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Comunicato Stampa Associazione  2.05.2015
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"Heysel: trent’anni dopo, un monologo di inesattezze"

In riferimento ad articoli apparsi su alcuni organi di stampa in merito al mancato spettacolo teatrale in occasione del 30° anniversario della tragedia dell’Heysel, l’Associazione fra i familiari delle vittime ritiene che ci siano delle importanti precisazioni da fare.

In questi mesi l’Associazione ha portato avanti un sincero e intenso confronto con Juventus F.C. al fine di arrivare, finalmente, a una memoria condivisa da entrambe le parti su quella tragedia e per sanare quasi 30 anni nei quali l’Heysel è stato considerato un tabù dalla società bianconera con colpevole quanto assordante silenzio. Proprio perché la presidenza di Andrea Agnelli si è caratterizzata per alcuni significativi segnali d’inversione di tendenza rispetto a quelle che l’hanno preceduta e dei quali l’Associazione gliene ha dato pubblicamente merito, abbiamo ritenuto ci fossero le basi per avviare un dialogo.

A Juventus F.C. è stato presentato un testo scritto da Domenico Laudadio, custode saladellamemoriaheysel.it, nonché socio benemerito dell’Associazione, e da Omar Rottoli, coautore e interprete della rappresentazione. Su questo testo, che aveva avuto il benestare dell’Associazione, Juventus F.C. ha sollevato alcune criticità che sono state affrontate e risolte in prima battuta con la massima disponibilità da Laudadio e Rottoli. A Juventus F.C. questa prima mediazione non è stata sufficiente e ha voluto creare un suo gruppo di lavoro per una revisione critica e ristesura del copione scenico al quale Laudadio ha scelto di non partecipare, ma cedendo i diritti sul testo all’Associazione fra i familiari delle vittime, perché non venisse intralciato il progetto di memoria che riteneva, giustamente, prioritario su ogni cosa.

L’Associazione, nello spirito di condivisione e collaborazione, ha accettato il gruppo di lavoro preteso da Juventus F.C. venendo così incontro alle esigenze manifestate dal club, ma ha posto come condizione per l’approvazione del testo finale che venissero preservate le responsabilità sui fatti e sulle verità storiche e processuali, condizione indispensabile perché la memoria potesse considerarsi tale. Il testo partorito al tavolo dai professionisti scelti da Juventus F.C., affiancati al solo Omar Rottoli, pur apparendo "poetico e toccante", ha in buona sostanza modificato la forma e le parole del testo originario, già ampiamente rivisto e adeguato per l’occasione, ma soprattutto omettendo citazioni e riferimenti chiari alle responsabilità sui fatti e sulle verità storiche e processuali. Quindi, non tenendo conto, delle richieste dell’Associazione.

"'Le criticità' del testo sono state affrontate e risolte in prima battuta con la massima disponibilità da parte mia e del coautore e interprete della rappresentazione, Omar Rottoli, - sottolinea e ribadisce Domenico Laudadio, custode saladellamemoriaheysel.it - ma Juventus F.C. ha voluto creare un suo gruppo di lavoro per una revisione critica e ristesura del copione scenico al quale ho scelto di non partecipare per rispetto verso me stesso, in virtù della mia decennale carriera di autore e regista teatrale, pur non professionistica. Ciò nonostante ho ceduto i diritti sul testo all’Associazione fra i familiari delle vittime, perché non venisse intralciato a causa mia il progetto di memoria che ritenevo prioritario. Il testo partorito al tavolo dai professionisti scelti da Juventus F.C., affiancati al solo Omar Rottoli, pur apparendo "poetico e toccante", ha totalmente modificato il ritmo, la forma e le parole del mio testo originario, già ampiamente rivisto e adeguato per l’occasione, stravolgendone non soltanto i contenuti, ma omettendo citazioni e riferimenti chiari alle responsabilità sui fatti e sulle verità storiche e processuali. L’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel ha scelto di non accettare questo nuovo testo, all’unanimità, votazione alla quale ho deciso di non partecipare".

L’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel si è trovata quindi, suo malgrado, nelle condizioni di non accettare questo nuovo testo, esprimendo il proprio parere negativo all’unanimità all’interno della propria assemblea motivando la sua decisione con il venir meno dei presupposti che erano alla base del progetto di condivisione. "Vorrei sottolineare che in questi trent’anni – chiosa Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione fra i familiari delle vittime dell’Heysel – i familiari delle vittime non hanno mai chiesto niente ad alcuno. Tutto quello che hanno ottenuto, dalla giustizia alla memoria, l’hanno ottenuto grazie alla propria forza, determinazione e dignità. La memoria dell’Heysel, purtroppo (visto che io ho perso mio padre), è una sola e saremo felici ogni volta che qualcuno vorrà condividerla con noi. Fuori dalle verità storiche e processuali c’è solamente la speculazione che noi rifiutiamo e combattiamo con ogni mezzo possibile". L’Associazione ha ringraziato Juventus F.C. e i suoi collaboratori per l’impegno profuso perché ogni momento di confronto è sempre utile, ma ha esercitato il ruolo di garante della memoria che lo stesso Andrea Agnelli le ha riconosciuto.

In occasione del trentennale l’Associazione parteciperà insieme a Juventus F.C. alla messa in suffragio dei caduti dell’Heysel il prossimo 29 maggio. Quello sarà l’unico momento condiviso con il club bianconero.

Arezzo, 2 maggio 2015

Fonte: Associazione fra i Familiari delle Vittime dell’Heysel


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