vite, nei "tempi" nascosti del nostro vivere. A scuola, al bar, all’Università. In una cena in famiglia, nella prossima partita, dentro a un talk televisivo… Mi piace pensare alla manutenzione della memoria come ad un lavoro in cui sporcarsi le mani quotidianamente, tra grasso e bulloni, e viti e colla e vernice. Perché è poi anche attraverso la cura quotidiana e meticolosa del ricordo che passa la vita della memoria. Banalmente, si potrebbe cominciare col sostituire le lampadine fulminate vicino alla lapide commemorativa allo stadio Heysel. Perché senza memoria, assomiglieremmo tutti a quelle lampadine rotte. Saremmo luci spente". Emilio Targia

13 novembre 2015

Fonte: Tuttosport.com

Heysel, la memoria del male "C'è ancora chi oltraggia i morti"

di Francesco Saverio Intorcia

Ritorno nello stadio ristrutturato dopo la tragedia dell'85. Presto sarà demolito. Fiori ed emozione tra gli azzurri. Buffon: "Questo luogo serva da insegnamento".

Bruxelles - La meridiana disegnata da Patrick Rimoux sembra una lancia piantata nel costato di uno stadio che non vuole ricordare, ma solo cancellare i ricordi, anzi, annientare se stesso. Sono serviti vent'anni dalla tragedia dell' Heysel per inaugurarne, il 29 maggio 2005, un degno memoriale: trentanove lampadine rosse incastonate nella pietra, altrettante che fanno luce fioca dal pavimento, a ricordare le vite sbriciolate nel settore Z. Nessuno però sostituisce quelle fulminate, un enorme cavo elettrico rosso giace abbandonato sul pavimento, e sotto la lapide che elenca 39 nomi in gelido ordine alfabetico, da Acerra Rocco a Zavaroni Claudio, non c'è neppure un fiore, ma solo rotoli di manifesti pubblicitari, dimenticati su una cassetta di legno. Del vecchio Heysel, battezzato come la collina su cui è adagiato, resta in piedi l'ingresso principale, inglobato ora nel manto di mattoni rossi di quest' impianto ricostruito nel '95 e intitolato a Re Baldovino, per voltare pagina. All'ingresso dell'ex settore 2, ci sono gli uffici delle giovanili dell'Anderlecht e qui Jan Heirreweshe Paul, 71 anni, barba incolta bianca e tuta sociale, apre la porta ai cronisti: "Io ero qui, quei giorno. Lavoravo nel Racing, dovevamo fornire i raccattapalle per la finale: scelsi 22 ragazzini, allora c'era un solo pallone. Eravamo negli spogliatoi quando abbiamo sentito un tonfo, i bambini corsero fuori per la curiosità, io li raccolsi e pensai a metterli in salvo, smistandoli sulle auto dei genitori che intanto accorrevano disperati. Uno arrivò che suo figlio era già andato via: furioso, mi sferrò un pugno, ma il giorno dopo si scusò con una bottiglia di vino. Gli ultimi bambini li portai a casa mia, abito qui vicino: mi seguirono tre ragazzi Italiani del Sud, chiesero di fare una doccia e telefonare a casa, e per sdebitarsi insistettero a lasciarmi dei soldi, come regalo a mia figlia, dissero. Tornai allo stadio, negli spogliatoi tanti Italiani scalzi e col sangue addosso chiedevano un telefono e un po' d'acqua. Conosco l'Heysel da una vita, non si doveva organizzare una finale qui. Ma dopo gli scontri, bisognava giocare: c'era la guerra, sono state evitate conseguenze peggiori. All'arrivo, ieri, la Nazionale ha visitato il luogo della tragedia. Buffon e Chiellini hanno deposto un mazzo di fiori. Oggi al 39' La partita verrà interrotta dai giocatori (di fatto, non ufficialmente) buttando il pallone fuori. "Vivere questo luogo e questa realtà deve servire d'insegnamento, in Italia si fanno ancora cori e striscioni sull'Heysel che derivano dalla non conoscenza della tragedia", ammonisce Buffon. Emozionato Antonio Conte, che da giocatore compi lo stesso gesto prima di Belgio-Italia all'Europeo 2000. Commosso Carlo Tavecchio, ha deposto la maglia azzurra numero 39. simbolicamente ritirata dopo la petizione dei familiari delle vittime, e non ha trattenuto le lacrime abbracciando Francois De Koeranaecker, capo della federazione belga: "La memoria deve recepire un momento drammatico per trasferirlo nel recupero della cultura sportiva. Il futuro dev'essene l'abolizione delle barriere in tutti gli stadi". Andrea Lorentini che nella tragedia perse il padre Roberto, medico morto per soccorrere un altro tifoso è il presidente dell'Associazione familiari delle vittime e chiede sanzioni esemplari per chi allo stadio offende i morti, non solo quelli dell'Heysel. Altri tifosi propongono di aggiungere un piccolo simbolo a quella coppa in bacheca, per non dimenticare. "Ma certe cose vanno fatte subito o non si fanno più, vale anche per il ritiro della maglia di mio marito", dice Mariella Scirea, la vedova di Gaetano. L'amministrazione di Bruxelles un anno fa ha indetto l'appalto sui terreni del nuovo stadio, che sorgerà dove una volta c'era il parcheggio C dell'Heysel: 50mila posti estendibili a 60mila, da inaugurare per l'Europeo itinerante del 2020. Per quella data, il Re Baldovino verrà buttato giù per sempre, l'area fa già gola ai palazzinari. I mattoni qui non hanno memoria.

13 novembre 2015

Fonte: Repubblica

La FIGC e gli Azzurri commemorano le vittime dell'Heysel a 30 anni dalla tragedia

Una toccante cerimonia davanti la lapide posta nella tristemente famosa curva Z ha aperto questa sera a Bruxelles la commemorazione della tragedia dell’Heysel promossa dalla FIGC in accordo con la Federazione belga in occasione dell’amichevole Belgio - Italia prevista domani sera nello stadio denominato oggi "Re Baldovino".

Alla vigilia di questa gara, a 30 anni dalla finale di Coppa dei Campioni che costò la vita a 39 tifosi per la maggior parte italiani, è stato reso un commosso omaggio, davanti la lapide che ricorda perennemente le vittime di quel 29 maggio 1985 alla presenza della Nazionale italiana al completo guidata dal CT Antonio Conte, dal Presidente della FIGC Carlo Tavecchio con il Direttore Generale Michele Uva e la Responsabile della Commissione federale per l’integrazione Fiona May, dal consigliere d’amministrazione della Juventus Paolo Garimberti, da Mariella Scirea, vedova di Gaetano capitano bianconero di quella sera, dai rappresentanti dell’Associazione dei familiari delle vittime dell’Heysel guidati da Andrea Lorentini e dal Presidente della Federcalcio belga François De Keersmaecker.  

Dopo che il capitano della Nazionale Gigi Buffon e Giorgio Chiellini hanno deposto un mazzo di fiori sotto la lapide, il Presidente Tavecchio, con la signora Scirea e Lorentini hanno simbolicamente ritirato la maglia della Nazionale n.39, che è stata poi autografata da tutti i calciatori e sarà esposta al Museo del calcio di Coverciano. "Ricordiamo oggi - ha commentato il Presidente Tavecchio - una grande tragedia che non si deve più ripetere. E' un monito per tutti quelli che trasformano lo sport in tragedia. E' stata una iniziativa intelligente, perché non si deve mai più morire di sport. Il calcio è gioia, è vita. Deve rimanere quello. Siamo qui perché la memoria di quella tragedia rimanga sempre viva". "L' immagine di mio marito mentre legge l' appello ai tifosi quella sera - ha detto Mariella Scirea - è un' immagine che non mi abbandona mai. E' la prima volta che sono qui, un fatto che ha segnato tutti noi. Ricordo ancora le notti insonni nelle settimane dopo pensando a quello che era accaduto". Anche Lorentini, sottolinea che nessuno dovrà mai scordare quello che è successo a suo padre, medaglia al valore civile per aver tentato di salvare un bambino. "Purtroppo quella stessa cultura di violenza, certi cori, esiste ancora nei nostri stadi. E' importante non abbassare la guardia". Questo stadio, erede dell' Heysel, presto sarà abbattuto. Per ricostruirne un altro poco lontano. Le autorità belghe hanno assicurato che metteranno una targa per ricordare la tragedia. "Vigileremo - conclude Garimberti - come italiani, ma anche a livello diplomatico e federale che ciò accada".

Sul ritiro simbolico della maglia numero 39 è intervenuto anche il ct Antonio Conte: "E' stato un momento toccante, in cui sono tornato indietro. Ero già venuto qui a deporre i fiori anche prima di un' altra partita. E' stato un momento particolare, che tutti abbiamo vissuto con grande emozione. Se si ripensa a quello che è accaduto, è qualcosa di incredibile e tragico e ci auguriamo che esempi negativi possano servire perché non accadano più". La commemorazione proseguirà domani prima e durante la gara: le due squadre scenderanno in campo con uno striscione che ricorda la tragedia ("29-5-85 we’ll never forget") poi al 39’ del primo tempo tutto lo stadio sarà invitato ad applaudire mentre i nomi delle 39 vittime, tutti insieme, uno per uno, senza distinzioni di nazionalità o fede calcistica, saranno ricordati sui led a bordo campo.

MADE IN ITALY - Oltre al ricordo della tragedia dell’Heysel, la FIGC ha promosso anche in questa trasferta l’iniziativa "Made in Italy on the field", in base all’accordo siglato con il Ministero dello Sviluppo Economico e ICE, l’Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, e volto allo sviluppo del Made in Italy nel mondo. Per l’occasione, questa sera le quattro Coppe del Mondo vinte dagli Azzurri saranno esposte all’Ambasciata d’Italia a Bruxelles durante un ricevimento al quale prenderanno parte aziende e imprenditori locali, opinion leader e rappresentanti dei media.

12 novembre 2015

Fonte: Figc.it

 

La Nazionale ricorda le vittime della tragedia di 30 anni fa

Commozione e fiori, l'omaggio all'Heysel

DALL'INVIATO A BRUXELLES - Anche se gli hanno cambiato nome, Re Baldovino e non più Heysel, l'hanno rifatto (malissimo), questo resta uno stadio orribile. E disturbante, per la memoria di quel 29 maggio 1985, quando diventò la tomba di 39 tifosi, quasi tutti italiani e bianconeri, morti prima di Juventus - Liverpool, finale di Coppa Campioni. Schiacciati e soffocati dalla calca di quel settore Z, sotto i colpi degli hooligans inglesi rincretiniti dall'alcol, con la connivenza decisiva della polizia belga e della Uefa, incapaci di prevedere e provvedere. Prima di giocare, domani sera contro il Belgio, ieri tutti gli azzurri hanno reso omaggio alle vittime davanti alla lapide che ricorda quella notte. In silenzio, soprattutto durante la camminata di Buffon e Chiellini, mentre andavano a deporre il mazzo di fiori. C'è chi si fa il segno della croce, come Bonucci, chi abbassa lo sguardo commosso, come Conte.

INTERVISTE  RAI SPORT  12.11.2015

Carlo Tavecchio 

Andrea Lorentini 

Paolo Garimberti 

Mariella  Scirea 

Da Tavecchio alla Juve - Parla il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, che simbolicamente ritira la maglia azzurra numero 39, e parla Andrea Lorentini, 33 anni, che qui perse suo papà, medico, morto cercando di aiutare un bambino rimasto ferito sugli spalti. Ora Andrea è presidente dell'associazione dei famigliari delle vittime e ne porta avanti l'esempio di altruismo: "Questa è stata troppo a lungo una tragedia juventina - dice - perché non si possono dimenticare gli striscioni con il 39 mostrati da altre tifoserie. Invece è una tragedia italiana ed europea, e noi dobbiamo tenerne vivo il ricordo". Un esercizio di memoria che sottoscrive anche Gigi Buffon. E Paolo Garimberti, presidente dello JMuseum e componente del cda bianconero: "La memoria è dolore, ma è una fatica necessaria, perché ci serve da lezione. Per questo quando tra poco demoliranno questo stadio, toccherà anche a noi vigilare perché resti la testimonianza di ciò che avvenne". Si può cancellare un brutto stadio, non la memoria. (M. NER.)

13 novembre 2015

Fonte: La Stampa

IL RICORDO

Mariella Scirea all'Heysel

"Gaetano tornò distrutto. Non dormì per notti intere"

Buffon e Chiellini hanno deposto fiori nel famigerato settore Z. Stasera al 39' gara sospesa per un minuto per ricordare le vittime.

INVIATO A BRUXELLES - Tutta la squadra schierata e una maglia azzurra numero 39, appoggiata su due mazzi di fiori che Buffon e Chiellini avevano appena depositato sotto la lapide che, alle spalle del famigerato settore Z, su un muro dello stadio Re Baldovino che per tutti sarà sempre l'Heysel, ricorda la strage di trent'anni fa. Ritirare quella maglia, come da petizione promossa dall'Associazione familiari delle vittime del presidente Andrea Lorentini, "è stato un modo per condividere questa tragedia che è stata nazionale ed europea e anche far sì che Figc e Procura federale alzino la guardia su episodi che ancora offendono la memoria di quei morti". Hanno accompagnato Lorentini fin sotto la lapide il presidente federale Tavecchio ("Le barriere da eliminare sono psicologiche, non semplici pareti degli stadi") e Mariella Scirea ("Finalmente in questo stadio, per la prima volta"), in rappresentanza della Juventus con Paolo Garimberti, componente del Cda bianconero.  IL CAPITANO - Suo marito Gaetano quella sera era il capitano della Juventus "e quattro anni dopo, quando un'altra tragedia gli fece raggiungere quei morti, probabilmente ancora non si era dato pace. Io ero rimasta a Torino, quella notte me la raccontò la voce di Pizzul: ricordo Gaetano in piedi su una specie di trespolo spiegare ai tifosi "State calmi, si giocherà e giocheremo per voi". Ricordo la sua sensazione di aver vinto una coppa senza aver gioito davvero, e la espose scendendo dall'aereo solo per riguardo dei tifosi, ma con il cuore gonfio di dolore. Forse potevano metterla in bacheca listata a lutto, sì, ma certe cose o le fai subito o non le fai più, come il ritiro della maglia di Gaetano. E poi ricordo la sua consapevolezza che quella partita era stato giusto giocarla, al di là del fatto che furono costretti a farlo perché altrimenti la tragedia sarebbe stata più grave. E lo ricordo soprattutto nei giorni successivi alla finale: non dormì per diverse notti, tormentato dal pensiero di quello che si poteva fare perché non capitasse e di essere stato all'oscuro di tutto. In campo sapevano di tafferugli, non dei morti, e tanti tifosi seppero la verità solo arrivati in aeroporto o addirittura rientrati in Italia". GARA SOSPESA PER 1' - Oggi i giocatori di Belgio e Italia entreranno in campo portando uno striscione con la scritta in inglese "29 5 1985, non dimenticheremo mai" e al 39' la gara sarà sospesa per un minuto, lo speaker "chiamerà" un applauso di tutto lo stadio e sugli schermi a bordo campo appariranno i nomi delle 39 vittime dell'Heysel. a.e.

13 novembre 2015

Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

Una notte nel ricordo dell’Heysel

di Gianfranco Giubilo

Nella folta attività internazionale che terrà impegnato il mondo del calcio anche in Sudamerica, non sono i motivi tecnici a reclamare l’attenzione sulle due amichevoli che l’Italia ha in programma in preparazione alla fase finale del prossimo Europeo in Francia.

Mentre passa in secondo piano l’allenamento agonistico di martedì con la Romania, stasera a Bruxelles ci saranno motivi di richiamo. Sul campo la misura attuale degli Azzurri nella sfida a quel Belgio che è considerato tra i favoriti per il titolo che verrà assegnato in Francia. Motivi di curiosità come il confronto tra Nainggolan e Florenzi, colleghi in giallorosso, ma anche la possibilità di vedere con la maglia dell’Italia Stefano Okaka di fronte a un tifo abituato ad applaudirlo con i colori dell’Anderlecht. Ma sarà, questa partita, soprattutto l’ennesima commemorazione di una tragedia sportiva che nessuno potrà mai dimenticare di quella serata dell’Heysel, destinata a seminare lutti e vergognosi scarichi di responsabilità, sono stato purtroppo testimone diretto. E ora mi pesa troppo rivivere quei momenti terribili. Non è una cerimonia, per quanto sentita, che possa attenuare l’orrore che ha lasciato segni profondi nell'animo dei superstiti, il lutto nelle famiglie di vittime innocenti. Mentre, con i morti allineati fuori dallo stadio, all'interno andava in scena un simulacro di partita, un rigore fasullo, perfino quell’ allucinante giro di campo tra le mani degli Juventini, un trofeo che grondava sangue. Non so se questa sera in tribuna d’onore ci saranno i legittimi successori di quei burocrati che mai hanno avuto il coraggio di assumersi le colpe per questo dramma. Temo di avere già affrontato questo tema, ma è bene andare in soccorso di memorie labili, perché tutto era nato dall’arroganza di governo e polizia locali, che avevano sbandierato la loro ferree misure di sicurezza, lasciando alla spalle della curva riservata agli italiani, il facile accesso agli spalti per gli Hooligans. Fino a schiacciare gli juventini contro gli sbarramenti di metallo preda della furia omicida degli inglesi. E alla fine obbligati a una sorta di suicidio collettivo nel tentativo di cercare scampo, che non esisteva più. Ormai non c’è più rimedio per le vittime. Ma qualsiasi tentativo di scusarsi sarebbe insopportabile ipocrisia. Nota a margine: nei guai la federazione russa di atletica, ma neanche la Federcalcio scherza. Più tranquilli i russi, difesi da Putin, noi da Tavecchio. Perché ? Perché loro hanno scelto prima.

13 Novembre 2015

Fonte: Iltempo.it

"C'è un tempo per morire e uno per soffrire, c'è un tempo per combattere e uno per vincere, questo è il tempo della memoria". Francesco Caremani, 12.11.2015

Nazionale, Tavecchio: "Mai più un altro Heysel"

Il presidente federale, commosso, ha deposto una corona di fiori nei pressi della curva Zeta e ha ritirato la maglia azzurra n. 39: "Il calcio deve restare una gioia". Presente anche Mariella Scirea: "E' la prima volta che torno qui, quante notti insonni ho vissuto".

BRUXELLES - "Il calcio è gioia, è vita. Deve rimanere quello. Siamo qui perché la memoria di quella tragedia rimanga sempre viva". Con le lacrime agli occhi, al termine di una breve ma toccante cerimonia, Carlo Tavecchio ha ricordato così, allo stadio "Re Baldovino", le 39 vittime della tragedia dell'Heysel. Circondato da tutti gli azzurri, assieme a Mariella Scirea, Paolo Garimberti e ad Andrea Lorentini, figlio di una delle vittime, Tavecchio ha deposto una corona di fiori a ridosso di quella maledetta curva Zeta accanto alla targa che ricorda quella data tragica, 29/5/85. Le commemorazioni proseguiranno anche venerdì sera con diverse iniziative previste prima e durante la partita.

MARIELLA SCIREA: QUANTE NOTTI INSONNI...  - "Abbiamo ricordato e continueremo a ricordare una grande tragedia che non si deve più ripetere", sottolinea Carlo Tavecchio che per l'occasione ha scelto simbolicamente di ritirare la maglia azzurra numero 39. "E' un monito per tutti quelli che trasformano lo sport in tragedia. E' stata una iniziativa intelligente, perché non si deve mai più morire di sport". "L'immagine di mio marito mentre legge l'appello ai tifosi quella sera - ha aggiunto Mariella Scirea - è un'immagine che non mi abbandona mai. E' la prima volta che sono qui, un fatto che ha segnato tutti noi. Ricordo ancora le notti insonni nelle settimane dopo pensando a quello che era accaduto".

LORENTINI: NON SI ABBASSI MAI LA GUARDIA - Anche Lorentini ha sottolineato che nessuno dovrà mai scordare quello che è successo a suo padre, medaglia al valore civile per aver tentato di salvare un bambino. "Purtroppo quella stessa cultura di violenza, certi cori, esiste ancora nei nostri stadi. E' importante non abbassare la guardia". Questo stadio, erede dell'Heysel, presto sarà abbattuto. Per ricostruirne un altro poco lontano. Le autorità belghe hanno assicurato che metteranno una targa per ricordare la tragedia. "Vigileremo - conclude Garimberti - come italiani, ma anche al livello diplomatico e federale che ciò accada".

CONTE: UN MOMENTO TOCCANTE - Sulla toccante cerimonia è intervenuto anche il ct Antonio Conte: "E' stato un momento toccante, in cui sono tornato indietro. Ero già venuto qui a deporre i fiori anche prima di un'altra partita contro il Belgio. E' stato un momento particolare, che tutti abbiamo vissuto con grande emozione. Se si ripensa a quello che è accaduto, è qualcosa di incredibile e tragico e ci auguriamo che esempi negativi possano servire perché non accadano più".

12 novembre 2015

Fonte: Repubblica.it

Corona di fiori all'Heysel, ritirata maglia azzurra n.39

Per non dimenticare la tragedia dell’Heysel la Nazionale azzurra ha compiuto un gesto molto significativo

La Nazionale italiana al gran completo, con il presidente della Figc Carlo Tavecchio in testa, ha deposto una corona di fiori dinanzi a quello che era il settore Z dell'ex stadio Heysel a Bruxelles, oggi ribattezzato stadio Re Baldovino e che domani ospiterà la partita amichevole tra Belgio e Italia. Volti assorti e concentrati, in particolare quello del capitano della nazionale Gigi Buffon, nel momento in cui c'è stato il toccante ricordo della tragedia del 29 maggio 1985 durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool e in cui morirono 39 tifosi bianconeri. Alla presenza dell'associazione delle vittime, del presidente del Museo della Juventus Paolo Garimberti e di Mariella Scirea, è stata anche simbolicamente ritirata la maglia azzurra numero 39. "Ricordiamo una grande tragedia che non si deve più ripetere. E' un monito per tutti quelli che trasformano lo sport in tragedia. E' stata una iniziativa intelligente, perché non si deve mai più morire di sport". Così Carlo Tavecchio, presidente della Figc, ai microfoni di RaiSport dopo la commemorazione delle vittime dell'Heysel allo stadio Re Baldovino di Bruxelles. Sul ritiro simbolico della maglia numero 39 è intervenuto anche il ct Antonio Conte: "E' stato un momento toccante, in cui sono tornato indietro. Ero già venuto qui a deporre i fiori anche prima di un'altra partita contro il Belgio. E' stato un momento particolare, che tutti abbiamo vissuto con grande emozione. Se si ripensa a quello che è accaduto, è qualcosa di incredibile e tragico e ci auguriamo che esempi negativi possano servire perché non accadano più".

12 novembre 2015

Fonte: It.eurosport.com

Tragedia Heysel: "Il ritiro della maglia n°39 sia più di una commemorazione"

di Dario Pelizzari

Il gesto in programma per l'amichevole Belgio-Italia visto da Andrea Lorentini, presidente dell'Associazione familiari delle vittime.

"Siamo molto soddisfatti che la nostra proposta - resa pubblica proprio da Panorama.it e quindi accolta dal presidente della Figc Tavecchio ai microfoni di Radio 24 - di ritirare la maglia n°39 in memoria delle altrettante vittime dell'Heysel, stia per diventare realtà con la cerimonia prevista proprio nello stadio della tragedia. Tuttavia, il nostro obiettivo è più ambizioso: crediamo che il calcio italiano debba trovare la forza per rinnovarsi al suo interno. Perché della tragedia dell'Heysel si parla ancora oggi per ragioni che poco o nulla hanno a che vedere con la difesa della memoria". A dirlo è Andrea Lorentini, presidente dell'Associazione familiari delle vittime dell'Heysel e figlio di Roberto, un giovane medico che morì sugli spalti dello stadio belga mentre tentava di salvare un tifoso italiano. Venerdì 13 novembre ci sarà anche Andrea a seguire da vicino l'amichevole tra Belgio e Italia in un impianto completamente rinnovato, anche nel nome (ieri Heysel, oggi Re Baldovino): una partita per riannodare i fili con il passato e onorare la memoria di chi c'era e non c'è più, ma anche e soprattutto per rilanciare una sfida che merita di essere seguita con grande attenzione da chi vuole il bene del pallone tricolore.

Qual è il significato che sta dietro al ritiro della maglia numero 39 ?

"Come è noto il numero 39 non è previsto in Nazionale, ma il ritiro della maglia è un gesto simbolico che rappresenta in modo indiretto una risposta a tutti coloro che con cori e striscioni oltraggiosi e vergognosi riportano ancora oggi alla memoria i fatti dell'Heysel. Spero che la Figc accolga il nostro appello. Crediamo sia necessario alzare l'attenzione su questi episodi deprecabili, affinché il problema venga risolto una volta per tutte con le sanzioni dure e definitive. Sarebbe un messaggio forte e doveroso nei confronti di tutte le vittime del calcio".

Come spiegare le ragioni di coloro che ancora oggi si macchiano di tali episodi ? Follia, ignoranza o c'è di più ?

"L'ignoranza, prima di tutto. Sono convinto che nella maggior parte dei casi i responsabili di questi gesti sappiano poco o nulla di quanto è accaduto all'Heysel. Perché erano troppo piccoli per ricordare o perché non hanno sentito l'esigenza di approfondire l'argomento. E la colpa di tutto questo è anche di chi ha pensato che non fosse il caso di riportare alla memoria una tragedia per molti versi scomoda. Dei fatti dell'Heysel se n'è parlato troppo poco e male, perché conveniva un po' a tutti nascondere le responsabilità sotto il tappeto. La nostra associazione si sta battendo anche su questo fronte. Stiamo organizzando incontri con le scuole e abbiamo chiesto al Coni di inserire l'educazione civica sportiva nel normale orario di lezione. Crediamo sia giusto, meglio, necessario investire sulle nuove generazioni"..

Cosa ha imparato il calcio internazionale dalla tragedia dell'Heysel ? Pensa che da allora sia stato fatto tutto il possibile per scongiurare il ripetersi di una tragedia simile ?Cosa ha imparato il calcio internazionale dalla tragedia dell'Heysel ? Pensa che da allora sia stato fatto tutto il possibile per scongiurare il ripetersi di una tragedia simile ?

"Prima dell'Heysel, l'Uefa non era responsabile degli eventi che organizzava. Incassava circa l'ottanta per cento dalla vendita dei biglietti, ma declinava qualsiasi coinvolgimento sullo svolgimento dello spettacolo, che gravava invece sulle autorità del luogo dove veniva organizzata la partita. La sentenza dell'Heysel, che arrivò in Cassazione nel 1991, condannò l'Uefa come corresponsabile di quanto successo in Belgio e da quel momento, tutto o quasi è cambiato. Perché da allora si presta molta più attenzione alla scelta degli impianti che ospitano gare internazionali. Sì, grazie a quella sentenza, la sicurezza negli stadi è senza dubbio migliorata".

Al minuto 39 di Italia-Belgio il gioco si fermerà per 60 secondi e sullo schermo dello stadio verranno mostrati i nomi di tutte le vittime di quel giorno maledetto di 30 anni fa. L'occasione per lasciare le bandiere nel cassetto e sistemare i conti con la storia.

"Sarà un momento molto emozionante, che consentirà di portare alla ribalta internazionale una tragedia che per molto tempo è stata considerata di parte, legata a filo doppio con la realtà juventina. In realtà, molte di quelle vittime non tifavano per i bianconeri. La tragedia dell'Heysel va vista in ambito europeo prima ancora che nazionale".

12 novembre 2015

Fonte: Panorama.it

Tavecchio e la promessa mantenuta:

ritirata la 39 in onore delle vittime dell'Heysel

di Giovanni Capuano

A Bruxelles cerimonia durante Belgio-Italia insieme ai familiari delle vittime: il gioco si fermerà per 60 secondi al minuto 39.

Carlo Tavecchio l'aveva promesso leggendo la petizione lanciata la scorsa primavera dall'Associazione familiari delle vittime dell'Heysel e ogni promessa è debito. Si era impegnato a portare avanti l'idea di un gesto simbolico che contribuisse a ricordare i fatti di quella tragica notte a trent'anni da Juventus-Liverpool, a dare un segnale di unione e non di divisione e a fare qualcosa che restasse per sempre. Accadrà venerdì 13 novembre in occasione dell'amichevole tra Belgio e Italia allo stadio Re Baldovino, ex Heysel, rifatto interamente ma che sorge proprio nel punto dove il 29 maggio 1985 si consumò una delle più grandi tragedie dello sport europeo. La Figc, su proposta del suo presidente, ritirerà la maglia numero 39 della nazionale italiana. Un gesto simbolico, non essendo quella maglia mai utilizzata da nessuno, ma comunque pieno di significati perché rende omaggio alle vittime dell'Heysel (juventine e non solo) lanciando il messaggio che mai più sport e il mondo del calcio devono vivere drammi come quello. Un messaggio di unità nel nome di una tragedia che in questi trent'anni ha anche diviso e che spesso viene rievocata in maniera ignobile negli stadi italiani con cori e striscioni impossibili da accettare. Quello che accadrà a Bruxelles nei giorni di Belgio-Italia, però, va oltre la semplice celebrazione di un momento simbolico. Intanto il presidente dell'Associazione familiari delle vittime, Andrea Lorentini, viaggerà con la Figc e parteciperà a una cerimonia "italiana" con deposizione di fiori davanti alla lapide della curva Z e ritiro ufficiale della maglia numero 39. Ci sarà anche la Juventus rappresentata da Mariella Scirea e Paolo Garimberti. Nel corso della partita, poi, è previsto un momento di grande impatto emozionale al minuto numero 39, quando il gioco si fermerà per 60 secondi e sullo schermo dello stadio scorreranno i nomi delle vittime della follia dell'Heysel. Senza distinzione di tifo o nazionalità. Il monito perché la tragedia del 29 maggio 1985 resti nella memoria come la tragedia di tutti e non solo di una parte. Mai più. Il presidente Tavecchio lo aveva promesso e ha mantenuto la parola convincendo anche Uefa e federazione belga della bontà dell'idea. Non era scontato.

11 novembre 2015

Fonte: Panorama.it

Fonte Fotografia Carlo Tavecchio: Huffingtonpost.it

La Juventus con la Nazionale per ricordare l'Heysel

Nell’anno del trentesimo anniversario della tragedia dello stadio di Bruxelles, Paolo Garimberti e Mariella Scirea prenderanno parte alle iniziative indette dalla FIGC per commemorare le 39 vittime innocenti in occasione di Belgio-Italia.

Per commemorare il trentesimo anniversario dell’Heysel, quando 39 innocenti persero la vita nel settore Z di quello stadio, Paolo Garimberti e Mariella Scirea saranno a Bruxelles insieme alla FIGC e alla Nazionale italiana, impegnata in amichevole: lì verrà ritirata la maglia azzurra numero 39 e verranno osservati diversi momenti di raccoglimento prima e durante il match Belgio-Italia (in programma nella capitale belga il 13 novembre).

Lo ha annunciato quest’oggi la Federazione Italiana Giuoco Calcio con un comunicato sul proprio sito, in cui si legge che prima della partita verrà trasmesso un primo messaggio all’ingresso in campo delle due formazioni. "Poi, al 39’ del primo tempo, tutto lo stadio e le squadre saranno coinvolte nel ricordo di quella terribile sera di 30 anni fa, mentre i nomi delle 39 vittime, tutte insieme, uno per uno, senza distinzioni di nazionalità o fede calcistica, saranno ricordati sui maxischermi dello stadio".

L’amichevole contro la nazionale belga, prima nel ranking FIFA, sarà preceduta dal ritiro della maglia azzurra numero 39, un gesto fortemente simbolico che verrà sancito nel corso di una cerimonia il giorno antecedente alla partita. Il 12 novembre, infatti, Paolo Garimberti e Mariella Scirea in rappresentanza della Juventus, insieme all'Associazione dei familiari delle vittime dell'Heysel guidata da Andrea Lorentini, si uniranno al presidente federale Carlo Tavecchio e al dg Michele Uva nel deporre un mazzo di fuori davanti alla lapide nella curva Z che ricorda la tragedia. Nella circostanza verrà ritirata la maglia n. 39.

Lo stesso numero degli angeli dell’Heysel, il cui ricordo – come testimonia questo gesto - vive indelebile nei cuori non solo di tutti i tifosi della Juventus, ma di quelli di tutt’Italia.

10 novembre 2015

Fonte: Juventus.com

Heysel, l'Italia ritira la maglia 39 in memoria delle vittime

All'arrivo a Bruxelles, il 12 novembre, per l'amichevole con il Belgio, i vertici di Figc e della Juventus, insieme con i rappresentanti dell'Associazione dei familiari delle vittime, deporranno un mazzo di fuori davanti alla lapide nella curva Z che ricorda la tragedia.

ROMA - La Figc ritirerà la maglia numero 39 in memoria delle persone che trent'anni fa morirono allo stadio Heysel. Una decisione che arriva a pochi giorni dall'amichevole contro il Belgio a Bruxelles, in programma venerdì alle 20.45 a Bruxelles (arbitrerà il polacco Marciniak). La sfida sarà l'occasione per ricordare il trentesimo anniversario della tragedia, quando prima della finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool morirono 39 persone, in maggioranza tifosi italiani. Il programma deciso dalla Figc prevede due momenti: all'arrivo a Bruxelles, il 12 novembre, il presidente federale Carlo Tavecchio e il dg Michele Uva, la società Juventus rappresentata da Paolo Garimberti e Mariella Scirea insieme all'Associazione dei familiari delle vittime dell'Heysel guidata da Andrea Lorentini deporranno un mazzo di fuori davanti alla lapide nella curva Z che ricorda la tragedia. E nella circostanza verrà ritirata la maglia azzurra n.39 (una maglia "virtuale", dal momento che la numerazione arriva fino al 23) come proposto lo scorso maggio dal presidente federale. Il giorno dopo verrà letto un messaggio al momento dell'ingresso in campo delle due squadre, poi al 39' del primo tempo tutto lo stadio e le squadre saranno coinvolte nel ricordo di quella tragica sera di 30 anni fa mentre i nomi delle 39 vittime saranno ricordati sui maxischermi dello stadio.

10 novembre 2015

Fonte: Corrieredellosport.itt

Nazionale, Italia ritira la maglia "virtuale" 39, in ricordo delle vittime dell'Heysel

La cerimonia venerdì a Bruxelles, al minuto 39 dell'amichevole col Belgio: i giocatori in campo commemoreranno i defunti di 30 anni fa.

FIRENZE - L'amichevole tra Italia e Belgio, in programma venerdì alle 20,45 a Bruxelles (arbitrerà il polacco Marciniak), sarà un importante banco di prova per la nazionale di Antonio Conte in previsione degli Europei di giugno: stando all'ultimo aggiornamento del Ranking Fifa la rappresentativa belga è balzata al primo posto davanti a Germania e Argentina. Ma la gara di venerdì sarà anche l'occasione per ricordare il 30° anniversario della tragedia di Heysel, quando prima della finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool morirono 39 persone, per lo più tifosi italiani.

LA CERIMONIA - Il programma deciso dalla Figc in accordo con la Federazione prevede due momenti: all'arrivo a Bruxelles, il 12 novembre, il presidente federale Carlo Tavecchio e il dg Michele Uva, la società Juventus rappresentata da Paolo Garimberti e Mariella Scirea insieme all'Associazione dei familiari delle vittime dell'Heysel guidata da Andrea Lorentini deporranno un mazzo di fuori davanti alla lapide nella curva Z che ricorda la tragedia. E nella circostanza verrà ritirata la maglia azzurra n.39 (una maglia "virtuale", dal momento che la numerazione arriva fino al 23) come proposto lo scorso maggio dal presidente federale. Il giorno dopo verrà letto un messaggio al momento dell'ingresso in campo delle due squadre, poi al 39' del primo tempo tutto lo stadio e le squadre saranno coinvolte nel ricordo di quella tragica sera di 30 anni fa mentre i nomi delle 39 vittime saranno ricordati sui maxischermi dello stadio.

10 novembre 2015

Fonte: Tuttosport.com

Partita doppia

di Nereo Ferlat

Il prossimo 13 novembre, all’ex stadio Heysel, ora Re Baldovino non andrà soltanto in scena una partita amichevole tra le furie rosse Belghe e l’Italia di Conte. Quella sera, a distanza di trent’anni in cui molti alla moda dello struzzo hanno nascosto la testa sotto la sabbia, quella sera si giocherà anche la partita della memoria ! Memoria di chi c’era e non ha dimenticato, di chi non c’è più e non va dimenticato, memoria per chi non sa cosa è successo in quella sera da tregenda perché non era ancora nato e che va educato perché non si ripeta più un simile orrore ! Io ero là e la "signora in nero" mi è passata accanto, io ero là e le grida di terrore rimbombano ancora in quella curva rifatta ad hoc perché venissero ovattate dal tempo, io ero là e ho visto i morti ed i feriti, io ero là ed ho visto la rete per polli e la fuga precipitosa dei 5 poliziotti che dovevano difenderci dagli attacchi dei 5000 hooligans, io ero là ed ho deciso di cominciare a battere il tasto del ricordo dal mio ritorno a casa contro chi voleva ridurre questo ciclone ad una semplice pioggerella autunnale ! Alzatevi in piedi e onorate queste vittime poi si potrà anche giocare la partita…

21 ottobre 2015

Fonte: Juwelcome.com

Belgio-Italia, il 13 novembre a Bruxelles nel ricordo della tragedia dell’Heysel

Concluso con successo il capitolo qualificazioni, per la Nazionale arriva il tempo delle amichevoli. Un incontro di lusso quello in programma il 13 novembre: allo stadio "Re Baldovino" di Bruxelles gli Azzurri di Antonio Conte scenderanno in campo (ore 20.45) contro il Belgio, nel suo momento di massimo splendore. Attualmente terza nel Ranking FIFA, infatti, la nazionale belga festeggerà il 5 novembre - giorno in cui sarà resa nota la nuova classifica mondiale - il primo posto, scavalcando Argentina e Germania, diventando così la squadra numero uno al mondo. Il ritorno dell’Italia a Bruxelles, in quello che fu lo stadio Heysel, sarà anche l’occasione per commemorare, nel trentesimo anniversario, le vittime della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool del 29 maggio 1985. Poco prima dell’inizio della gara, i disordini sugli spalti provocarono la morte di 39 persone, di cui 32 italiane, oltre a 600 feriti, una tragedia mai dimenticata. Italia e Belgio si sono già incontrate 20 volte e il bilancio è a favore dell’Italia con 13 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte. L’ultima gara risale all’amichevole giocata allo stadio "Artemio Franchi" di Firenze il 30 maggio 2008 e vinta dagli Azzurri 3-1. Tre gli incontri disputati dagli Azzurri allo stadio "Re Baldovino": due nella fase finale del Campionato Europeo 2010, il 14 giugno contro il Belgio in una partita che l’Italia vinse 2-0 e il 24 giugno con gli Azzurri ancora vincitori per 2-0 contro la Romania; infine il 2 giugno 2010 in una amichevole contro il Messico, che si impose per 2-1.

20 ottobre 2015

Fonte: Vivoazzurro.it


 

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